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Dalla ceramica di Caltagirone parte la corsa dell’artigianato siciliano Igp

Dalla ceramica di Caltagirone parte la corsa dell’artigianato siciliano Igp
Edy Tamajo – Foto QdS

La Camera di commercio di Palermo ha ospitato il road show “L’Italia che crea – Il ruolo delle Indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali”

Il Regolamento dell’Unione europea 2023/2411, secondo il presidente della Camera di commercio Palermo Enna Alessandro Albanese, “mette in evidenza il legame che c’é tra la produttività ed i territori” e tutela inoltre le produzioni artigianali “sulla falsariga di quello che si è fatto già con la produzione agroalimentare” consentendo così “la possibilità di creare una nuova fase di sviluppo”. La Camera di commercio ha quindi ospitato il road show “L’Italia che crea – Il ruolo delle Indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali”, affrontando insieme ad un nutrito gruppo di esperti e relatori il tema del ruolo che le indicazioni geografiche hanno per i prodotti artigianali ed industriali.

Tamajo: “Pubblicazione domande del Mimit passaggio decisivo per riconoscimento ceramica di Caltagirone”

Ad introdurre e moderare il confronto è stato Antonio Lirosi, direttore generale della Direzione generale per la proprietà industriale e Ufficio italiano brevetti e marchi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Ospite speciale in cartellone l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo. “La pubblicazione della domanda e del disciplinare da parte del Mimit – ha detto al road show l’assessore regionale -rappresenta un passaggio decisivo verso il riconoscimento della ceramica di Caltagirone IGP, che punta a diventare la prima ceramica siciliana a ottenere questo importante marchio europeo”.

Tamajo: “I dati di Bankitalia e Svimez dicono che la Sicilia cresce”

Le indicazioni geografiche protette per le produzioni artigianali ed industriali siciliane, secondo l’assessore regionale alle Attività produttive, “indubbiamente riescono a dare l’identità giusta del territorio, della nostra cultura, della nostra tradizione, e sono convinto che sarà sicuramente un passo in più, un marchio in più per far crescere le esportazioni ed il Pil, che cresce”. Tamajo ha inoltre sottolineato, rispondendo al nostro giornale, che “i dati di Bankitalia, i dati di Svimez ci dicono che è una Sicilia che cresce, per cui noi continueremo a lavorare per supportare anche il marchio, che non è soltanto un marchio fine a se stesso ma è cultura e tradizione che accompagneremo attraverso l’innovazione”. Cultura e tradizione da una parte, innovazione dall’altra, ma Edy Tamajo chiarisce: “Non sono due percorsi in antitesi ma che devono camminare insieme”.

Per innovare i processi produttivi della tradizione artigianale servono investimenti, programmi di innovazione tecnologica a supporto, in altre parole servono risorse finanziarie ed interventi strutturali che supportino insediamenti produttivi ed agevolino la logistica. L’introduzione del marchio IGP anche per la produzione artigianale ed industriale è un’opportunità notevole per la produzione di gusto e qualità siciliana, che non può competere con la produzione industriale a basso costo che altri mercati vantano, come la Cina. Ciò che rende però unico il prodotto siciliano è lo stile e la cura dei dettagli, il gusto oltre quello ormai riconosciuto universalmente del settore agroalimentare. L’assessore alle Attività produttive su questo fronte di sviluppo ci vede grandi potenzialità e garantisce adeguato supporto. A cominciare dal bando per le start-up innovative che verrà pubblicato a breve.

Tamajo: “Una Sicilia diversa, capace di attrarre investimenti”

“Oggi è una Sicilia diversa, capace di attrarre investimenti, che è diventata attrattiva dal punto di vista commerciale. Noi stiamo investendo – ha detto alla platea l’assessore Tamajo – circa 100 milioni di euro per riqualificare tutte le aree industriali. Abbiamo fatto un bando per riqualificare e modernizzare le aree artigianali. Proprio ieri abbiamo messo altri 17 milioni per finanziare altri comuni. Ne abbiamo finanziati già circa una settantina. Abbiamo già una graduatoria con altri 22 milioni di euro di risorse, che cercheremo assolutamente di trovare e che abbiamo già chiesto all’assessore all’Economia, per finanziare tutti i comuni che ne hanno fatto richiesta”. Le risorse di cui sopra potrebbero non rientrare nella dotazione dell’Assessorato di Edy Tamajo con la variazione di bilancio che si sta tentando di definire, ma è quasi certo che questo specifico fondo sarà parte integrante della prossima legge di stabilità insieme ad altri consistenti e mirate dotazioni finanziarie.

Da Caltagirone parte il percorso “Made in Sicily”

Ad avviare il percorso della produzione “Made in Sicily” con riconoscimento IGP è il Distretto delle ceramiche con Caltagirone. Primo territorio di tradizione produttiva ceramista, Caltagirone ha presentato domanda di ammissione – già formulabile dal primo dicembre 2025 – all’Ufficio italiano Brevetti e Marchi del Mimit, e dopo l’acquisizione del parere dell’Assessorato regionale Attività produttive rimane solo la valutazione e quindi la pubblicazione del marchio da parte della dipartimento ministeriale. Le conclusioni del convegno sono state affidate al direttore generale del Dipartimento attività produttive, Dario Cartabellotta, che nel corso del suo intervento – tecnico, volto ad istruire la platea sul meccanismo di presentazione ed istruzione delle domande – ha fatto presente come l’Assessorato, a fronte dei 45 giorni di tempo disponibili per esprimere il parere, abbia trasmesso quanto richiesto dal Ministero in pochissimi giorni.

L’Associazione Produttori Ceramica di Caltagirone ha ottenuto il parere favorevole dell’Assessorato regionale il 4 giugno. Trascorsi due mesi dalla pubblicazione della domanda da parte del Mimit – tempo necessario per eventuali opposizioni – verrà assegnato il marchio IGP alla produzione ceramista di Caltagirone. Dario Cartabellotta ha però ricordato ai presenti, nutrito pubblico della Sala Terrasi alla Camera di commercio di Palermo, che ci sono molti altri settori dell’artigianato siciliano “meritevoli del riconoscimento IGP”. Tra gli esempi proposti dal dirigente generale la lavorazione della pietra lavica dell’Etna, la lavorazione del marmo, del corallo, la realizzazione dei “pupi siciliani”. Al road show erano anche presenti, con una esposizione di prodotti artigianali, alcuni settori dell’artigianato siciliano. Oltre il Distretto delle ceramiche del Made in Sicily, con il presidente Giorgio Vanadia, c’erano il Distretto degli orafi e argentieri, il Mythos Fashion District ed anche la rappresentanza della pitturazione del carretto siciliano con le maggiori maestranze.

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