Dopo quella per i lavori di ripristino del porticciolo di Linosa, un’altra somma urgenza approvata nel pieno dell’emergenza seguita al ciclone Harry sarà implementata con un ulteriore stanziamento di risorse da parte della Regione.
Si tratta del cantiere aperto a Santa Teresa di Riva (Messina), per realizzare le opere a protezione delle abitazioni, per il recupero delle reti di sottoservizi e dei tratti di lungomare danneggiati, o addirittura crollati, a causa delle violente mareggiate che hanno colpito la Sicilia orientale a gennaio. Il provvedimento che approva la perizia di variante suppletiva ai lavori è stato firmato dal dirigente generale del dipartimento regionale tecnico, Duilio Alongi, nelle vesti di soggetto attuatore degli interventi finanziati con i fondi stanziati dal governo nazionale che in seguito alla calamità naturale ha riconosciuto lo stato di emergenza.
Anche in questo caso, l’integrazione al contratto farà superare la soglia del mezzo milione che il codice degli appalti fissa come tetto massimo per le somme urgenze. Anche se poi lo stesso codice, i cui aspetti controversi in questi anni sono emersi in più di un’occasione, prevede che la soglia possa essere superata “nel limite di quanto indispensabile per rimuovere lo stato di pregiudizio alla pubblica e privata incolumità, comunque nei limiti della soglia europea”.
Lavori indifferibili
“Le lavorazioni aggiuntive si configurano come strettamente necessarie ed indifferibili ed indispensabili per garantire la circolazione, la piena funzionalità dell’arteria e coerenti con le finalità di protezione civile sottese alla dichiarazione di somma urgenza”.
È con queste parole che la Regione ha autorizzato un incremento delle spese pari a 148.229,54 euro per completare i lavori nel centro del Messinese.
A eseguirli sono le società Gf Costruzioni, di proprietà dell’imprenditore Rosario Fresta, e la cooperativa Ottomarzo Lavori. La prima è stata designata dal consorzio Valori, il soggetto individuato dalla Regione per la somma urgenza, mentre la cooperativa è intervenuta nel momento in cui Gf Costruzioni ha reso noto l’intenzione di ricorrere all’istituto dell’avvalimento per acquisire la attestazione Soa Og7 Classifica II in possesso di Ottomarzo Lavori. Il tratto in cui le imprese lavorano da mesi è quello compreso tra la piazza Galassiopea lato Messina e il civico 75 della via Lungomare Giovanni Falcone.
L’aumento
Il contratto stipulato tra le imprese edili e la Regione in principio valeva 444.225 euro, frutto del ribasso dell’11,5 per cento proposto dal consorzio Valori sull’importo di mezzo milione.
Con il passare dei mesi si è però capito che tale somme non sarebbero sufficienti a completare gli interventi previsti e ciò ha portato alla stesura di una proposta di variante suppletiva, che è stata accolta dalla Regione e che porterà il corrispettivo delle imprese a 565.724,62 euro. “La perizia di variante e suppletiva determina un incremento dell’importo contrattuale netto a favore dell’operatore economico pari a 121.499,62 euro per lavori, oltre Iva al 22 per cento pari a 26.729,92 euro, per un importo complessivo di euro 148.229,54”, si legge nella determina firmata dal dirigente Alongi.
Il caso di Linosa
Nei giorni scorsi, qualcosa di simile era accaduto a Linosa, altra località pesantemente danneggiata dal ciclone Harry. In quel caso la perizia di variante aveva fatto lievitare le somme spese dalla Regione fino a sfiorare la cifra di 600mila euro. L’impresa che sta eseguendo i lavori nell’isola delle Pelagie è il Consorzio Santa Chiara, con sede a Favara (Agrigento).
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