I dati della mappa del disagio socioeconomico urbano elaborata da Istat e Save The Children mettono in allarme la Cisl Sicilia. Nell’isola si contano oltre 24mila minori in netta difficoltà nelle tre aree metropolitane. Si parla di oltre 14mila in condizioni di estrema vulnerabilità a Palermo, quasi 7mila a Palermo e circa 3mila a Messina. Un report che non si discosta troppo nella sostanza da quello dello scorso anno dell’Istat sul 2024 riguardante l’esclusione sociale.
Il segretario della Cisl Sicilia Leonardo La Piana chiama alla responsabilità la politica regionale e locale sottolineando: “Oltre 24mila minori prigionieri del disagio sociale, dell’abbandono scolastico e della povertà assoluta nelle aree più fragili di Palermo, Catania e Messina non sono solo una statistica, ma un’emergenza sociale ed economica non più tollerabile. Il report di Save the Children fotografa una Sicilia a due velocità, dove nascere nel quartiere sbagliato significa avere il destino già segnato, senza accesso ai diritti fondamentali come l’istruzione e il welfare”.
“Situazione sempre più drammatica”
La Piana prosegue: “Anno dopo anno si rileva una situazione sempre più drammatica effetto combinato di povertà economica e povertà educativa. Se a questo aggiungiamo che oltre la metà dei giovani tra i 15 e i 29 anni in questi quartieri è un Neet (il 57% a Catania, il 55,5% a Palermo), ovvero ragazzi che non studiano e non lavorano, capiamo bene che stiamo bruciando il futuro produttivo e sociale dell’Isola”.
La Cisl: “Insufficienza dei servizi per infanzia e infrastrutture”
Per la Cisl Sicilia, la vera chiave di volta risiede nell’insufficienza dei servizi per l’infanzia e delle infrastrutture sociali.
“Senza tempo pieno a scuola e senza asili nido, le famiglie vulnerabili, e in particolare le donne – sottolinea il segretario generale della Cisl Sicilia –, restano escluse dal mercato del lavoro, alimentando un circolo vizioso di povertà intergenerazionale”.
“Fondi Pnrr, Ue e coesione per periferie con scuole aperte fino al pomeriggio”
Per il leader sindacale “occorre utilizzare, nel tempo che rimane, i fondi del Pnrr, i fondi Ue e le risorse della coesione per rigenerare le periferie con scuole aperte fino al pomeriggio, presìdi socio-sanitari di prossimità, assistenti sociali e centri di aggregazione giovanile”.
La Cisl Sicilia da tempo chiede che il governo regionale avvii un confronto con le parti sociali, gli enti locali e le associazioni di categoria per un nuovo welfare territoriale.
“Occorre rafforzare la sinergia tra istituzioni locali, terzo settore e parti sociali – conclude La Piana – per intercettare precocemente il disagio familiare ed evitare l’isolamento dei giovani. Non c’è sviluppo economico, se continuiamo a lasciare indietro le generazioni future. Sanare le ferite delle periferie siciliane deve diventare la priorità assoluta dell’agenda politica regionale”.
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