Abbiamo la consapevolezza che la nostra società è fuori controllo, comporta spese colossali in cambio di servizi pubblici inadeguati, non riesce ad assicurare il rispetto dei diritti più elementari ed è continuo teatro di conflitti insanabili e permanenti.
Disinteresse collettivo: nessun progetto per uscire dal guado nonostante il peggioramento
Ebbene, nonostante un quadro così delineato, non si vede un interesse forte e diffuso per rimettere imprese e istituzioni sulla giusta carreggiata. Al contrario, si assiste alla contemporanea presenza della consapevolezza del costante peggioramento delle condizioni di vita, insieme al generale disinteresse per la definizione di un progetto o di un programma che possa riuscire a portare il Paese fuori dal guado. Basti pensare che paghiamo somme spropositate per il conferimento dei rifiuti in luoghi distanti migliaia di chilometri, ma non si vede alcun progetto per la realizzazione di termovalorizzatori. Paghiamo costi spropositati per l’utilizzo dell’energia elettrica, ma non si vedono spinte per la creazione di centrali “non fossili”.
Pubblica amministrazione allo sbando: smart working, Pnrr a rischio e leadership come alibi
La Pubblica amministrazione è allo sbando, con uffici periferici senza alcuna risorsa umana o finanziaria e quelli centrali che abbondano di dipendenti senza alcun ruolo, molti dei quali abilmente nascosti dallo smart working. L’intero sistema amministrativo fatica a rispettare le scadenze del Pnrr, con il rischio di non riuscire a rendicontare, ma il ministro della Pubblica amministrazione, spinto da un codazzo di sedicenti esperti, ritiene che il problema risieda nella leadership.
Il conflitto di disinteresse: la vera emergenza che nessuno vuole affrontare
Si ha l’impressione che ciascuno viva una propria narrazione dell’emergenza in cui versa il Paese, che ha lo scopo di proteggere la propria nicchia e la pretesa che il prezzo per rimettere il Paese in linea sia qualcun altro a doverlo pagare.
Abbiamo prodotto quintali di documenti alla ricerca di possibili “conflitti di interesse” e non ci accorgiamo che il vero problema risiede, invece, nel conflitto di disinteresse. Un’alzata di spalle e una smorfia rassegnata è il massimo che si ottiene ogni volta che apprendiamo di un dissesto di un’amministrazione comunale, della chiusura di una fabbrica, del licenziamento di lavoratori, delle ingiustizie della “giustizia” e dei successi di chi, con l’uso della prepotenza e dei canali giusti, riesce a fare ciò che vuole, senza dovere rendere conto a nessuno.
Appalti bloccati e interesse pubblico ignorato: quando la somma degli egoismi produce paralisi
Siamo diventati specialisti nel fermare appalti e decisioni amministrative per il sospetto di interferenze o interessi personali. Ma non abbiamo nessun meccanismo che protegga il funzionamento del Paese e che si preoccupi di promuovere “l’interesse verso il funzionamento” o per la tutela dei cittadini o per la difesa del patrimonio pubblico o soltanto per l’affermazione dei valori su cui si fonda la nostra società.
Assistiamo alla diffusione di un fenomeno consolidato, per il quale, stranamente, ma immancabilmente, la somma degli interessi personali producono un disinteresse collettivo, anche all’interno delle istituzioni, dove, dispiace riconoscerlo, si fa sempre più fatica a intercettare il perseguimento dell’interesse pubblico.

