Coronavirus, Musumeci e lo spettro della psicosi “No a un clima di irrazionale preoccupazione” - QdS

Coronavirus, Musumeci e lo spettro della psicosi “No a un clima di irrazionale preoccupazione”

redazione

Coronavirus, Musumeci e lo spettro della psicosi “No a un clima di irrazionale preoccupazione”

lunedì 24 Febbraio 2020 - 20:17
Coronavirus, Musumeci e lo spettro della psicosi “No a un clima di irrazionale preoccupazione”

Vertice nel Palazzo della Regione a Catania: non sussistono condizioni per provvedimenti d’urgenza. Il Presidente della Regione siciliana invita alla cautela: “Clima di irrazionale preoccupazione”. L'assessore Razza: “Ci siamo attivati subito”. Leoluca Orlando (AnciSicilia): “Avere cura ma non paura”. GUARDA LE VIDEO INTERVISTE

di Desiree Miranda e Patrizia Penna

Non sussitono al momento le condizioni per parlare di un’emergenza Coronavirus in Sicilia e per adottare dunque provvedimenti d’urgenza.
È questo il risultato del vertice tenutosi ieri a Catania nel Palazzo della Regione e convocato dal Presidente Nello Musumeci per fare il punto della situazione.
“Non c’è motivo di essere allarmati – ha spiegato Musumeci. La Regione siciliana e tutte le strutture preposte hanno fatto e stanno facendo tutto il possibile per mantenere alta l’attenzione. Già lo scorso 27 gennaio abbiamo emanato una direttiva affinché ogni struttura sanitaria potesse muoversi secondo indicazioni precise per la gestione della cosiddetta fase ‘A’, che è quella della prevenzione, con la speranza di non trovarci mai in quella ‘B’, d’emergenza”.


“Più che preoccuparsi bisognerebbe occuparsi di curare l’igiene personale. Il luogo peggiore in cui andare è il Pronto soccorso degli ospedali, è preferibile contattare il medico di famiglia e i numeri messi a disposizione”, ha sottolineato Musumeci.

Se da un lato l’impressione è che l’urgenza sia più quella di neutralizzare la paura dilagante piuttosto che di fronteggiare un’emergenza reale, dall’altra la Regione siciliana non intende sottovalutare i rischi. Musumeci, in tal senso, ha fatto sapere che sono stati già allertati l’ospedale militare di Palermo e Messina per organizzare un’eventuale quarentena in caso di contagio.

Tra le misure di cautela adottate dalla Regione vi è un portale creato ad hoc per gli studenti di ritorno dal Nord e che dovrebbe essere attivato nelle prossime ore. Sono state annullate gite da e per l’isola perché, sottolinea il governatore “Il diritto alla salute viene prima di ogni altro interesse”.
Sul fronte immigranti, l’invito rivolto è ancora una volta alla cautela: “Sugli sbarchi in questo momento si corre il rischio di essere estremisti, da una parte o dall’altra. Ora più che mai serve cautela. Se i migranti arrivano con una nave è meglio che i controlli avvengano a bordo”.

Al vertice di ieri erano presenti, tra gli altri, oltre all’assessore alla Salute Ruggero Razza, i dirigenti generali dei dipartimenti dell’assessorato Mario La Rocca e Letizia Di Liberti, il capo della Protezione civile regionale Calogero Foti e il presidente dell’AnciSicilia Leoluca Orlando.

L’assessore Razza ha spiegato che ad oggi sono cinquanta i test con tampone orale effettuati in Sicilia su cittadini con sintomi sospetti: hanno dato sempre esito negativo. “Immaginiamo – ha detto – una crescita del numero dei test per esame faringeo, stiamo valutando di aumentare da due a cinque i laboratori. Stiamo aumentando la disponibilità dei posti letto per necessaria sicurezza dei pazienti, tutti i percorsi sono adeguatamente monitorati. Tanto che i sospetti sono sottoposti a adeguata sorveglianza fino al tampone. Stiamo pensando a una straordinaria sanificazione per i pronto soccorso. Stiamo anche pensando ad un percorso di pre-triage con accesso dedicato per pazienti con eventuali sintomi influenzali”.

Secondo il presidente di AnciSicilia, Leoluca Orlando, di fronte all’emergenza legata al Coronavirus “non c’è spazio per opinioni estemporane e ci affidiamo alle disposizioni nazionali e quelle che il governo regionale concorderà con quello nazionale. Non è rassicurante pensare che ognuno decide come crede, quindi stiamo tentando di dare un messaggio univoco. Ci siamo attivati in Sicilia sin da subito. Non ci sono divieti per grandi manifestazioni. Siamo nella fase di prevenzione ed è fondamentale la comunicazione. è importante avere cura, per sé stessi e per gli altri, senza cedere alla paura. è fondamentale assumere comportamenti e scelte importanti e non improvvisate per prevenire la diffusione del virus così come è importante comunicare in modo corretto per evitare la diffusione di fobie e paure ingiustificate. Per questo abbiamo condiviso con la Regione la scelta di non bloccare le manifestazioni pubbliche cosi’ come fatto da tutte le regioni che non hanno casi di contagio”.

“Come sindaci – ha proseguito Orlando – abbiamo subito operato non appena è arrivato il decalogo lo abbiamo diffuso a tutti i Comuni. Vale per tutti. Per chi viene da zone esposte tutti i sindaci adotteranno un provvedimento in coerenza con ciò che verrà concordato domani a livello nazionale. Se ci muoviamo così possiamo ridurre il pericolo di contagio. Creso sia importante fare passare questa comunicazione all’estero con cui abbiamo grandi manifestazioni: mandare un messaggio che in Sicilia ci sono tutte le condizioni per potere garantire la salute”.

I pericoli della psicosi

L’esplosione dei casi di contagio da Coronavirus nel nostro Paese sta letteralmente gettando nel panico e nello sconforto i cittadini: strade deserte, inutili code nei supermercati alla spasmodica ricerca di scorte alimentari, fake news e truffatori che si fingono volontari e bussano alla porta con la scusa di effettuare un test con tampone orale per la rilevazione del contagio di Covid-19.

Renzi, intanto, sotterra l’ascia di guerra e propone la “quarantena” per il dibattito sulla prescrizione. Il mondo politico invoca in queste ore l’unità ma certamente, una volta superata l’emergenza, bisognerà capire come mai fino a qualche giorno prima, a detta del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, l’Italia fosse “il Paese che in questo momento ha adottato misure cautelative all’avanguardia rispetto agli altri, misure incisive”.

In Italia muoiono in media 1.734 persone al giorno e nessuno, leggendo questi dati, si sogna di farsi prendere dal panico. L’epidemia di Sars in due anni ha fatto 8.096 casi con 774 morti, con un tasso di letalità del 9,6% (Dati Iss). Secondo Gianni Rezza, Direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto superiore della Sanità: “Il coronavirus attuale sta mostrando una capacità superiore di trasmettersi rispetto alla Sars, quindi dà un numero di casi maggiore, anche se la letalità appare almeno al momento più bassa. Ad aumentare la contagiosità c’è anche il fatto che i sintomi spesso sono più lievi, e quindi, soprattutto quando ancora non si era consapevoli dei rischi, le persone contagiate circolavano maggiormente”.

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