Corso dei Martiri, un investitore Ceco per sanare quella ferita di Catania aperta da settant’anni - QdS

Corso dei Martiri, un investitore Ceco per sanare quella ferita di Catania aperta da settant’anni

Melania Tanteri

Corso dei Martiri, un investitore Ceco per sanare quella ferita di Catania aperta da settant’anni

sabato 26 Settembre 2020 - 00:00
Corso dei Martiri, un investitore Ceco per sanare quella ferita di Catania aperta da settant’anni

Entro il 13 ottobre, assicura l’assessore comunale ai Lavori pubblici, il bando per Piazza della Repubblica, ma è il grande progetto dell’architetto Mario Cucinella che è ancora bloccato. Ora arriva l’imprenditore Radovan Vitek che ha già firmato il preliminare per rilevare Capital dev, società che detiene l’83% delle aree

Una delle aree libere in centro città più grandi d’Europa potrebbe presto vedere nuovamente i cantieri aperti. E ridare speranza a chi pensava che la ferita urbanistica potesse essere sanata. Si torna a parlare del Corso Martiri della Libertà e delle sue “fosse”, lascito di una speculazione edilizia rimasta incompiuta. Dopo la demolizione di un intero rione, negli anni Sessanta, infatti, nel cuore della città è rimasto solo il vuoto. Che negli ultimi anni si è tentato di riempire, ma che adesso vede solo alcune opere di urbanizzazione primaria – realizzate dai privati scomputando parte degli oneri di urbanizzazione – e null’altro. Ma le cose potrebbero presto cambiare, come spiega l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Catania, Enrico Trantino.

Secondo step

“La conferenza di servizi di martedì mattina al teatro Sangiorgi è propedeutica anche alla ripresa della discussione intorno a corso Martiri della Libertà – afferma l’esponente della giunta comunale, evidenziando come la riqualificazione del vecchio San Berillo sia elemento propulsore per la ripresa dei cantieri in corso Martiri della Libertà, e come l’amministrazione abbia intenzione di proseguire con i lavori, o almeno accelerare in ciò che è già stato definito: la realizzazione del secondo step del progetto, ovvero il parcheggio interrato”. Si tratta di una struttura multipiano, con il tetto ricoperto di verde, capace di accogliere circa 300 auto. In totale costerà poco più di 13 milioni di euro. I lavori sarebbero dovuti iniziare la scorsa primavera, ma ad oggi ci ritroviamo a scrivere ancora della procedura di appalto.

Dobbiamo definire il bando di gara con l’Urega – prosegue Trantino – per quanto riguarda il secondo step, ovvero il parcheggio interrato da realizzare nell’area di Piazza della Repubblica, accanto alla Banca d’Italia”. Il primo è consistito nelle opere di urbanizzazione primaria realizzate durante la sindacatura di Enzo Bianco e completate all’inizio di quella del sindaco Pogliese, oggi sospeso. E Trantino si lancia anche nella definizione di una data. “Lo faremo entro il 13 ottobre – afferma: a quel punto, se non dovessero esserci ricorsi o altri intoppi burocratici si potrebbe avviare il cantiere già è entro il 2020 o al massimo entro l’inizio del 2021”.

C’è una data, dunque, per vedere nuovamente i cantieri aperti. “Punteremo sulle migliorie che verranno proposte al progetto – prosegue l’esponente della giunta comunale. Noi, come amministrazione, abbiamo definito quasi tutto”. Quanto dureranno i lavori? Si ipotizza due anni e mezzo, al massimo tre anni. Insomma, il parcheggio potrebbe essere fruibile entro il 2023.

L’assessore Trantino ci tiene a sottolineare come la riqualificazione del Corso Martiri della Libertà sia in continuità con la costruzione del nuovo Palazzo della giustizia di piazzale Asia e come tutta l’area potrà subire un netto miglioramento e una netta modernizzazione. “Abbiamo creato – spiega – tutte le condizioni per rigenerare l’intera area, e questo è ciò che possiamo fare oltre a riqualificare il vecchio San Berillo. Mi auguro che si trovi un accordo con la soprintendenza per potere anche abbattere e ricostruire alcuni edifici”.

Un nuovo investitore

Per quanto riguarda invece la definizione del progetto dell’architetto palermitano, Mario Cucinella per la realizzazione degli edifici in Corso Martiri della Libertà, progetto presentato in Consiglio comunale anni fa, è Aldo Palmeri, rappresentante di Istica (proprietaria della aree insieme a Cecos e Risanamento San Berillo), a spiegare come, in questo momento, sia in corso il passaggio di proprietà da CapitalDev, società di Unicredit che ha acquisito la titolarità di quasi tutte le zone, a un imprenditore della Repubblica Ceca, Radovan Vitek. Cliente della banca, sarebbe pronto ad acquistare la titolarità dell’area. “È un developer – sottolinea Palmeri – e quindi dovrebbe procedere portando avanti la convenzione firmata col Comune di Catania”. E in effetti, dalle notizie di stampa pare che Vitek sia intenzionato a investire nel mattone un po’ in tutta Italia. Secondo quanto riportato da “Il Romanista” nel novembre 2019, lo stesso imprenditore avrebbe dichiarato: “Ci sono tanti progetti interessanti da comprare. Provo con qualcosa di più piccolo, poi si vedrà”.

“Il passaggio da Capital Dev a CPI, la società di Radovan Vitek, è in corso di definizione – ribadisce Palemeri. È stato già firmato il contratto preliminare e l’imprenditore dovrebbe rilevare il 95% da Capital Dev”. Che, attualmente, possiede il l’83% delle aree, quelle di Istica e Cecos, per circa 230 mila metri cubi di cubatura.

Il progetto

Cubatura che non potrà essere modificata, poiché già stabilita (e per la precisione diminuita rispetto alla previsione originaria); il resto, però, potrà subire delle modifiche, sempre sotto la supervisione dell’architetto Cucinella. “La struttura alberghiera sarà realizzata in luogo più centrale rispetto al progetto originario: – prosegue Palemeri. Era prevista nell’area vicina alla stazione, mentre verrà realizzata tra la chiesa Cristo della Buona morte e la scuola Amerigo Vespucci”. Anche relativamente al mercato coperto e al centro polifunzionale le cose potrebbero cambiare.

Commissione urbanistica

Resta dunque ancora un’incognita per la realizzazione vera e propria di Corso Martiri della Libertà e non solo delle opere accessorie, come spiega il presidente della commissione urbanistica Manfredi Zammataro, che ha sollecitato la conclusione del primo step – completare gli interventi di urbanizzazione primaria. “Abbiamo fatto alcuni incontri con la direzione urbanistica per sollecitare i lavori e comprendere quali step stiano portando avanti, dando un impulso all’amministrazione – dice. Abbiamo spinto molto per realizzare la prima parte delle opere di urbanizzazione e siamo in attesa di comprendere le tempistiche certe per quanto riguarda la realizzazione del parcheggio. A quel punto, credo che anche i privati potranno trovare una nuova motivazione, guardando anche alle altre opere in cantiere, come la realizzazione del nuovo Palazzo di giustizia di viale Africa che potrebbe trainare la realizzazione di Corso martiri della libertà. Ma il progetto deve avere tempi certi – prosegue – e la politica deve vigilare. Noi convocheranno incontri e audizioni per capire quale sia la tabella di marcia” – conclude Zammataro.

Uno sventramento in pieno centro che resiste da più di mezzo secolo

Una storia lunga mezzo secolo. È una vicenda datata quella di Corso Martiri della Libertà, iniziata negli anni Cinquanta e ancora priva della parola fine. Quello che oggi resta nell’arteria che collega corso Sicilia alla Stazione centrale di Catania è il risultato di un’opera di riqualificazione della zona che ebbe inizio nel novembre del 1950 quando, con la firma in Prefettura dell’atto costitutivo dell’Istituto Immobiliare di Catania (Istica) per il risanamento dei quartieri degradati, primo fra tutti San Berillo, si diede il via all’operazione urbanistica. Che prevedeva la realizzazione contestuale di alloggi popolari per ospitare i residenti del cuore storico della città. Qualche anno più tardi, nel 1954, si procedette alla demolizione dell’intero quartiere a monte della via Di Prima, “seguendo il Piano realizzato dall’architetto Brusa e approvato dal Consiglio comunale il 3 marzo del 1951”, si legge in una scheda realizzata da Palazzo degli Elefanti.

Da quest’opera nacque il corso Sicilia, così come è adesso, ma i lavori di ricostruzione si fermarono a piazza della Repubblica: i lavori avviati nel 1957 si interruppero infatti il 27 giugno del 1969, quando ancora l’area di Corso dei Martiri non era stata completata.

La ferita urbanistica provocata dalla demolizione del rione non venne più sanata. Fino ai primi anni Duemila, quando l’amministrazione comunale, guidata allora da Umberto Scapagnini, non nominò una commissione di saggi – formata da Antonio Catricalà, Augusto Fantozzi, Giovanni Pellegrino e Nicolò Zanon, riporta ancora la scheda – incaricata di trovare una composizione per questa area di circa ottantamila metri quadrati.

Si iniziò a discutere di progetti e cubature, all’epoca più elevate di quelle stabilite in seguito, e la Commissione concluse che elementi essenziali del Piano di risanamento fossero “l’adeguamento alle disposizioni di legge e alle esigenze della mobilità e agli standard di verde pubblico e parcheggi”. Si arriva al 2008: a Palazzo degli elefanti c’è il commissario straordinario Vincenzo Emanuele, nominato dopo le dimissioni del primo cittadino Scapagnini, che firma un accorso transattivo con le parti, che vide la protesta di molti per via delle eccessive cubature previste.

L’anno successivo, sindaco Raffaele Stancanelli, l’architetto Massimiliano Fuksas, andò in Consiglio Comunale per presentare un progetto di recupero, che poi naufragò. L’incarico andò, invece, a Mario Cucinella. Il progetto, su input dell’allora amministrazione Bianco, prevedeva il mantenimento della scuola Vespucci e la riduzione della cubatura. Era il 2014.

Nel marzo del 2015 gli imprenditori proprietari delle aree di Corso dei Martiri acconsentirono all’aumento del verde e alle altre richieste del sindaco Bianco e il in aprile fu presentato dai rappresentanti dello Studio Cucinella e di Istica-Cecos e Risanamento San Berillo, il progetto definitivo delle aree di pubblico interesse di Corso dei Martiri.

Nel giungo del 2018 furono annunciati i lavori di urbanizzazione primaria, consegnati poi nel marzo 2019.

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