Silenzioso, ma in rapida espansione, il fenomeno kratom sta emergendo come una delle nuove criticità sanitarie negli Stati Uniti. Complice la facile reperibilità e la percezione di una sostanza naturale quindi meno pericolosa, il suo consumo si è diffuso ben oltre le nicchie iniziali. Ma dietro questa apparente innocuità si nasconde un quadro ben più complesso: tra vuoti normativi, scarsa informazione e rischi clinici concreti, il kratom preoccupa sempre più medici, ricercatori e autorità sanitarie.
Cos’è il kratom?
Il kratom è una sostanza di origine vegetale con proprietà psicoattive, ma gli effetti che può produrre la rendono tutt’altro che innocua. I suoi composti attivi (soprattutto la mitraginina e 7-idrossimitraginina) agiscono sul cervello dell’uomo in modo simile agli oppioidi anche se, di fatto, non lo sono. Ricavato dalle foglie di una pianta tropicale, la Mitragyna speciosa, che si trova specialmente in Paesi come Thailandia, Indonesia e Malesia, il kratom, se assunto ad alte dosi altera il sistema nervoso, creando potenziali rischi per la salute. È l’alto dosaggio a creare i danni maggiori: se usato a dosi basse il kratom ha un effetto energizzante ma, ad alte dosi, diventa un potente analgesico e sedativo. Negli Stati Uniti il suo utilizzo è aumentato rapidamente, trasformandolo da fenomeno marginale a emergenza emergente.
Quali sono i rischi concreti per la salute?
Le conseguenze mediche associate al kratom non sono trascurabili. Tra gli effetti segnalati figurano convulsioni, aritmie cardiache, danni epatici e problemi respiratori. Nei casi analizzati, quasi un paziente su sette ha richiesto il ricovero ospedaliero, mentre uno su sedici è stato trasferito in terapia intensiva. Dati che sottolineano la potenziale pericolosità della sostanza, soprattutto quando assunta senza controllo.
Cosa succede quando viene combinato con altre sostanze?
Il rischio aumenta ulteriormente quando il kratom viene assunto insieme ad altre droghe o farmaci. La sostanza può interferire con i processi metabolici dell’organismo, amplificando gli effetti tossici e rendendo più imprevedibili le reazioni. Una dinamica frequente, secondo gli esperti, che contribuisce all’aumento dei casi con esiti gravi.
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