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Covid, la situazione vaccini tra possibili ritardi e allarmi

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Covid, la situazione vaccini tra possibili ritardi e allarmi

domenica 17 Gennaio 2021 - 06:00
Covid, la situazione vaccini tra possibili ritardi e allarmi

Speranza a Pfizer-Biontech, "Chiediamo il rispetto dei patti". La prossima settimana ritorno alla normalità. Demicheli, nessun allarme ma verifiche sui casi di mortalità in Norvegia



In Italia la campagna vaccinale procede bene, pur tra timori per i ritardi nella consegna delle dosi annunciata da Pfizer-Biontech e l’allarme per i ventitré morti in Norvegia tra i vaccinati.

“La campagna vaccinale italiana è partita con il piede giusto – ha detto in tv il ministro per la Salute Roberto Speranza- e siamo il primo Paese dell’Ue con un milione e centomila dosi somministrate. Il numero crescerà ancora perché tutto sta andando per il verso giusto, anche riguardo ai ritardi: abbiamo chiesto a Pfizer-Biontech di rispettare i patti, abbiamo chiesto serietà e rigore e ci hanno detto che dalla prossima settimana si tornerà alla normalità. Ribadisco la richiesta che venga rispettato tutto nel dettaglio: la macchina ha bisogno di assoluta puntualità”.

Nessun allarme ma verifiche sui morti in Norvegia

Intanto, secondo il presidente del Comitato scientifico sorveglianza vaccini istituita da Aifa, Vittorio Demicheli, c’è “massima attenzione ma al momento non esistono ragioni di allarme per quanto accaduto in Norvegia” dove sono stati segnalati dall’agenzia del farmaco locale ventitré morti, tra persone anziane e fragili vaccinate contro il covid-19.

“Non ci sono indizi – ha aggiunto – che ci facciano dubitare della scelta fatta. Stiamo proteggendo i più fragili con il prodotto migliore che abbiamo. In Italia fra le molte decine di migliaia di vaccini già fatti nelle Rsa non è stato segnalato nulla di grave. E anche negli Usa non c’è stata alcuna segnalazione simile. Per quel che sappiamo, dall’agenzia norvegese è giunta una dichiarazione di tipo prudenziale: fra le persone molto anziane le morti possono accadere per cause naturali, ma sono facilmente verificabili per la loro storia clinica”.

“La regola che vale per tutti i vaccini – ha sottolineato – è che per ogni decesso serve un accertamento diagnostico, come nel caso di un medico lombardo morto nei giorni scorsi che aveva una storia clinica complicata. L’autopsia fatta ieri ha escluso il legame con il vaccino. In questo momento stiamo vaccinando persone che hanno comunque una probabilità più alta di morire. Il nostro livello di allerta è massimo e le segnalazioni vengono raccolte dalla rete nazionale ed europea e le situazioni rischiose, se ci fossero state, sarebbero emerse già”.

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