Abbiamo l’opposizione all’attuale Governo che non sembra tale perché continua a elencare i mali del Paese (che sono tanti), già enumerati in altre occasioni, ma quasi mai le soluzioni per risolverli.
Cosicché, ci troviamo un Governo in grande difficoltà perché, se da un canto, tiene i conti in ordine, dall’altro, non riesce a risolvere i gravi problemi dell’Italia.
Mancata crescita: il primo problema dell’Italia che nessuno risolve
Il primo di essi è la mancata crescita. È a tutti noto che se non si produce ricchezza non c’è cosa distribuire e non ci sono le risorse per affrontare gli investimenti necessari.
Vi sarebbero branche dell’economia da incentivare al massimo, per esempio quella delle energie rinnovabili, che vanno sostenute e amplificate per diminuire l’impatto ambientale e la dipendenza dell’Italia da petrolio e gas importati dall’estero.
Ma abbiamo una forte carenza nella macchina pubblica, che è inceppata e non sa come fare per rendere i servizi nei tempi previsti, cioé con puntualità. La puntualità è sconosciuta nel settore pubblico perché, per essere puntuali, bisogna essere organizzati, competenti e diligenti, requisiti che mancano in molti componenti della macchina pubblica.
Sprechi, corruzione e abuso d’ufficio: i nodi della pubblica amministrazione italiana
Tenere i conti in ordine significa lottare contro gli sprechi nel settore pubblico; significa lottare contro le infiltrazioni malavitose; significa combattere la corruzione che si annida in ogni angolo. I dirigenti pubblici non debbono avere alcuna paura a far camminare i procedimenti per ottenere i risultati sperati, perché chi è onesto non viene mai colpito. La paura della firma ha portato al reato dell’abuso d’ufficio, ma sembra che tale abrogazione non sia consentita perché l’Ue ha notificato il regolamento che obbliga a regolamentare l’abuso d’ufficio e quindi, prima o dopo, anche l’Italia dovrà preoccuparsi di reintrodurlo in conformità a tale regolamento.
Crescita al 2% come media europea: perché l’Italia continua a restare indietro
Tenere i conti in ordine non basta perché bisogna anche e soprattutto creare le condizioni per una crescita adeguata a quella media europea, che è intorno al due per cento; per non parlare della crescita stratosferica della Cina o quella degli Stati Uniti, ancora superiore.
Percentuali contro miliardi: perché i numeri del Pil siciliano ingannano
Invece, nel nostro Paese tutti si trastullano con le percentuali, le quali ingannano perché si gioca con dei numeri falsi, che non sono quelli concreti di tutte le branche economiche. Più volte abbiamo fatto l’esempio della Regione Sicilia, la quale dice che cresce più del Veneto in quanto la percentuale è doppia rispetto a quella di quest’ultima. Ma la verità vera è che il numero di miliardi di crescita della Sicilia è inferiore al numero di miliardi di crescita del Veneto, per cui il gap (ovvero la differenza) continua ad aumentare. Ecco come si smentisce la crescita portata dalle percentuali, mentre vi è una decrescita effettiva portata dai miliardi. Le cifre sono vere, le percentuali ingannano.
La leva keynesiana e gli investimenti nel Sud: cosa serve davvero all’Italia
Torniamo alla mancata crescita di questi quattro anni di Governo, il quale si è preoccupato di galleggiare, ma non di far crescere i miliardi del Pil. Manca la leva economica, più volte citata da John Maynard Keynes (1883-1946), e che – non vi scandalizzate – ha cominciato a mettere in evidenza quel grande filosofo economista che fu Adam Smith (1723-1790) con la sua “La ricchezza delle nazioni”, pubblicata nel 1776.
Nel nostro Paese servono investimenti cospicui, soprattutto nel Sud e soprattutto per opere di utilità pubblica, come linee ferroviarie ad alta velocità, strade e autostrade, riparazione del territorio, e così via. Occorre che le imprese vengano sostenute, magari con una defiscalizzazione dei profitti o dei contributi.
Governo ombra e alternative concrete: la sfida dell’opposizione italiana
Inoltre, per compensare queste e altre spese per investimenti, va diminuita la spesa corrente, a cominciare dal disboscamento dei ministeri perché con numeri enormi e non giustificati. L’opposizione dovrebbe costruire pure un Governo ombra, con premier e ministri ombra, i quali, branca per branca, dovrebbero proporre alternative a quelle del Governo, in modo che l’opinione pubblica possa comprendere la validità delle soluzioni dell’opposizione rispetto a quelle del Governo.
Questo è un modo efficace per rendere edotti cittadine e cittadini su quello che serve, non vuote parole e siparietti televisivi.

