Lo sviluppo dell’Isola e in particolare dell’area etnea ruota attorno ad alcune partite delicate. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso – che oggi sarà all’evento “A safer Mediterranean for a stronger Europe” nell’ambito degli European awareness days dell’Ecr (il partito dei conservatori europei che organizza una tre giorni promossa tra gli altri dall’eurodeputato Ruggero Razza), poi domenica ad Acireale per il Premio Aci & Galatea -, ha risposto alle domande del Quotidiano di Sicilia proprio mentre a Roma si consumava un vertice decisivo: l’incontro con il sindaco Enrico Trantino sul grande piano di investimenti previsto da StMicroelectronics e sulle difficoltà dello stabilimento Pfizer di Catania, che rischia di lasciare a casa 330 lavoratori. Per affrontare questo nuovo fronte di crisi, il ministro ha annunciato un tavolo al Dicastero per il prossimo 22 luglio “con l’obiettivo di definire un percorso condiviso a tutela degli occupati e delle prospettive produttive del sito”. Ma il futuro industriale dell’Isola si gioca anche su altri versanti, a partire dalle imprese che scommettono sulla riconversione green.
Qualche giorno fa a Brindisi è stato avviato il cantiere per trasformare lo stabilimento di Eni-Versalis in una gigafactory che produrrà batterie al litio ferro fosfato. Una riconversione che riguarda anche la Sicilia, dove sono previsti una nuova bioraffineria a Priolo e un centro di specializzazione a Ragusa. A che punto sono questi progetti?
“Brindisi dimostra che il piano di riconversione green concordato dall’azienda con gran parte dei sindacati al nostro Dicastero è entrato nella fase operativa. Ora l’attenzione è soprattutto sulla Sicilia, dove abbiamo garantito una prospettiva industriale concreta per Priolo e Ragusa, evitando dismissioni e salvaguardando lavoro e competenze. E ringrazio la Regione per averci creduto. A Priolo Versalis attende entro fine agosto il parere di valutazione di impatto ambientale per la nuova bioraffineria e per l’impianto di riciclo chimico delle plastiche: se l’iter procederà regolarmente, dopo l’estate sarà avviato formalmente il cantiere. Subito dopo dovrebbe completarsi anche il percorso su Ragusa, dove non sono emerse criticità autorizzative. È la linea che abbiamo indicato fin dall’inizio: non chiudere, ma riconvertire e rilanciare, difendendo la vocazione industriale della Sicilia”.
Peraltro, anche l’ingresso di Q8 nella nuova bioraffineria rappresenta una novità per il polo industriale di Priolo…
“Certamente. L’accordo tra due grandi operatori già radicati nell’Isola dà al progetto basi finanziarie solide e una prospettiva industriale di lungo periodo. È una scelta strategica per Priolo e per l’intera Sicilia: rafforza occupazione e competitività e trasforma un sito industriale storico in una risorsa per il futuro energetico e produttivo del Paese. Ho incontrato pochi giorni fa il fondo del Kuwait che, alla luce di questa positiva esperienza, intende realizzare altri investimenti in Italia”.
Per un’azienda che si riconverte ce n’è un’altra che invece va verso tagli importanti. Pfizer ha annunciato il licenziamento di 330 dipendenti a seguito della dismissione di due linee di produzione farmaceutica a Catania. Ha già pensato a delle soluzioni?
“Ci siamo attivati subito, ben consapevoli dell’importanza di questo asset produttivo, scientifico e tecnologico. Il tavolo è convocato per il prossimo 22 luglio e intendiamo arrivarvi con un programma di lavoro consolidato. Per questo stiamo svolgendo i necessari approfondimenti con l’azienda e con le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di raggiungere una soluzione sostenibile e condivisa, come abbiamo fatto in altri casi, al fine di garantire la continuità occupazionale e produttiva del sito di Catania e tutelare tutti i lavoratori. Nessuno dovrà restare indietro. Proprio ieri ho incontrato al Mimit il sindaco Enrico Trantino. Con noi sono in campo il Comune e la Regione”.
Un grande gruppo che invece ha rilanciato il suo impegno è StMicroelectronics: è in corso la costruzione della prima fabbrica al mondo nella quale verrà realizzato l’intero processo di produzione di semiconduttori a carburo di silicio. Parliamo di un investimento da oltre 5 miliardi, di cui 1,7 finanziati dal suo Ministero. A che punto sono i lavori? Quando entrerà in esercizio?
“I lavori procedono a pieno ritmo e l’obiettivo è avviare la produzione entro quest’anno, per raggiungere gradualmente la piena capacità entro il 2033. Catania diventerà il cuore europeo del carburo di silicio, con il primo sito al mondo capace di integrare l’intero ciclo produttivo e con ricadute significative sull’occupazione, sulle competenze e sull’indotto. Questa nuova stagione industriale parte proprio dall’Etna Valley, com’era nel sogno di Pistorio, un grande visionario, ed è il risultato della scelta del Governo di sostenere un investimento strategico per la Sicilia e per l’autonomia tecnologica europea. E dalla Sicilia prende forma anche la politica industriale che l’Italia ha portato a Bruxelles: più investimenti, autorizzazioni più rapide e sostegno all’intera filiera, per ridurre le dipendenze e riportare in Europa le produzioni strategiche. Con oltre 9 miliardi di euro di investimenti attratti nel settore, l’Italia è oggi protagonista della nuova geopolitica industriale dei semiconduttori. La strada per l’industria del futuro è già tracciata”.
La città di Catania è attraversata da grandi trasformazioni. Nella zona industriale è stato avviato un grande piano da 50 milioni per ridare dignità a un’area produttiva finita tra degrado e abbandono. State pensando a iniziative per attrarre nuovi investitori?
“Ci sono già nuovi investitori, sempre nel campo delle nuove tecnologie digitali e green. Li annunceremo a breve, quando avremo completato le procedure. Peraltro, a Catania si sta sviluppando 3Sun nel settore dei pannelli fotovoltaici, che potrebbe crescere ulteriormente”.
Come?
“Con l’Industrial Accelerator Act, il nuovo regolamento europeo che introduce, su nostra richiesta, il principio di preferenza europea nei settori strategici, a partire dalle tecnologie green, come i pannelli fotovoltaici. Le risorse europee devono sostenere prodotti realizzati in Europa, non alimentare nuove dipendenze dall’estero: così possiamo far crescere realtà come 3Sun, con l’ambizione di farne lo stabilimento leader in Europa. Per questo chiediamo che il provvedimento in via di approvazione nel trilogo istituzionale europeo anticipi i suoi effetti già al prossimo anno”.
In questo contesto si inserisce la privatizzazione della Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Fontanarossa. Lei, come ha dichiarato recentemente, è tra i sostenitori dell’operazione che però in città non gode di un consenso unanime. Quali sono le garanzie, in termini di investimenti sul territorio e mantenimento dei livelli occupazionali, che dovrebbero fornire gli operatori economici così da rassicurare il territorio?
“È una scelta necessaria per fare di Catania e Comiso un grande complesso aeroportuale e trasformare la Sicilia nella piattaforma logistica aeroportuale dell’Europa nel Mediterraneo, al servizio del turismo e del sistema produttivo. Dai nuovi operatori ci aspettiamo investimenti significativi, capaci di sostenere la crescita degli scali e del territorio. Le garanzie saranno concrete e vincolanti. L’operazione rientra nel perimetro della golden power e il Governo, ove necessario, potrà imporre prescrizioni sugli investimenti, sullo sviluppo e sulla tutela dell’occupazione, a garanzia del territorio. Le quattordici manifestazioni d’interesse confermano il valore strategico dell’asset: ora dobbiamo trasformare questo interesse in crescita per la Sicilia”.
Subito dopo il disastro della frana aveva annunciato alcune misure per sostenere le piccole e medie imprese di Niscemi, tra cui il rafforzamento dell’accesso al credito e l’estensione delle agevolazioni per le aree colpite da eventi estremi. Ad oggi quali sono gli interventi già in campo?
“La prima risposta è quella di investire sul futuro. A settembre prenderà il via ‘Futuro Made in Italy’, promosso da Eni attraverso Joule, la sua scuola per l’impresa, insieme alla Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy, e mi auguro di partecipare all’inaugurazione. Il progetto coinvolgerà gli studenti di Gela e Niscemi, mettendoli in contatto con le imprese del territorio, affinché dalla formazione nascano nuove idee, nuove attività e nuovo lavoro. Accanto a questo investimento sui giovani, abbiamo poi messo in campo misure immediate per sostenere il territorio. Il Governo si è mosso fin dal primo momento: abbiamo dichiarato lo stato di emergenza, approvato il decreto a sostegno di famiglie e imprese e stanziato 150 milioni di euro per la messa in sicurezza, la ricostruzione e il rilancio di Niscemi. Sono già operative anche le misure Simest e le agevolazioni regionali fino a 400 mila euro, in parte a fondo perduto e in parte a tasso zero. La nostra linea è chiara: non limitarci a riparare i danni, ma trasformare la ricostruzione in una concreta occasione di rilancio. Mettere in sicurezza, ricostruire, sviluppare”.
Infine la Zes unica: a distanza di tempo dal suo avvio, qual è il suo bilancio? Che tipo di investimenti ha attivato in Sicilia e con quali ricadute occupazionali?
“La Zes unica, che aveva suscitato diffidenza, si è rivelata, come noi sostenevamo, un grande motore di sviluppo: in Sicilia ha già attivato quasi 800 milioni di euro di investimenti e circa 1.800 nuovi posti di lavoro. Per questo abbiamo prorogato il credito d’imposta fino al 2028”.

