Tra le novità dell’esame di maturità c’è il curriculum dello studente 2026. Si tratta di un documento istituzionale che grazie agli ultimi aggiornamenti normativi introdotti dal decreto ministeriale numero 2 del 9 gennaio scorso è stato rinnovato e ampliato a quattro sezioni includendo – per la prima volta – i risultati delle prove invalsi del quinto anno.
Ecco una guida in cui si analizzeranno le procedure per una compilazione del curriculum dello studente e i consigli per realizzarlo ed esporlo al meglio durante il colloquio orale dell’esame di Stato.
Cos’è il Curriculum dello Studente 2026
Il curriculum dello studente 2026 non deve essere considerato un semplice allegato amministrativo da stampare e archiviare una volta ottenuto il diploma. Al contrario, rappresenta una vera e propria “carta d’identità formativa” del maturando. Si tratta di un documento istituzionale ufficiale che viene associato in maniera univoca al diploma grazie a un numero identificativo specifico e che raccoglie in un unico spazio digitale l’intero profilo scolastico, personale e formativo del candidato.
Rispetto alla tradizionale pagella, che si limita essenzialmente al profitto nelle singole discipline, questo documento offre alla commissione d’esame una prospettiva a 360 gradi mettendo in luce le reali attitudini, le passioni personali e le cosiddette soft skills (ossia le competenze trasversali sempre più richieste dal mondo del lavoro e accademico) sviluppate dall’alunno nel corso degli anni.
In base alla normativa vigente, la sua importanza nel condizionare favorevolmente l’andamento del colloquio è elevatissima: l’esame orale della maturità si apre obbligatoriamente con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, sviluppata proprio alla luce delle informazioni inserite e certificate nel curriculum.
La nuova struttura: le quattro sezioni
L’aggiornamento ministeriale, approvato ufficialmente con il D.M. n. 2 del 9 gennaio 2026, ha introdotto una modifica strutturale fondamentale, pensata per rendere la lettura del profilo più agevole e offrire il miglior “quadro” degli studenti. Il modello si articola ora in quattro parti distinte. Eccole
Prima sezione
Questa prima sezione è interamente automatizzata e viene gestita in via esclusiva dalla segreteria del proprio istituto scolastico. Al suo interno vengono riepilogati in modo formale tutti i dati ufficiali legati al percorso accademico: l’indirizzo e il piano di studi affrontato, il titolo esatto che si andrà a conseguire, il monte ore totale dedicato ai Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (i vecchi PCTO, o alternanza scuola-lavoro) e il totale dei crediti scolastici accumulati nel corso del triennio finale.
Il compito dello studente, in questa fase, è esclusivamente quello di accedere alla piattaforma per controllare l’esattezza metodica dei dati inseriti segnalando con tempestività ai propri docenti tutor o alla segreteria eventuali incongruenze o assenze di dati prima che avvenga il consolidamento finale pre-esame.
Seconda stazione: certificazioni ufficiali
La seconda parte del curriculum è interamente dedicata alle certificazioni ufficiali conseguite nel corso degli anni, che arricchiscono notevolmente il bagaglio culturale del maturando. In quest’area confluiscono i titoli linguistici (come ad esempio i certificati di livello B1, B2, C1 in lingua inglese, francese, spagnola, e così via), le competenze digitali e informatiche formalmente certificate (come l’ECDL/ICDL o simili) e altre qualifiche professionali riconosciute a livello nazionale o europeo. Gli studenti hanno la facoltà di integrare la sezione. Tramite la piattaforma Unica è possibile, infatti, inserire in totale autonomia i titoli acquisiti privatamente o al di fuori del contesto strettamente scolastico.
Terza sezione: lo spazio narrativo
Questa è la sezione in cui il candidato ha il totale e assoluto controllo. È lo spazio narrativo in cui si è chiamati a raccontare chi si è veramente al di fuori delle aule scolastiche. In questa parte è fondamentale inserire con cura tutte quelle attività che contribuiscono allo sviluppo integrale e civico della persona.
Tra le esperienze extrascolastiche più rilevanti e apprezzate dalle commissioni troviamo l’impegno nel volontariato e nel terzo settore, la pratica sportiva (sia essa a livello agonistico professionistico o amatoriale), gli studi musicali presso conservatori o scuole private, le partecipazioni ad attività teatrali, culturali, di cittadinanza attiva, nonché le prime, fondamentali esperienze lavorative.
È essenziale descrivere brevemente ma con efficacia queste attività per far emergere in modo tangibile il senso di responsabilità, l’autonomia gestionale, le capacità di problem solving e le competenze relazionali maturate sul campo.
Quarta sezione: le prove Invalsi
La grande, vera rivoluzione del 2026 è rappresentata dall’aggiunta di una quarta sezione inedita, interamente dedicata alle prove Invalsi. In questo spazio verranno riportati, in forma prettamente descrittiva, i livelli di apprendimento reali conseguiti nelle prove nazionali di italiano, matematica e lingua inglese (suddivisa in abilità di lettura e ascolto), in assoluta coerenza con il quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente.
La sezione relativa ai risultati dei test Invalsi sarà compilata in automatico e resa visibile all’interno del curriculum solo ed esclusivamente dopo la conclusione ufficiale dell’esame di Maturità. I risultati non influenzeranno in alcun modo, né positivamente né negativamente, il voto finale assegnato dalla commissione d’esame.
Piattaforma Unica ed E-Portfolio: la compilazione
La redazione, l’aggiornamento e la gestione operativa del curriculum avvengono interamente ed esclusivamente in ambiente digitale, attraverso lo strumento dell’E-Portfolio accessibile sulla Piattaforma Unica, il portale unificato del ministero dell’Istruzione e del merito.
- Accesso sicuro alla piattaforma: gli studenti, così come le famiglie, possono accedere al portale Unica utilizzando le proprie credenziali digitali, tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta d’Identità Elettronica).
- La sezione “Sviluppo Competenze”: una volta effettuato il login all’interno del proprio E-Portfolio personale, è necessario navigare verso la specifica area denominata “Sviluppo delle competenze”. È esattamente qui che lo studente ha l’opportunità di inserire, modificare e aggiornare le proprie esperienze extrascolastiche e le certificazioni ottenute in regime di autonomia.
- Le tempistiche da rispettare: la compilazione autonoma della Parte III deve avvenire progressivamente durante gli ultimi mesi dell’anno scolastico, con una particolare concentrazione solitamente richiesta tra i mesi di aprile e maggio. Fondamentale sarà non ridursi all’ultimo minuto, per avere tutto il tempo materiale di recuperare e digitalizzare eventuali attestati o documenti giustificativi.
- Il consolidamento finale: prima che le commissioni d’esame si insedino ufficialmente a giugno, la segreteria scolastica provvede a consolidare le informazioni presenti nel sistema e a integrare i dati di sua competenza (come il credito scolastico definitivo). Il documento, così consolidato e in formato immodificabile, viene poi messo a disposizione della commissione attraverso l’applicativo “Commissione web”.
Curriculum, E-Portfolio e Capolavoro, le differenze
Tra le numerose innovazioni e terminologie introdotte nel mondo scolastico negli ultimi anni, si crea spesso una grande confusione tra concetti come E-Portfolio, Curriculum dello studente e Capolavoro.
L’E-Portfolio è, di fatto, il contenitore digitale ampio e interattivo che accompagna lo studente anno dopo anno lungo l’intero percorso di studi, registrando la sua evoluzione.
Il Curriculum dello studente, invece, è il documento finale statico, generato in automatico estraendo le informazioni più rilevanti e certificate presenti nell’E-Portfolio proprio al termine del ciclo di istruzione, con lo scopo di essere formalmente allegato al diploma di Maturità.
Il Capolavoro rappresenta un elemento ancora diverso e pedagogicamente innovativo: si tratta di un prodotto (che può assumere le forme più disparate, come una fotografia, un documento testuale di ricerca, un file audio, un cortometraggio video o un progetto tecnico) scelto e caricato dallo studente all’interno del suo E-Portfolio. Viene selezionato perché considerato dal ragazzo stesso come particolarmente rappresentativo dei progressi personali compiuti e delle competenze acquisite durante l’anno o il triennio.
Importante dettaglio: il Capolavoro non confluisce fisicamente nel Curriculum dello studente e, come chiarito da svariate circolari ministeriali, non è assolutamente oggetto di valutazione numerica o formale all’interno del colloquio d’esame. Ha uno scopo prettamente orientativo e di profonda auto-valutazione. Ciononostante, menzionare o descrivere il proprio Capolavoro può rappresentare un formidabile e originale spunto di conversazione per rompere il ghiaccio nei primissimi minuti del colloquio orale.
L’impatto all’orale di maturità
Il vero banco di prova per il curriculum dello studente 2026 è la sua applicazione pratica durante il colloquio pluridisciplinare. Stando alle disposizioni ministeriali vigenti, la prova orale di maturità deve obbligatoriamente iniziare con una breve, ma incisiva, riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico, formativo e personale. Questa esposizione iniziale viene sviluppata proprio a partire dall’analisi delle informazioni precedentemente inserite nel documento. In termini squisitamente pratici e strategici, il curriculum funziona come il perfetto “rompighiaccio” istituzionale.
La commissione d’esame e, in particolar modo, i tre membri esterni che non hanno mai avuto l’opportunità di conoscere l’alunno durante i mesi scolastici, si baseranno in larga misura su ciò che è stato messo per iscritto per calibrare il tono dell’interrogazione, comprendere le reali propensioni del candidato, individuare le sue aree di forza e instaurare un dialogo empatico e personalizzato.
Strategie e consigli per la compilazione
Ecco una serie di consigli pratici e strategici:
- Siate estremamente selettivi e dettagliati: Evitate la tentazione di creare elenchi puntati infiniti, dispersivi e privi di contesto. Selezionate con cura le esperienze extrascolastiche che ritenete più significative e formative. Per ognuna di esse, scrivete una breve frase che descriva l’impatto che ha avuto e cosa ha insegnato in termini pratici come ad esempio: lo sviluppo della leadership in un gruppo sportivo, l’importanza del lavoro di squadra in un progetto di volontariato e così via.
- Valorizzate il mondo del volontariato e dello sport: Queste due macro-categorie di attività sono storicamente molto apprezzate dalle commissioni giudicatrici. Dimostrano impegno sociale, empatia, costanza, sacrificio e disciplina ferrea.
- Fate una scrupolosa verifica formale: Non date mai nulla per scontato. Controllate con attenzione la correttezza formale e numerica dei dati inseriti automaticamente dalla scuola nelle sezioni I e II. Un errore non segnalato in tempo nel calcolo del monte ore dei PCTO, o una discrepanza nei crediti formativi attribuiti, potrebbe creare fastidiosi e superflui disagi burocratici a ridosso dell’esame.
- Preparatevi a esporre il percorso a voce: Non c’è soltanto da scrivere un curriculum impeccabile dal punto di vista concettuale, ma allenatevi a raccontarlo in modo persuasivo. Nei giorni precedenti l’orale, preparate e ripetete ad alta voce una presentazione fluida di circa 3-4 minuti che riassuma in modo logico il vostro percorso di vita e di studio, creando collegamenti intelligenti tra le vostre esperienze fuori dalla scuola, le materie di indirizzo e i vostri ambiziosi obiettivi futuri accademici o professionali.
In conclusione, il Curriculum dello studente 2026 rappresenta, a tutti gli effetti, una opportunità per i maturandi. Padroneggiarlo ed esporlo al meglio sarà molto utile.
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