Decontribuzione Sud, arriva la proroga: sgravi del 30%, ecco a quali condizioni - QdS

Decontribuzione Sud, arriva la proroga: sgravi del 30%, ecco a quali condizioni

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Decontribuzione Sud, arriva la proroga: sgravi del 30%, ecco a quali condizioni

Vittorio Sangiorgi  |
mercoledì 03 Agosto 2022 - 09:00

Dopo l’ok di Bruxelles, con la circolare 90/22, l’Inps ha dato le indicazioni per accedere al beneficio. Ma da Unimpresa dubbi su nuove disposizioni: “Al momento c’è tanta confusione”

ROMA – Con la circolare n. 90 del 27 luglio 2022 l’Inps ha reso noto il via libera, da parte della Commissione Europea, all’applicazione – per il secondo semestre dell’anno in corso – della Decontribuzione Sud. La misura, introdotta dal Decreto Agosto (104/2020) e poi rimodulata ed estesa fino al 2029 dalla Legge di Bilancio 2021, prevede una riduzione del 30 per cento sul totale dei contributi (esclusi i premi Inail) per i datori di lavoro delle regioni meridionali. Il sì di Bruxelles è arrivato nel Quadro Temporaneo di aiuti di Stato a sostegno dell’economia a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina”.

Lo sgravio sui  contributi valido fino al 31 dicembre

Lo sgravio previsto, valido fino al 31 dicembre, ammonta al 30% della contribuzione totale e ne possono beneficiare tutti i datori di lavoro privati che abbiano una sede operativa, quella legale può anche essere altrove, nelle seguenti regioni: Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sicilia e Sardegna. L’agevolazione non è prevista per i rapporti di lavoro afferenti al settore agricolo e a quello domestico. La percentuale dello sgravio fiscale rimarrà invariata – qualora la misura fosse effettivamente confermata – fino al 2025, per scendere al 20% nel biennio 2026-27 e al 10% nel 2028 e 2029. Resta, comunque, ferma l’aliquota per il calcolo delle prestazioni pensionistiche.

La Decontribuzione Sud, in quanto bonus contributivo, è subordinata al rispetto di quanto previsto nell’art.1, comma 1175, della legge n.296/2006. Vale a dire: la regolarità ai sensi della normativa in materia di Durc, l’assenza di violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, l’applicazione e il rispetto di accordi e contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali. Per l’accesso al beneficio, oltre alprerequisito territoriale, la già citata circolare Inps, stabilisce un altro paletto. Ovvero quello di essere colpiti direttamente o indirettamente dagli effetti della crisi ucraina o di trovarsi comunque in situazione di difficoltà.

A chi non si applica l’agevolazione

L’agevolazione, invece, non si applica: agli enti pubblici economici, agli istituti autonomi case popolari trasformati in enti pubblici economici ai sensi della legislazione regionale, agli enti trasformati in società di capitali, ancorché a capitale interamente pubblico, per effetto di procedimenti di privatizzazione, alle ex istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza trasformate in associazioni o fondazioni di diritto privato, in quanto prive dei requisiti per la trasformazione in aziende di servizi alla persona (ASP), e iscritte nel registro delle persone giuridiche, alle aziende speciali costituite anche in consorzio ai sensi degli articoli 31 e 114 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ai consorzi di bonifica; ai consorzi industriali, agli enti morali, agli enti ecclesiastici. Inoltre, dal momento che la misura è concessa dall’Europa nel rispetto delle condizioni previste dal Temporary Crisis Framework, restano altresì escluse: le imprese operanti nel settore finanziario, le imprese soggette a sanzioni adottate dall’Ue, tra cui, ma non solo: persone, entità o organismi specificamente indicati negli atti giuridici che impongono tali sanzioni; imprese possedute o controllate da persone, entità o organismi oggetto delle sanzioni adottate dall’Ue; oppure imprese che operano nel settore industriale oggetto delle sanzioni adottate dall’Ue in quanto l’aiuto potrebbe pregiudicare gli obiettivi delle sanzioni in questione.

I datori intenzionati ad accedere ai benfici della Decontribuzione Sud dovranno esporre nel flusso Uniemens i dati inerenti ai lavoratori per cui spetta l’agevolazione. A tal proposito, nell’elemento contributo, si dovrà indicare la contribuzione piena calcolata sull’imponibile previdenziale mensile. Nella causale, invece, sarà necessario indicare il codice “DESU”. L’Inps, successivamente, includerà i dati nel sistema ed assegnerà i codici L565 (Conguaglio esonero) e L571 (Arretrati esonero). Procedura diversa per i datori di lavoro privati iscritti alla gestione pubblica, che dovranno esporre i dati nella sezione ListaPosPA del flusso Uniemens. Quindi dovranno compilare l’elemento “Recupero sgravi” e indicare il codice 36 ( Esonero per assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato).

Sono emerse alcune criticità

In seguito alla pubblicazione della circolare sono emerse alcune criticità che, secondo l’analisi di Unimpresa, rischiano di rendere meno efficaci i benefici della proroga. Secondo l’associazione di categoria, infatti, il legame con le conseguenze della crisi ucraina potrebbero essere deleterie per le imprese, così come l’assenza di indicazioni specifiche sui tetti per le aziende e sui plafond complessivi. La conseguenza sarebbe quella di un caos generale che porterebbe, i datori di lavoro, a cessare subito la fruizione nel timore di dover restituire le somme con le relative sanzioni.

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