Depurazione: qualcosa finalmente in Sicilia si muove nel senso giusto anche per ridurre le pesanti multe dell’Ue. Dopo decenni di abbandono e di occasioni mancate sono stati investiti in tutta l’Isola centinaia di milioni per mettere in regola numerose città e centri abitati più piccoli. L’ufficio del commissario governativo, Fabio Fatuzzo, ha già pianificato l’iter di molte opere, alcune sono già cominciate e per altre le procedure sono ormai in dirittura d’arrivo per bandire le gare d’appalto. “Stiamo procedendo con molte opere – ha detto il commissario nazionale per la depurazione – e con finanziamenti che sono arrivati anche dal Mase (il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica) e attraverso i fondi di coesione, già assegnati ma non ancora erogati. La situazione, quindi, in definitiva è nettamente migliorata rispetto al passato, per il fatto che sono già partiti molti interventi. è chiaro – ha aggiunto Fatuzzo – che in ambito generale c’è ancora molto da fare”.
Lavori e cantieri: depuratori e reti fognarie in Sicilia
Il commissario ha quindi elencato i più importanti lavori che sono partiti o sono in gara d’appalto. “Abbiamo in gara Milazzo, Capo D’Orlando, Brolo, altri interventi minori a Messina. Sul versante sud-orientale, nel siracusano, abbiamo in ultimazione gli iter per Augusta (i cui lavori partiranno a brevissimo) e Siracusa. In gara anche le condotte fognarie di Ragusa e Scoglitti. Nel versante nisseno abbiamo opere che partiranno presto a Caltanissetta e a Niscemi. In quest’ultimo centro le opere sono urgenti vista la frana. Nuovi lavori sono previsti anche a Palermo e nel Trapanese”.
Catania: collettore fognario bloccato e ritardi nei lavori
“La situazione, come si evince dalle progettazioni per centinaia di milioni di euro di finanziamenti , è nettamente migliorata e migliorerà ancora di più nei prossimi mesi e nei prossimi anni – ha proseguito il commissario governativo -. Un intoppo – come ho più volte dichiarato in passato – è a Catania dove lavori per 120 milioni, fondamentali per migliorare la rete fognaria, non sono stati ancora banditi e ci sono ancora ritardi a causa delle problematiche che assillano la Sie, il gestore unico del servizio acqua e depurazione”.
Piano depurazione: interventi e cantieri avviati in Sicilia
Fatuzzo sul punto relativo a Catania, nell’intervista che pubblichiamo in pagina, ha parlato di un piano che entro breve permetterebbe di avviare queste opere, così da efficientare il collettore fognario della Riviera castellese già ultimato. Entrando più nel merito dei cantieri avviati, Fatuzzo ha aggiunto che “a Ragusa i lavori sono cominciati. Lo stesso vale per Niscemi, i cui lavori sono stati sospesi temporaneamente a causa della frana. Anche a Gela le opere per la condotta sono in corso. Ad Agrigento invece i lavori sono stati consegnati, mentre a giorni le ruspe cominceranno a scavare ad Augusta”.
Palermo e Sicilia: opere pubbliche tra ritardi e avanzamenti
Nel Capoluogo siciliano, infine, “tanti interventi sono già in essere. Qualcuno è bloccato perché la ditta è fallita, come ad esempio per i lavori del collettore sud-orientale che è in forte ritardo. Altre opere, al contrario, stanno procedendo secondo il cronoprogramma già fissato”.

“Il gestore unico si è tirato fuori, intervenga la Regione”. E in ballo ci sono 120 milioni di euro per ulteriori lavori
Il collettore fognario di Acicastello, opera faraonica annunciata già nel 2013 (ma della quale si parla già dai primi anni Duemila), è a un passo dal suo definitivo completamento che avverrà quando la stazione appaltante, la Regione siciliana, avvierà le procedure per il montaggio delle costose pompe elettriche, già in un deposito, che servono per convogliare i liquami della riviera nella condotta principale che, una volta giunta in piazza Mancini Battaglia, si innesterà nel nuovo allacciante fognario di Catania sino al depuratore di Pantano D’Arci. Un viaggio di oltre 25 chilometri.
La riunione che una settimana fa il prefetto Signorello ha convocato al Palazzo del governo sul collettore castellese è servita per fare il punto sulla situazione in generale, ma anche sui lavori fognari che dovrebbero presto interessare Catania. Cantieri che sarebbero, inoltre, propedeutici alla messa in funzione e al buon funzionamento dell’opera fognaria della riviera. Come era avvenuto nelle precedenti riunioni che si sono tenute al Comune di Acicastello, anche in Prefettura sono emerse alcune prese di posizione che, di fatto, impediscono di individuare quale sarà l’ente che andrà a gestire l’opera. Sono emerse, in particolare, le problematiche che riguardano i lavori fognari che dovrebbero interessare la città di Catania che influenzerebbero anche la messa in funzione della condotta fognaria della riviera. Opere per le quali ci sarebbero in ballo finanziamenti per 120 milioni gestiti oggi dal commissario governativo per la depurazione, Fabio Fatuzzo. Abbiamo sentito il commissario per capire se dopo il vertice in Prefettura sono stati fatti passi avanti.
Commissario Fatuzzo, alcuni mesi fa, avevamo fatto con lei un punto sulle opere da realizzare a Catania che servono anche per consentire ai reflui di Acicastello di raggiungere il depuratore. Ci sono novità?
“Durante il tavolo tecnico in Prefettura si è finalmente chiarito – e credo che ne abbia preso coscienza oltre che l’Ati anche il prefetto – che la Sie (Società idrica etnea) non è in grado di fare i lavori a Catania. Hanno dichiarato al ‘tavolo’ gli stessi rappresentanti Sie che prima di avviare i lavori a Catania la società intende poter usufruire delle somme stanziate. Ma questo va contro le regole dell’Arera. Praticamente alla Sie hanno scambiato la concessione e i servizi per un appalto. Io ho detto chiaro che questi lavori non possono essere equiparati a un appalto. Mentre per un appalto io devo dare i soldi e la società incaricata fa i lavori, qui invece si deve procedere prima facendo le opere e poi recuperando i fondi”.
Scusi questa vicenda sembra come il “gatto che cerca di mordersi la coda”… Ma a questo punto questi lavori chi li può fare?
“Stiamo cercando una soluzione e verosimilmente entro questa settimana potremmo avere notizie molto confortanti. A quel punto potremmo avviare le procedure per spendere queste risorse previste per il Patto per Catania…”.
Lei in passato aveva parlato di lavori fognari per 120 milioni…
“Confermo l’ammontare della somma per Catania”.
Commissario qual è la ditta che potrebbe sostituirsi temporaneamente alla Sie? Stiamo parlando per caso della Sidra che è, però, in scadenza di mandato?
“Quando avremo trovato la soluzione divulgheremo il piano. Fino a quel momento non è il caso di parlarne”.
I lavori che verranno realizzati a Catania sono o no propedeutici alla messa in funzione del collettore fognario di Acicastello?
“No. L’opera fognaria della riviera già potrebbe essere messa in funzione. Questi lavori, oltre che essere utili per la città capoluogo, servono anche per efficientare il collettore castellese. Il nodo, quindi, resta sempre la gestione delle fognature, ma la Sie si è detta al momento non in grado di prendere in gestione il sistema. Quindi secondo me la condotta fognaria che parte da Acitrezza e Acicastello deve essere gestita dalla Regione, che l’ha realizzata”.
Ma la Regione in passato ha più volte detto che non è competenza dei suoi uffici gestire il collettore. E allora?
“L’emendamento che venne approvato a suo tempo, proprio sull’opera, diceva che ultimati i lavori bisognava consegnare l’opera all’ente gestore. Ma se il gestore non c’è l’opera dove essere consegnata alla Regione. Quindi la Regione in assenza di un gestore dovrebbe consegnare l’opera a se stessa. Ad ottobre quando l’Ati completerà i collegamenti installando le pompe, il collettore potrebbe essere gestito in un primo tempo dalla Regione”.
Senta commissario uno dei nodi di tutto il nuovo allacciante catanese riguarda il sifone Galatea, che si trova proprio sotto l’omonima piazza. L’opera fu realizzata per consentire il transito della linea metro… ma in seguito si è scoperto che la pendenza sarebbe stata realizzata al contrario. Avete trovato una soluzione per superare questo inconveniente?
“Con questi soldi efficienteremo tutto il sistema, compreso il sifone e miglioreremo la funzionalità dell’impianto di Acicastello per consentire di bonificare tutta la costa dai liquami”.
Le opere che vi accingete a finanziare potranno superare le multe che il governo paga per la mancanza di fognature a Catania?
“Soltanto in parte perché dovrebbe essere tutta la città ad essere compresa all’interno delle regole in materia di depurazione…”.
La Sidra possibile “traghettatrice” degli interventi, ma serve l’intesa tra Comune etneo e commissario
A Catania, a meno di novità, l’unica ditta che ha i mezzi, gli operai e il know-how necessario per realizzare le opere fognarie finanziate dall’ufficio governativo sulla depurazione dovrebbe essere la Sidra, la Partecipata del Comune che si occupa in città di gestione idrica e smaltimento fognario. Ma la Sidra, appena due mesi fa, attraverso le dichiarazioni del suo presidente, Mario Di Mulo, aveva dichiarato che dal 26 marzo la società avrebbe cessato di esistere per essere assorbita dalla Sie. Abbiamo sentito il presidente per conoscere lo stato attuale. “In effetti – sostiene il presidente Sidra – avremmo dovuto consegnare alla Sie la gestione del servizio idrico integrato il 16 marzo, procedura che però non è avvenuta. Quindi attualmente la società si trova in regime di prorogatio, ma in assenza di proroga ufficiale. Vedremo in futuro come si andrà ad evolvere la questione del gestore unico”.
Da indiscrezioni, comunque, si viene a sapere che a questo punto proprio la Sidra potrebbe essere l’azienda che si farà carico dei 120 milioni di lavori annunciati dal commissario governativo Fabio Fatuzzo. Bisognerà capire innanzitutto se l’indiscrezione ha una sua validità e se, a questo punto, il sindaco Enrico Trantino intende trovare una intesa col commissario per permettere di avviare queste opere che sono propedeutiche, come ha anche annunciato il commissario, ad efficientare il collettore fognario di Acicastello.
La Sidra, pur essendo in scadenza, ha comunque partecipato alla riunione in Prefettura sul collettore di Acicastello. Tra le ipotesi che si fanno strada si vocifera che i rappresentanti della Sidra avrebbero dichiarato al prefetto e a tutti gli altri attori presenti che la Partecipata di Catania sarebbe disponibile soprattutto a farsi carico dei lavori fognari in città. Ma essendo in regime di proroga il via libera, all’avvio delle procedure, dovrebbe arrivare dall’ente proprietario, il Comune, e da un ipotetico accordo tra il sindaco e il commissario Fatuzzo. Si dice anche che i rappresentanti Sidra avrebbero ventilato una possibile gestione temporanea del collettore che, però, si trova fuori dalle competenze della società che si occupa di gestione idrica e fognaria del Comune capoluogo. Saranno comunque i prossimi passaggi a indicare come sia il Comune che l’ufficio governativo per la depurazione intendono muoversi.
La storia del collettore fognario di Acicastello parte da lontano, dai primi anni Duemila quando si cominciò a parlare di un collettore marino per smaltire i reflui in alto mare. Poi il progetto dell’allora sindaco Castorina venne bocciato e si attese sino al 2023 quando venne aperto il cantiere per la realizzazione di un collettore fognario che avrebbe portato i liquami sino alla piana di Catania.
Un’opera faraonica che rischia di diventare ora una incompiuta se non verranno definite procedure e soprattutto responsabilità nella gestione futura delle condotte. Sembra che una delle questioni più delicate riguardi il transito dei liquami da Catania ostacolato in particolare dalla pendenza del sifone fognario che si trova sotto piazza Galatea a Catania. Sembra, ma mai nessun tecnico ha spiegato la situazione, che il sifone realizzato decenni fa per consentire di far transitare la linea metro, avrebbe una pendenza non del tutto idonea, che impedirebbe il normale transito dei reflui verso l’area di Pantano D’Arci.
Adesso sembra che l’ufficio del commissario nazionale per la depurazione abbia trovato una soluzione per superare l’ostacolo, ma ancora non si ha contezza sulle opere necessarie per bypassare l’intoppo. In questo contesto si inseriscono anche le problematiche tutte catanesi sugli allaccianti vecchio e nuovo delle fogne. Sembra che la situazione su cosa sarebbe necessario fare non sia stata ancora definita e questo impedirebbe anche all’ente deputato alla gestione del collettore di prendersi carico dell’opera della riviera.

