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Detenuto in sciopero della fame a Palermo: presentata interrogazione a Nordio

Detenuto in sciopero della fame a Palermo: presentata interrogazione a Nordio
Carcere, Repertorio

La deputata 5 Stelle Valentina D’Orso porta alla luce la storia di un ex collaboratore di giustizia che teme per la sua incolumità e chiede il trasferimento

Un detenuto, ex collaboratore di giustizia, al carcere Pagliarelli di Palermo è in sciopero della fame da inizio agosto e chiede di essere trasferito in un’altra struttura. La deputata palermitana del M5s, Valentina D’Orso, capogruppo in commissione Giustizia a Montecitorio, espone il caso e annuncia di aver depositato una interrogazione parlamentare al ministro Carlo Nordio.

La nota della deputata

“Un ex collaboratore di giustizia originario di Catania e detenuto presso l’istituto penitenziario Pagliarelli di Palermo nei primi giorni di agosto ha iniziato uno sciopero della fame per chiedere e soprattutto ottenere di essere trasferito presso un’altra struttura penitenziaria”, così la nota della deputata.

“Teme per la sua incolumità”

D’Orso scrive che il detenuto “Teme per la sua incolumità dal momento che insieme a lui sarebbero detenuti proprio alcuni mafiosi catanesi che lui aveva accusato nelle dichiarazioni rese alla magistratura” e ricorda che “L’ex collaboratore di giustizia era detenuto a Catania ma a maggio è stato trasferito a Palermo”.

E ancora: “Ho depositato un’interrogazione rivolta al ministro Nordio per sapere se, prima di disporre il trasferimento, siano state adeguatamente valutate le specifiche esigenze di tutela dell’incolumità dell’interessato; quali iniziative urgenti il ministero intenda adottare a seguito dello sciopero della fame intrapreso dal detenuto e della sua richiesta di essere trasferito presso un’altra struttura; se siano garantiti all’interessato un adeguato monitoraggio delle condizioni di salute e un tempestivo accesso all’assistenza sanitaria”.

Le preoccupazioni sulla salute “Bisogna sottolineare anche il fatto che il difensore del detenuto ha segnalato preoccupazioni relative alle condizioni di salute del proprio assistito e serie criticità concernenti l’assistenza sanitaria assicurata ai detenuti. Le stesse preoccupazioni sono state segnalate anche da Anthony De Lisi, Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento sociale per la Regione Siciliana” conclude.

Condizioni estreme in carcere a Palermo: l’allarme del garante Apprendi

A inizio agosto il QdS.it ha contattato il garante dei detenuti per Palermo, Pino Apprendi, sulla situazione nelle carceri del capoluogo.

Dietro alle notizie quotidiane di rivolte, aggressioni e risse vi sono storie di uomini che scontano il proprio debito con la giustizia in silenzio e in totale sofferenza. In condizioni ambientali estreme. Ma emergono anche storie ed episodi che fanno riflettere.

“Manca l’umanizzazione della pena – disse al QdS.it – e i detenuti diventano un numero, un oggetto. Devo però aggiungere che ci sono tantissimi agenti penitenziari che lavorano con grande cuore e cercano di dare il massimo nel tentativo di aiutare queste persone. Prima in commissione Antimafia e poi all’Anci ho anche auspicato una cosa: che ci sia un garante per ogni località che ospita una prigione in modo da avare risposte e dialoghi più veloci”.

Ma la situazione all’Ucciardione e al Pagliarelli è grave, di emergenza quotidiana, quasi nel silenzio più totale. E in primis, si parla di sovraffollamento. “Ci sono troppi detenuti – osservò – ed è un problema reale. L’Ucciardone è una struttura vetusta, inadeguata a ospitare gente che deve scontare anni di pena. In inverno c’è freddissimo, in estate ancora più caldo. La gente critica il mio lavoro e mi chiede con ironia il perché allora non vengano trasferiti in albergo. O ancora perché non gli si portino le donne. Proprio su quest’ultimo aspetto le dico che è previsto dal regolamento la visita affettiva e più volte ho scritto alle direzioni perché vengano applicate”.

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