Differenziata, c’è ben poco da festeggiare. Nei primi 9 comuni neanche 30 mila abitanti - QdS

Differenziata, c’è ben poco da festeggiare. Nei primi 9 comuni neanche 30 mila abitanti

Rosario Battiato

Differenziata, c’è ben poco da festeggiare. Nei primi 9 comuni neanche 30 mila abitanti

martedì 10 Settembre 2019 - 16:30
Differenziata, c’è ben poco da festeggiare. Nei primi 9 comuni neanche 30 mila abitanti

La Regione brinda per una media del 39% nel I quadrimestre 2019, ma all’appello mancano i grandi. Tra i Capoluoghi solo Agrigento oltre il target Ue del 65%. Catania poco sopra il 10%

PALERMO – La raccolta differenziata siciliana nel primo quadrimestre del 2019 si spinge fino al 39%, ma resta comunque a quindici punti percentuali di distanza della media nazionale (55,5%) aggiornata al 2017. La crescita, secondo i numeri della Regione, è indiscutibile (+17% in un anno e mezzo) eppure il divario col resto d’Italia è ancora percepibile e anche sul fronte dell’impiantistica ci sarà da lavorare duramente.


BENE I PICCOLI
Un Comune su tre ha già raggiunto la soglia richiesta dall’Europa del 65 per cento, mentre una quarantina di enti locali è a ridosso dell’obiettivo richiesto. C’è poi un’ampia fetta di Comuni con trend in crescita e raccolta differenziata sopra il 50 per cento: in pratica, nel complesso la metà dei Comuni siciliani è promossa a pieni voti”. La nota della Regione non si spinge a precisare che a guidare la graduatoria di questo primo terzo dell’anno, come per gli anni passati, sono i piccoli: Contessa Entellina è arrivata al 92,7%, seguita da Longi (90,5%), Calamonaci (89%), San Cipirello (87,8%), Rometta (86,7%), Mazzarrone (84,5%); Villalba (83,9%) Villafranca Sicula (83,5%), Montedoro (83,3%) e Misilmeri (83,2%). I primi nove della graduatoria, contati tutti assieme, valgono meno di 30 mila abitanti. La top ten arriva a 60 mila abitanti complessivi soltanto per la presenza di Misilmeri, uno dei pochi comuni modello che, a fronte di circa 30 mila abitanti, riesce a far registrare numeri europei.

MALE I GRANDI
Tra i comuni capoluogo solo Agrigento merita una segnalazione, avendo ottenuto il 65,6 per cento di differenziata. Per le metropolitane la situazione, invece, è molto critica. Il capoluogo regionale è al 19%, Messina si spinge fino al 21,5%, Catania non si schioda da risultati tragici: ancora solo all’11,5%. L’assessore regionale Pierobon, si legge in una nota della Regione, ha comunicato di aver ricevuto notizie positive dal ministero dell’Ambiente sullo sblocco di 16 milioni di euro per potenziare la raccolta differenziata e ha ricevuto rassicurazioni sulla possibilità che queste somme siano disponibili già a settembre.

NEL 2018 STESSA STORIA
Considerando i dati esaustivi di un intero anno, quindi non quelli parziali del 2019, nel corso del 2018 i primi dieci per raccolta differenziata (tutti al di sopra del 75%) furono San Giuseppe Jato, Rometta, Zafferana Etnea, Licodia Eubea, Prizzi, Giardinello, San Michele di Ganzaria, San Cipirello, Sambuca di Sicilia, Monterosso Almo. E anche nei primi settantotto della graduatoria, quelli che teoricamente avrebbero raggiunto il target europeo del 65%, non ce n’erano moltissimi con popolazione che supera le diecimila unità. Anche per queste ragioni, la percentuale media isolana è ancora molto distante dal dato nazionale aggiornato al due anni fa e dalle richieste comunitarie.

REGIONE SODDISFATTA
Il presidente Musumeci, in ogni caso, non nasconde la sua soddisfazione: “Constatare che, in poco più di un anno e mezzo, abbiamo quasi raddoppiato lo scarsissimo dato del venti per cento, trovato al nostro insediamento, è la conferma che il percorso avviato dal mio governo, con la collaborazione di amministratori locali e cittadini, è quello giusto”. Poi l’ammissione che comunque la strada da fare è ancora tantissima: “Anche se siamo ancora lontani dal minimo del 65 per cento stabilito dalla legge, sono fiducioso che continuando così, con questo ritmo, entro qualche anno non avremo più nulla da invidiare alle altre Regioni italiane”.

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