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Difterite, stretta sui vaccini in Sicilia. il Dasoe al QdS: “Individueremo i genitori che rifiutano di vaccinare i figli”

Difterite, stretta sui vaccini in Sicilia. il Dasoe al QdS: “Individueremo i genitori che rifiutano di vaccinare i figli”

Il direttore generale del Dasoe Giacomo Scalzo fa il punto della situazione sulla task force della Regione nell’Isola

In Sicilia c’è preoccupazione dopo il caso della morte per difterite della bambina di Palermo Anna Rosa. Un dramma che ha fatto emergere di come nell’Isola siano pochi i bambini vaccinati per questa malattia infettiva contagiosa.

Il direttore generale del Dasoe, Giacomo Scalzo a QdS: “Palermo e Catania in aumento le vaccinazioni, Messina stenta”

Sul tema abbiamo sentito il direttore generale del Dasoe Giacomo Scalzo che ha fatto il punto sui numeri nell’isola. E la situazione non è delle migliori, ma qualcosa si sta muovendo. “Le province meno vaccinate sono Palermo, Catania e Messina. Quest’ultima purtroppo è ultima in Italia – sottolinea a QdS -. Nel capoluogo siciliano in questi giorni stiamo avendo il boom di vaccinazioni, questo è importante perché i genitori stanno capendo che devono vaccinare i loro figli. Anche a Catania sono aumentate le vaccinazioni, mentre Messina stenta. È quindi necessario che le madri soprattutto capiscano che per almeno 9 mesi devono andare avanti con le vaccinazioni”.

Necessario documentarsi

Come tanti altri esperti, anche il direttore Scalzo sottolinea l’importanza dell’informazione: “Davanti ai vaccini io esorto i genitori a non andare dietro al ‘sentito dire’ ma che si informino, la consapevolezza di documentarsi. Un po’ come quando andiamo al ristorante e chiediamo se un alimento è buono o meno.

Sono ingenuità smarrite queste mamme che hanno aderito alle culture dei no vax. Se quando c’era il Covid poteva essere compresa, in questo caso i vaccini pediatrici non hanno dato mai problemi. Esorto ad affidarsi alla medicina per salvare la vita dei figli”.

La task force della Regione, individuare i genitori che rifiutano i vaccini

Scalvo è stato nominato ai vertici della task force formata dalla Regione Siciliana per monitorare eventuali casi di difterite e di proporre interventi non solo per limitare la circolazione del batterio sul territorio regionale ma anche per aumentare la diffusione delle vaccinazioni pediatriche in genera. “Venerdì ci insedieremo alla presenza dell’assessore alla Salute – dice Scalvo -. Abbiamo scelto i migliori in Sicilia per cercare di concordare un piano che possa affrontare a 360 gradi questa vicenda“.

“Abbiamo già le idee chiare – continua Scalzo -. Attraverso un sistema di monitoraggio delle vaccinazioni che si chiama Avur che ci dirà quali sono le postazioni che non vaccinano, quindi quei genitori che si rifiutano. In questo modo possiamo intervenire meglio. È necessario incontrare le famiglie e spiegare il perché è importante vaccinare, prima che sia troppo tardi”.

“Poliomelite fa parte dei vaccini esavalente così come la difterite – afferma Scalzo -. C’è poi il morbillo, in Sicilia siamo riusciti ad azzerare il pregresso. Due anni fa c’erano 13 casi a Messina e quando una mamma non può baciare un proprio figlio è come andare a giocare una finale importante di calcio con mezza squadra”.

Documentarsi e affidarsi a persone competenti

L’unico modo per evitare tragedie come quelle della piccola di Palermo è quella di affidarsi a persone competenti e documentarsi. “Io spero che con la morte della povera bambina si siano alzate le coscienze – prosegue Scalzo -. Non voglio andare contro i suoi genitori perché naturalmente staranno passando le pene dell’inferno, però, c’è bisogno di avere consapevolezza prima di prendere una decisione. Bisogna affidarsi a persone competenti”.

Scalzo: “Nel 2026 pensare ancora se bisogna vaccinarsi oppure no è da suicidio”

Scalzo è preoccupato, ma allo stesso tempo fiducioso nel dialogo con le famiglie per convincerle a vaccinare i propri figli. “Non bisognava arrivare a questo punto. Sono preoccupato nella misura in cui le mamme e i papà non vaccinano i figli. Avere un figlio è un dono e vanno protetti, è la responsabilità più grande. E lo dico da padre. Chiedo ai genitori di affidarsi alla medicina conclamata, quella dei vaccini non è una medicina di passaggio ma scientifica. Il primo ad essere vaccinato fu Napoleone Bonaparte e dopo tanti anni pensare ancora se bisogna vaccinarsi oppure no è da suicidio”.

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