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Dio si occupa dell’Aldilà e non dell’Aldiqua

Dio si occupa dell’Aldilà e non dell’Aldiqua
La Bibbia

Una riflessione sul rapporto tra fede, libero arbitrio, caso e responsabilità umana

Il Supremo Creatore – che credo fermamente esista – creando la specie umana, l’ha dotata di cervello e cuore e le ha poi illustrato ciò che era bene e ciò che era male. Ha ammonito donne e uomini dicendo: scegliete con il libero arbitrio se comportarvi bene o male; quando completerete la vostra esistenza terrena – perché sicuramente la completerete – dal corpo si staccherà lo spirito (o mente o anima o volontà o altre denominazioni dello stesso), che io giudicherò in base a ciò che ha fatto, bene o male.

Il libro della Genesi (la cui stesura si crede sia iniziata intorno al IX secolo a.C.) illustra la motivazione della cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre. Essi dovevano vivere con serenità, non preoccupandosi dei mali terreni o delle possibilità di commettere violazioni contro la volontà divina. Invece, i due supposti abitanti se ne cominciarono a occupare e furono così cacciati da quel sito immaginario e mandati sulla Terra, ove cominciarono tutte le vicissitudini, buone e cattive.

Il Caso e l’assenza dell’intervento divino nell’Aldiqua

Dal sintetico quadro che precede si evince con chiarezza che il Padre Eterno ha deciso nel suo disegno di non occuparsi degli eventi terreni, in nessun caso e per nessuna ragione, con la conseguenza che tutto ciò che accade è frutto del Caso.

L’enciclopedia definisce il Caso un “avvenimento fortuito, accidentale e imprevisto. Una combinazione, un evento di cui non si conosce l’origine”. Ora, il Caso non è uno, ma è una combinazione di miliardi o forse centinaia di miliardi o forse migliaia di miliardi di eventi e di fatti che prescindono dalla volontà della specie umana. Quindi, non vi è qualcuno che ha determinato il verificarsi di un fatto, positivo o negativo, ma esso accade punto e basta.

Perché questo quadro e che cosa ne deriva? è inutile che per tutti gli accidenti che ci capitano nell’Aldiqua, di qualunque genere e tipo, ci rivolgiamo a soggetti che sono nell’Aldilà per risolverli. Ciò non perché il Padre Eterno non se ne possa occupare, ma perché nel suo disegno egli ha detto con chiarezza che non se ne vuole occupare, lasciando liberi i viventi di comportarsi come credono, bene o male.

Dal che ne deriva che le eventuali preghiere che si rivolgono a tutti i santi o ad altri per questioni terrene sono del tutto ingiustificate, tranne per chi le pronuncia. Tutti gli eventi terreni trovano soluzione qui, senza l’intervento di alcuno che invece è lì.

Fede, religioni e responsabilità dell’uomo

Quanto precede è difficile da digerire per la gran parte dei viventi, che per un verso o per l’altro vuole credere che il Padre Eterno o comunque si voglia chiamare (il Sole al tempo degli egiziani, gli Dei in cui credevano fermamente i greci, eccetera) possa intervenire. La questione non vale solo per i cristiani – divisi in tante religioni (cattolici, protestanti, ortodossi e via enumerando) -, ma anche per i musulmani, per i confuciani, per gli induisti e per tutti quelli che si sono dotati di una religione.

Eh sì, perché gli umani hanno bisogno di credere in qualcosa di ultraterreno, in quanto hanno enormi difficoltà a convincersi della pura e semplice realtà e cioé che le cose accadono perché devono accadere.

Etica, precetti religiosi e comportamento umano

Ciò non toglie che ciascuno di noi debba avere buonsenso, capacità di previsione e di messa in atto di tutto quello che può fare, per evitare eventi negativi o per porvi rimedio quando si verificano.

Da quanto precede ogni persona deve studiare, leggere e conoscere le regole etiche e religiose. Una di queste molto importanti, perché è un Comandamento, recita “Non nominare il nome di Dio invano”. Ma quando esclamiamo “sia fatta la volontà di Dio” ovvero “a Dio piacendo” ovvero “se Dio ci darà la grazia”, commettiamo peccato per la semplice ragione che Dio ha deciso nel suo immenso progetto di non occuparsi mai delle cose terrene.

Se ognuno di noi comprendesse quanto precede, eviterebbe comportamenti a nostro avviso errati e vivrebbe in modo più consono ai precetti etici.

Sappiamo che quanto scritto non è semplice o condivisibile, tuttavia, dobbiamo tenere conto dell’insieme delle norme alle quali ci dobbiamo attenere se vogliamo vivere da persone probe.