Dirigenti comunali premiati, cittadini scordati. Più soldi, ma i servizi restano un disastro - QdS

Dirigenti comunali premiati, cittadini scordati. Più soldi, ma i servizi restano un disastro

Paola Giordano

Dirigenti comunali premiati, cittadini scordati. Più soldi, ma i servizi restano un disastro

martedì 10 Settembre 2019 - 00:00
Dirigenti comunali premiati, cittadini scordati. Più soldi, ma i servizi restano un disastro

Le valutazioni degli uffici pubblici spesso non corrispondono alla realtà. Montera (Cisl Fp Sicilia): “Aggiornamento necessario”. In numerosi uffici mancano le professionalità

PALERMO – In Sicilia i premi a pioggia non sono soltanto un’esclusiva dei dirigenti regionali. Nei Comuni dell’Isola, infatti, la retribuzione di risultato per il personale che ricopre ruoli apicali è cresciuta in maniera esponenziale: nel giro di soli tre anni è infatti abbondantemente raddoppiata.

Ben venga premiare il merito, se di merito si tratta. Stando però alle bocciature – in tutte le classifiche – nella qualità dei servizi garantiti alla collettività, di merito da premiare negli Enti locali siciliani non ce n’è molto.
La Pubblica amministrazione dell’Isola è tra le peggiori d’Europa: lo conferma l’European quality of governmente index (Eqi) realizzato dalla Commissione Ue, che su 192 regioni europee passate al vaglio dei parametri di trasparenza, imparzialità e corruzione, piazza la nostra Regione solo al 177° posto.

A certificare il vistoso aumento di tali premi è la Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti che nella Relazione 2019 sulla spesa per il personale degli Enti territoriali ha osservato, nero su bianco, “una certa dinamicità degli emolumenti collegati alla retribuzione di risultato che, anche nel triennio esaminato (2015-2017, ndr), oscillano sensibilmente in relazione alle varie zone territoriali registrando, comunque, una tendenza generalizzata all’incremento (+39%). Meritevoli di attenzione le punte massime registrate nel Lazio (286,49%), nel Molise (251,60%) e in Sicilia (130,99%), in relazione agli aumenti più contenuti di Lombardia e Puglia (rispettivamente, 5,74% e 6,28%)”.

Un dato, quello siciliano, che incide nella performance negativa delle Regioni a Statuto speciale, nei Comuni delle quali “a fronte di una riduzione della spesa netta dello 0,91% – segnalano ancora i magistrati contabili – si ha un incremento di spesa per retribuzioni di risultato del 32,62%. Pesa sul risultato finale soprattutto il dato relativo ai Comuni della Sicilia in cui la variazione della retribuzione di risultato si incrementa del 130,99% rispetto al 2015”.

Quella dell’Isola è insomma una percentuale da capogiro, al pari di quel +5,11 per cento che si registra nella spesa netta del personale delle posizioni apicali degli Enti locali isolani – inclusa quella per i direttori generali e per i segretari comunali – nello stesso triennio: si è passati infatti da un totale di 39,5 milioni scarsi del 2015 a superare i 41,5 milioni nel 2017. Sulla questione dei direttori generali e dei segretari comunali è opportuna una precisazione: mentre nel 2015 si registravano nei Comuni dell’Isola un solo direttore generale e 218 segretari comunali, nel 2017 non vi è alcun direttore generale ma, al contempo, sono aumentati i segretari comunali di 14 unità.

Le oltre 500 unità apicali dei Comuni siciliani hanno trovato in busta paga una bella sorpresa: dal 2015 al 2017 la loro retribuzione di risultato è più che raddoppiata, arrivando a sfiorare complessivamente, stando all’ultimo dato disponibile, i 2,3 milioni. Che suddivisi per il numero del personale delle posizioni apicali equivale mediamente all’incirca a 4.350 euro a cranio. Euro più, euro meno.

A crescere, seppur di poche unità, è anche il totale dei dirigenti in servizio nei Comuni siciliani: dai 283 del 2015 si è balzati ai 297 dell’anno successivo per poi rientrare a 290 unità nel 2017. Un dato che, comunque, resta superiore rispetto a quello di due anni prima. E che, in termini percentuali, vuol dire un aumento del 2,46 per cento dal 2015 al 2017, in controtendenza con l’andazzo delle altre Regioni a statuto speciale, che registrano un decremento (-2,13 per cento) e, ancor di più, con quello medio nazionale (-4,80 per cento).

Limitatamente alla sola spesa per i dirigenti, il balzo – in avanti, neanche a dirlo – è stato del 6,2 per cento, passando dallo sfiorare i 23 milioni nel 2015 al superare abbondantemente i 24 nel 2017. Che a dirigente vuol dire percepire da una media di ben 81 mila euro ad una di 84, in linea che la media nazionale.

La schiera del personale ai vertici degli Enti locali continua dunque a guadagnare sempre di più e, soprattutto, a percepire sempre più premi per risultati che, alla fine della fiera, nessuno vede. E i cittadini pagano.


Montera (Cisl Fp Sicilia): “Aggiornamento necessario”
E intanto in numerosi uffici mancano le professionalità

PALERMO – Le soluzioni per garantire ai cittadini servizi degni di questo nome sono tante. Alcune di queste ce le ha elencate il segretario generale della Cisl Fp Sicilia, Paolo Montera: “Dal 2010 a oggi c’è stata una emorragia professionale di circa 7.200 unità nel comparto Funzioni locali, tra Comuni, Province e Città metropolitane. Oltre alle procedure concorsuali per nuovi accessi, proprio nell’ottica del contenimento dei costi, abbiamo bisogno di accompagnare il turnover della forza lavoro con riserve a favore del personale già in ruolo e un massiccio piano di formazione ed aggiornamento professionale, per la riqualificazione del personale già in servizio. Solo così possiamo rendere servizi migliori ai cittadini”.

Un adeguato processo di “riconversione” del personale – dirigenti compresi – di cui già dispongono gli Enti locali è senz’altro un passo fondamentale per rendere efficiente la complessa macchina amministrativa dei Comuni. Come abbiamo ribadito più volte, infatti, il personale negli Enti locali non manca: serve anche che esso abbia specifiche professionalità, che sia sempre aggiornato sulle questioni normative e tecniche che interessano l’ente, prime fra tutte quelle relative all’armonizzazione dei bilanci o ai tributi locali.

Ben vengano, lo abbiamo già detto, i premi di risultato ma solo se si raggiungono obiettivi seri, concreti e, soprattutto, utili a facilitare la vita dei cittadini.

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