Bonus ai dirigenti, sempre tutti premiati - QdS

Bonus ai dirigenti, sempre tutti premiati

Paola Giordano

Bonus ai dirigenti, sempre tutti premiati

giovedì 14 Febbraio 2019 - 06:00
Bonus ai dirigenti, sempre tutti premiati

Nel 2017 la spesa scende da 11,5 a 8 milioni ma sono diminuite le unità in servizio la retribuzione di risultato è andata a 1.360 burocrati su 1.395 in servizio. Dalla Regione siciliana lauti compensi extra alla peggiore burocrazia d’Europa

PALERMO – L’efficienza della pubblica amministrazione dell’Isola è, secondo secondo una indagine della Commissione europea, tra le peggiori d’Italia e d’Europa.
Eppure, il numero dei dirigenti regionali che percepisce l’indennità di risultato continua a crescere.
Lo confermano gli ultimi dati pubblicati sul sito istituzionale della Regione siciliana: dei 1.395 burocrati in servizio al 31 dicembre 2017 i “premiati” sono stati ben 1.360. Vale a dire il 97,49 per cento del totale: quasi tutti insomma.
Il che, tradotto in euro, equivale ad un costo notevole, che grava sulle già esigue casse regionali per 7,9 milioni di euro: 5.900 euro in media per ciascun dirigente. Tali ingenti somme risultano nettamente più alte se confrontate con quelle della Regione Lombardia, che nel 2017 ha speso per le indennità di risultato 3,8 milioni.
Rispetto all’anno precedente il budget stanziato è sì diminuito – si è passati infatti dagli 11,5 milioni del 2016 ai 7,9 del 2017 – ma ad essersi ridotto è anche il numero dei dirigenti in servizio: complice l’ondata di prepensionamenti che ha “investito” la Regione: in confronto alle cifre del 2016, mancano infatti all’appello 37 unità. Quella che è rimasta invariata è invece, in barba ai principi di meritocrazia, la filosofia del “tutti premiati”: l’esercito dei burocrati percettori del bonus è infatti cresciuto: sono 186, infatti, i dirigenti premiati in più rispetto ai 1.174 dell’anno precedente.
Ma non è tutto: se nel 2016 il controllo della produttività dei burocrati isolani risultava ancora affidato al Servizio di Pianificazione e Controllo strategico (Sepicos) – un organismo alle dipendenze della Presidenza della Regione – la fotografia appena scattata è frutto delle valutazioni effettuate dall’Organismo Indipendente di Valutazione (Oiv), istituito nel lontano 2012 e operativo dal novembre del 2016. Gratuitamente? Certo che no: al presidente spettano 25.000 euro lordi annui mentre gli altri due componenti percepiscono 20.000 euro lordi ciascuno. Costo totale: 65.000 euro che, moltiplicati per la durata del mandato (5 anni), equivalgono a ben 325.000 euro.
La speranza che la gestione delle performance da parte dell’Oiv potesse finalmente mettere la parola fine alla lunghissima era degli sprechi risulta insomma – almeno per il momento – vana.
Nella Relazione performance 2017 stilata dall’Oiv non vi è traccia di obiettivi concreti che stabiliscano l’aggiudicazione dei premi così come vi è ombra di cronoprogrammi fissati per raggiungere tali obiettivi. Digitalizzazione dei procedimenti e aggiornamento delle piattaforme informatiche esistenti si confermano obiettivi “sempreverdi” ma in che termini migliorare l’interoperabilità dei sistemi informatici regionali non è dato sapere, così come permane un alone di mistero su come e di quanto vada riqualificata la spesa pubblica regionale intervenendo sugli enti vigilati e sulle società partecipate. Nulla di definito neanche in merito all’armonizzazione dei sistemi contabili della Regione o al pieno utilizzo di tutte le risorse ad essa destinate.
è lo stesso Oiv, del resto, a sottolineare tra i punti deboli del ciclo di gestione delle performance il “modesto grado di differenziazione dei giudizi nell’esercizio dell’attività di valutazione della performance individuale” o la “tipologia di azioni individuate nell’ambito di ciascun obiettivo, riguardanti adempimenti di natura ‘formale’ anziché sostanziale” o, ancora, l’ “assenza di indicatori di misurazione degli obiettivi strategici, e di ponderazione dei diversi obiettivi operativi riconducibili a ciascun obiettivo strategico”.
Insomma: tanto fumo e niente (o quasi) arrosto.

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