Una svolta storica. È soddisfatta l’assessora alle Politiche sociali del Comune di Catania, Serena Spoto: l’approvazione all’unanimità dei presenti del Regolamento che istituisce “Garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale” rappresenta un risultato importante per la delegata del sindaco Enrico Trantino, che ci tiene a sottolineare le novità introdotte. “Abbiamo deciso di inserire elementi importanti – ci spiega – non solo per renderlo conforme alle linee guida sottoscritte da Anci e Garante Nazionale, ma soprattutto, abbiamo voluto che l’elezione fosse affidata al Consiglio comunale, in modo che la figura possa essere svincolata dalle logiche politiche di maggioranza e opposizione, potendo rappresentare così tutti”.
Garante dei detenuti a Catania: incarico di sei anni
Non solo: il Garante comunale sarà in carica sei anni. “Abbiamo inoltre aumentato la durata dell’incarico – aggiunge Spoto – in modo da slegarlo dall’elezione del sindaco, conferendo maggiore terzietà alla figura del garante e sono previsti requisiti specifici che includono ad esempio inconferibilità e ineleggibilità di soggetti con incarichi politici o anche degli avvocati penalisti”.
Il garante comunale, rispetto al garante nazionale, rappresenta nei territori “una figura di prossimità che accresce la vicinanza, il contatto diretto con conoscenza reciproca e ascolto”. Il regolamento indica le modalità di interazione del Garante con gli organi del Comune e con le altre Istituzioni che si occupano dei diritti delle persone private della libertà, delineando un ruolo anche di osservazione e dialogo rispetto alla salvaguardia di diritti e comportamenti conformi alla legge, con conseguenti segnalazioni di eventuali violazioni.
Giustizia riparativa e 60 detenuti per lavori socialmente utili
“Tutto questo si innesca in un percorso avviato dal mio assessorato, su input del primo cittadino, che prevede anche convenzioni, tramite un protocollo d’intesa con il Ministero della Giustizia, per quel che riguarda la giustizia riparativa – prosegue. Sarà operativa in breve tempo e sarà all’interno degli immobili comunali – specifica: stiamo provvedendo ad attivarla perché sono arrivati i soldi del Ministero per finanziare questo progetto. Inoltre – prosegue – per quanto riguarda i detenuti, abbiamo una convenzione per cui andremo ad assorbire sessanta unità per lavori socialmente utili nelle varie direzioni, verde, manutenzioni, ecc. in base al tipo di soggetto che deve essere reinserito”.
Spoto sottolinea l’interesse dell’ente locale al reinserimento dei detenuti “perché un soggetto reinserito e rieducato è un costo che viene meno a livello sociale, non solo dal punto di vista economico” – afferma ancora la rappresentante della giunta comunale, che si sofferma anche sugli sforzi messi in campo per i minorenni, per invertire il fenomeno della dispersione scolastica che vede Catania tra le città con il record negativo.
18 Hub educativi contro la dispersione scolastica
“Abbiamo istituito gli Hub educativi – dice. Sono 18 all’interno del territorio comunale e sono comunità educanti che servono a sostenere ragazzi e famiglie per cinque pomeriggi la settimana, dalle 15 alle 20. Il servizio è partito a gennaio e sono tantissime le attività che si svolgono all’interno. A questo – continua – si lega l’estensione del servizio asili nido fino al pomeriggio: tutto si inerisce alla lotta che, insieme al presidente del tribunale dei minori Di Bella, stiamo facendo all’elusione dell’obbligo scolastico“.

