Documenti falsi per ottenere permesso di soggiorno, 4 arresti ad Agrigento - QdS

Documenti falsi per ottenere permesso di soggiorno, 4 arresti ad Agrigento

Web-al

Documenti falsi per ottenere permesso di soggiorno, 4 arresti ad Agrigento

Web-al |
lunedì 17 Gennaio 2022 - 11:43

Inchiesta della Guardia di Finanza di Agrigento: documenti e dichiarazioni fasulle per aiutare gli stranieri: arrestati un consulente fiscale, un imprenditore e due senegalesi

I carabinieri del Comando provinciale di Agrigento hanno arrestato quattro persone che devono rispondere di associazione a delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In carcere sono finiti il ragioniere agrigentino Nicolò Vancheri, detto Massimo, di 51 anni, i cittadini senegalesi, stabilmente residenti ad Agrigento, Thierno Moutaga Fall, di 43 anni, e Papa Ndyae, detto Papi, di 66 anni; ed agli arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico l’imprenditore Salvatore Randisi, di 34 anni, anche lui agrigentino. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura.

Documenti falsi

Secondo l’accusa gli indagati si sarebbero associati tra loro allo scopo di favorire la permanenza illegale sul territorio nazionale di cittadini extracomunitari richiedenti il permesso di soggiorno, fornendo a questi ultimi documenti contabili e fiscali (quali bilanci d’esercizio, dichiarazioni fiscali, scontrini e fatture per acquisto merce) falsi e attestanti elementi e dati non veritieri, ovvero mediante la predisposizione di contratti di locazione o dichiarazioni di ospitalità non rispondenti alla reale situazione alloggiativa dello straniero richiedente. Il tutto per dimostrare artatamente presso gli uffici preposti delle Autorità di Pubblica Sicurezza il possesso dei requisiti richiesti dalla legge sugli stranieri per il conseguimento del permesso di soggiorno, quale lavoratore autonomo (commerciante).
Il ragioniere Vancheri, titolare di uno studio professionale di consulenza contabile e fiscale e responsabile di alcuni noti patronati di Agrigento, sarebbe stato il capo e promotore dell’ipotizzata associazione a delinquere.

Il ruolo degli intermediari

Secondo quanto accertato dagli investigatori avrebbe predisposto le dichiarazioni fiscali e i bilanci d’esercizio delle ditte individuali degli stranieri richiedenti permesso di soggiorno con dati non veritieri, impartendo loro direttive ed indicazioni sulle modalità di compilazione postuma delle ricevute e degli scontrini fiscali e delle fatture d’acquisto, al fine di farli coincidere con i dati relativi ai costi d’acquisto e ai ricavi di vendita riportati nei bilanci e nelle dichiarazioni fiscali falsi. Sempre Vancheri avrebbe indicato ai cittadini extracomunitari i nominativi dei soggetti compiacenti disponibili a rilasciare loro fatture false per operazioni inesistenti. Mentre gli stranieri Thiermo Moutaga Fall e Papa Ndiaye avrebbero esercitato il ruolo di intermediari tra Vancheri e gli stranieri extracomunitari della comunità senegalese di Agrigento e provincia. Fall si sarebbe anche offerto di sottoscrivere fittizi contratti di locazione con diversi stranieri, anche per periodi sovrapposti, al solo scopo di consentire loro di giustificare l’idoneità della situazione alloggiativa quale presupposto per il conseguimento del permesso di soggiorno per lavoro autonomo.

Le indagini

All’imprenditore Randisi, infine, viene contestato di essersi prestato ad emettere, dietro indicazione del Vancheri, fatture false in favore di più stranieri, al fine di supportare le voci per costi d’acquisto riportate nei bilanci e delle dichiarazioni fiscali da presentare a corredo dell’istanza di permesso di soggiorno per lavoro autonomo.
Le indagini, sviluppate dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Agrigento in stretta sinergia e collaborazione con l’Ufficio Immigrazione della Questura di Agrigento, si sono avvalse del fondamentale ausilio fornito dalle banche dati informatizzate in uso al Corpo della Guardia di Finanza e di articolati servizi tecnici d’intercettazione.

Durante le indagini sono state esaminate e ritenute sospette trentasei istanze di permesso di soggiorno corredate dalla documentazione contabile asseverata da Vancheri; per sette delle quali il gip ha valutato sussistente un grave quadro indiziario. Nel corso dell’operazione, denominata “Illegal stay”, sono state eseguite diverse perquisizioni locali presso abitazioni e studi di consulenza ed acquisita documentazione ritenuta utile al prosieguo delle indagini.
Sono stati, inoltre, notificati avvisi di garanzia nei confronti di ulteriori quattro persone indagate per gli stessi reati.

Tag:

Articoli correlati

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684