Sono stati gettati in un sacco della spazzatura, lontano da casa dell’indagato. I carabinieri hanno recuperato degli appunti di cui Andrea Sempio si era disfatto lo scorso febbraio. Secondo gli inquirenti, il materiale sequestrato si ricollega ai fatti accaduti il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi.
Gli appunti sul delitto di Garlasco
Nuovi elementi emergono nell’ambito dell’inchiesta sul delitto di Garlasco. Tra il materiale acquisito dagli investigatori figura un foglio manoscritto che Andrea Sempio avrebbe gettato nella spazzatura e che, secondo la Procura di Pavia, potrebbe contenere riferimenti al caso dell’omicidio di Chiara Poggi. In quel momento i carabinieri del nucleo investigativo di Milano lo stavano pedinando e hanno recuperato il pezzo di carta subito dopo l’allontanamento dell’indagato. Aperto il sacco dell’immondizia, infatti, hanno trovato quello che poi sarebbe diventato un elemento importante dell’ultima indagine. Ciò che appare sospetto, secondo gli inquirenti, non è soltanto il contenuto degli appunti ma anche il fatto che Sempio si sarebbe recato nel punto più distante da casa sua per gettarli.
Le frasi scritte sul foglio
Il documento, redatto in stampatello, riporta alcune annotazioni che gli inquirenti ritengono di particolare interesse. Una serie di frasi sconnesse e un titolo, “inizio scoperta”. Una lista enigmatica di parole. Tra queste compaiono: “Da cucina a sala”, “colpi da…”, “cane”, “campanello”, “finestra da fuori”, “assassino”. Il resto delle parole in lista non è decifrabile con certezza. Il foglio a quadretti manoscritto su entrambi i lati è stato rinvenuto nel sacco della spazzatura lontano da casa dell’indagato. Su un lato erano riportati appunti relativi alle modalità di approccio da utilizzare con le donne. Dall’altro lato, parole che si ricollegano a quanto avvenuto il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi.
Il biglietto con scritto “assassino”
Secondo quanto reso noto, durante l’interrogatorio del 6 maggio di Andrea Sempio i pm di Pavia gli avrebbero contestato il biglietto, dove figura la parola “assassino” come ultima della lista. Quel giorno, l’indagato era stato chiamato in caserma dai carabinieri di Voghera per una notifica. Nell’audizione del 6 maggio, durata tre ore, Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere e non ha dunque fornito spiegazioni. Il sacco della spazzatura era stato ritenuto sospetto dai carabinieri, egualmente al gesto, e per questo recuperato.
L’ipotesi della procura
Secondo i magistrati, il foglio potrebbe rappresentare un ulteriore tassello investigativo e contenere pensieri legati all’omicidio. Per questo motivo il documento è stato acquisito agli atti dell’inchiesta che vede Sempio indagato per omicidio. Secondo gli inquirenti, proprio quegli appunti sequestrati ad Andrea Sempio “si ricollegano a quanto avvenuto il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi”.
La posizione della difesa di Sempio
I legali di Andrea Sempio contestano però la lettura della procura. La difesa ha affermato, in maniera generica, che si tratti di appunti personali, privi di qualunque collegamento con il delitto di Garlasco e, di conseguenza, senza reale rilevanza sul piano investigativo. Per poi specificare dichiarando che il contenuto del foglio è da ricondurre a uno spettacolo teatrale: “L’appunto che inizia con la scaletta ‘cucina, sala, tv’ e finisce con la parola ‘assassino’ era un appunto preso da Sempio, funzionale a un breve contributo audio per lo spettacolo ‘La fabbrica degli innocenti’”.
Lo spiega l’avvocato Liborio Cataliotti, sottolineando che si tratta “dell’ennesimo travisamento dei fatti e della prova”. L’appunto era “funzionale a un breve contributo audio per lo spettacolo: gli era stato chiesto di produrre un audio che rappresentasse il momento in cui aveva scoperto di essere indagato per l’ennesima volta e lui aveva nella scaletta raccontato che era in cucina, che aveva visto la televisione, che aveva sentito il cane abbaiare. Abbiamo tutti gli audio che comprovano che la lettura giusta di questo appunto è esattamente questa”.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

