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Garlasco, Sempio getta nella spazzatura gli appunti sul delitto: cosa c’era scritto

Garlasco, Sempio getta nella spazzatura gli appunti sul delitto: cosa c’era scritto
Andrea Sempio sul delitto di Garlasco intervistato a Verissimo

Il sacco della spazzatura era stato ritenuto sospetto dai carabinieri. Secondo gli inquirenti, gli appunti si ricollegano al delitto

Sono stati gettati in un sacco della spazzatura, lontano da casa dell’indagato. I carabinieri hanno recuperato degli appunti di cui Andrea Sempio si era disfatto lo scorso febbraio. Secondo gli inquirenti, il materiale sequestrato si ricollega ai fatti accaduti il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi.

Gli appunti sul delitto di Garlasco

Nuovi elementi emergono nell’ambito dell’inchiesta sul delitto di Garlasco. Tra il materiale acquisito dagli investigatori figura un foglio manoscritto che Andrea Sempio avrebbe gettato nella spazzatura e che, secondo la Procura di Pavia, potrebbe contenere riferimenti al caso dell’omicidio di Chiara Poggi.

Le frasi scritte sul foglio

Il documento, redatto in stampatello, riporta alcune annotazioni che gli inquirenti ritengono di particolare interesse. Una serie di frasi sconnesse e un titolo, “inizio scoperta”. Nel foglio vengono riportate frasi enigmatiche. Tra queste compaiono: “Ho fatto cose così brutte che nessuno può immaginare”, “Cose che nessuno può sapere”, “Trovato sotto il letto”, “Chiara”, “13 agosto”. Per gli investigatori, l’indicazione della data e il nome della vittima potrebbero richiamare direttamente il delitto avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta della famiglia Poggi. Il foglio a quadretti manoscritto su entrambi i lati è stato rinvenuto nel sacco della spazzatura lontano da casa dell’indagato. Su un lato erano riportati appunti relativi alle modalità di approccio da utilizzare con le donne. Dall’altro lato, parole che si ricollegano a quanto avvenuto il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi.

Un biglietto con scritto “assassino”

Secondo quanto reso noto, durante l’interrogatorio del 6 maggio di Andrea Sempio i pm di Pavia gli avrebbero contestato un foglietto con la parola “assassino”. Pare lo avrebbe buttato in un bidone di un’isola ecologica il 26 febbraio scorso, lontano da casa sua. Quel giorno, l’indagato era stato chiamato in caserma dai carabinieri di Voghera per una notifica. Nell’audizione del 6 maggio, durata tre ore, Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere e non ha dunque fornito spiegazioni in merito a quel biglietto con scritto “assassino”. Il sacco della spazzatura era stato ritenuto sospetto dai carabinieri, egualmente al gesto, e per questo recuperato. Così, è stato rinvenuto al suo interno un foglio a quadretti manoscritto su entrambi i lati. 

L’ipotesi della procura

Secondo i magistrati, il foglio potrebbe rappresentare un ulteriore tassello investigativo e contenere pensieri legati all’omicidio. Per questo motivo il documento è stato acquisito agli atti dell’inchiesta che vede Sempio indagato per omicidio volontario. Secondo gli inquirenti, proprio quegli appunti sequestrati ad Andrea Sempio “si ricollegano a quanto avvenuto il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi”.

La posizione della difesa di Sempio

I legali di Andrea Sempio contestano però la lettura della Procura. La difesa sostiene infatti che si tratti di appunti personali, privi di qualunque collegamento con il delitto di Garlasco e, di conseguenza, senza reale rilevanza sul piano investigativo.

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