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“Ricostruendo bisogna pensare che possa esserci un nuovo ciclone”: il punto del ministro Musumeci in Sicilia

“Ricostruendo bisogna pensare che possa esserci un nuovo ciclone”: il punto del ministro Musumeci in Sicilia
Nello Musumeci, da Imagoeconomica

Sullo stato d’emergenza: “Non è e non sarà un problema di risorse”.

“Speriamo che questa lezione possa servire, intanto a rimettere in moto le attività commerciali. Spero anche che serva a far capire che con il mare bisogna fare i conti in futuro”. Sono le parole del ministro della Protezione civile Nello Musumeci, giunto in Sicilia per un sopralluogo dopo l’ondata di maltempo che ha provocato oltre mezzo miliardo di danni nel settore orientale dell’Isola.

Il ministro si è recato in alcuni dei luoghi più colpiti dal passaggio del ciclone Harry, da Santa Teresa di Riva (ME) – rimasta senza acqua e luce, con le coste meravigliose ormai distrutte – a Ognina (Catania), dove le mareggiate hanno devastato il celebre lungomare.

Musumeci, il sopralluogo in Sicilia dopo il maltempo: la tappa a Santa Teresa di Riva

A Santa Teresa di Riva, comune del Messinese simbolo del disastro Harry, Nello Musumeci ha parlato delle prossime mosse delle autorità per ripristinare la normalità: “Intanto bisogna procedere, ora che è tornata una relativa calma, alla conta dei danni e questo è un compito dei comuni che dovranno relazionare alle rispettive regioni. Parlo naturalmente di Sicilia, Calabria e Sardegna. La Regione, poi, formalizza la richiesta dello stato di emergenza“. Un passaggio che il governatore siciliano Schifani ha già compiuto e annunciato alla popolazione siciliana nelle scorse ore, dopo una Giunta straordinaria post-emergenza.

Il punto sul possibile stato di emergenza nazionale

Musumeci, nel corso del suo sopralluogo post maltempo, ha aggiunto: “Oltre a potere dichiarare lo stato di emergenza, riuniremo il consiglio dei Ministri la prossima settimana, dopo una sommaria istruzione da parte del Dipartimento. Io proporrò e relazionerò al Consiglio dei Ministri la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale che si accompagna anche alla deliberazione di una prima risorsa che consente agli enti locali di poter operare per i primi i primi interventi, quindi rimuovere detriti ostacoli, il ripristino della viabilità della funzionalità dei servizi essenziali. Se i danni alle infrastrutture sono danni relativi possono operare direttamente gli enti locali. Se si tratta di ricostruzione vera e propria allora bisognerà chiudere la fase di emergenza e aprire lo stato di ricostruzione come prevede la legge 40 proprio sul codice della ricostruzione quindi ancora è presto per fare una quantificazione seria dei danni”.

“Teniamo conto che non è soltanto la riviera della Sicilia orientale la costa orientale ad essere stata colpita. Ci sono e si segnalano danni anche nell’entroterra nelle aree interne frane 200 persone evacuate nel Catanese, quindi bisogna essere per ora prudenti”.

“Non è un problema e non sarà un problema di risorse”, aggiunge Musumeci durante il sopralluogo a Santa Teresa di Riva, spiegando che “i sindaci potranno operare in deroga con le ordinanze di somma urgenza. Tutto il resto sarà valutato nelle prossime ore”.

L’obiettivo della ricostruzione

Dopo il maltempo, ricostruire è la parte più difficile ma anche l’operazione più urgente: lo ha ribadito Musumeci nel corso del suo sopralluogo tra Santa Teresa di Riva e Ognina (Catania), sostenendo che – soprattutto in considerazione della vocazione turistica del territorio – “prima si ripristinano gli ambienti, meglio è“.

Il ministro della Protezione civile ha sottolineato l’importante lavoro di prevenzione svolto dalle autorità e dalla Protezione civile, che ha permesso di superare l’arrivo del ciclone Harry senza morti e feriti. In vista degli interventi di supporto al territorio, però, Musumeci ha ribadito quanto sia importante prepararsi a fenomeni climatici estremi, purtroppo sempre più frequenti: “Il tema non è se torna, ma quando torna. E, sperando che torni il più tardi possibile, noi dobbiamo lavorare per la prevenzione, quella strutturale e quella verbale”.

Se si ricostruisce si deve pensare che possa esserci una replica, fra dieci, venti o 50 anni, ma occorre ricostruire con una nuova pianificazione”, ha aggiunto durante la tappa a Ognina.

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