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La spiaggia devastata, il lido contestato e i conti in rosso: l’estate di Santa Tecla

La spiaggia devastata, il lido contestato e i conti in rosso: l’estate di Santa Tecla
Santa Tecla, Acireale

Gli effetti del ciclone Harry si sentono ancora nel borgo marinaro di Acireale. Il consigliere Leotta al QdS.it: “Restano tante criticità”

“La situazione dell’accessibilità al mare quest’anno non è stata rosea, soprattutto alla luce dei danni provocati da Harry”. L’estate, da calendario, è in procinto di congedarsi. Nonostante siano tutt’altro che improbabili nuovi colpi di coda da parte del caldo che per mesi ha affaticato la vita dei siciliani e che presenterà il conto con le prossime bollette, il momento di tirare le somme sull’andamento della stagione è arrivato.

Quella 2026 è stata senz’altro un’estate speciale: sono decine i Comuni, soprattutto lungo la costa ionica, che hanno fatto i conti con affacci sul mare mutati nell’orografia. Spiagge scomparse, altre nate lì dove prima c’erano soltanto scogli. Effetti del ciclone che a metà gennaio si è abbattuto sull’isola con venti impetuosi e mareggiate che hanno causato danni per centinaia di milioni.

I segni di quella calamità sono ancora visibili sulle strade che costeggiano il mare e negli immobili privati. Tra le località che hanno subìto maggiori danni c’è Santa Tecla, uno dei borghi marinari che ricadono nel territorio di Acireale. Le onde hanno sventrato diverse abitazioni, trascinando con sé massi del peso di quintali. A sparire, perlomeno nella forma in cui è sempre stata conosciuta, era stata anche la spiaggetta Cocole, l’unica presente nella frazione, per il resto caratterizzata da scogli.

Nonostante tutto, a Santa Tecla si è tentato di vivere un’estate come le altre. I bagnanti sono tornati a stendere il proprio telo tra i ciottoli dopo che le ruspe hanno appianato la spiaggia. A riprendere le attività è stato anche l’omonimo lido privato, presenza che da anni è osteggiata da parte della popolazione.

Un’estate diversa

“L’amministrazione comunale ha fatto il possibile per ripristinare e rendere fruibili il maggior numero possibile di calette e accessi al mare, ma restano tante criticità”. A parlare al QdS.it è Lorenzo Leotta, consigliere comunale di Acireale, originario proprio di Santa Tecla. Tra le iniziative intraprese dal Comune c’è stato il finanziamento, per circa 20mila euro, di lavori di ripristino delle condizioni originarie della spiaggia.

“Nonostante l’importante intervento effettuato con mezzi pesanti, la spiaggia continua a essere ogni anno ampiamente occupata, con una conseguente riduzione degli spazi”, commenta Leotta. “Nel complesso è una situazione allarmante che deve farci riflettere su una questione più generale: Santa Tecla ha bisogno di una dotazione stabile e adeguata di spazi pubblici per la fruizione del mare. Non possiamo affidarci soltanto alla disponibilità contingente di singoli accessi o di aree private”.

La questione lido

La limitazione degli spazi a cui fa riferimento Leotta è legata alla presenza, oramai storica, salvo una pausa di pochi anni, dello stabilimento balneare Le Cocole nella parte sud della spiaggia. Titolare della concessione demaniale, rilasciata per la prima volta dalla Regione nel 2007, è la Epsilon 2, ditta che oggi fa capo al 69enne Angelo Lo Re, che ne è socio insieme alla 64enne Cinzia Tantillo.

L’impresa nel recente passato è stata al centro di un contenzioso con un privato che lamentava la presunta occupazione di una strada da parte del lido; strada sulla cui natura – se privata o demaniale – ci si è arrovellati per diverso tempo. La querelle è finita nei tribunali amministrativi e si è risolta con una rimodulazione dell’area in cui montare le palafitte.

“Quest’anno la stagione è andata male per tanti motivi. Il primo è che il Comune tramite la Struttura territoriale ambientale (uffici periferici dell’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, nda) ha bloccato i lavori perché dovevano sistemare la spiaggia. Operazione che nel tratto di spiaggia occupato dal lido in verità non è stata fatta”, sostiene al QdS.it Lo Re.

Il titolare dello stabilimento fa riferimento a uno stop ricevuto dalla Regione a metà maggio, poco dopo che Epsilon 2 aveva comunicato l’imminente avvio dei lavori di costruzione del lido. “Si diffida il concessionario dello stabilimento balneare dall’ulteriore prosecuzione dei lavori di montaggio delle strutture stagionali sull’area demaniale marittima in concessione atteso che – si legge nel documento visionato da questa testata – non risulta prodotta alcuna verifica tecnica sullo stato attuale dell’arenile e delle aree interessate dai lavori, con particolare riferimento a eventuali danni, alterazioni o modifiche morfologiche conseguenti agli eventi meteorologici eccezionali verificatisi a seguito del ciclone”.

La situazione è cambiata nelle settimane successive, dopo l’ultimazione dei lavori di ripristino nella spiaggia. “Ho aperto il 5 luglio. Cosa mi fa andare avanti? Spero sempre in un domani migliore”, commenta Lo Re.

Pervicacia e bilanci

Nonostante le polemiche di chi vorrebbe la spiaggia totalmente libera, Lo Re ha sempre mostrato di tenere allo stabilimento. Qualche anno fa, aveva anche fatto richiesta di destagionalizzare l’attività e operare anche in inverno. L’iter non era andato a buon fine, anche per via dei rischi connessi alle mareggiate che non di rado colpiscono la zona in autunno. Fatto questo che si era già verificato in passato, distruggendo proprio lo stabilimento.

I bilanci di Epsilon 2 dicono che l’attività non è particolarmente redditizia: l’ultimo, che fotografa l’andamento degli affari nel 2025, è stato chiuso con un utile di appena 130 euro. Un margine minimo, a fronte di un patrimonio netto negativo di quasi 33mila euro e di debiti per oltre 39mila euro di debiti. Di questi poco più di 4mila sono nei confronti di fornitori, mentre il resto verso Erario e istituti previdenziali.

“Non penso sia di interesse pubblico se guadagno o meno”, replica Lo Re. L’imprenditore qualche anno fa è uscito assolto da un processo che ha messo a fuoco gli affari criminali di Roberto Vacante, noto esponente della famiglia Santapaola-Ercolano a cui è legato da vincolo di sangue. Lo Re era stato accusato di essere socio assieme ad altre due persone di una cooperativa che, per conto di Vacante, avrebbe investito proventi illeciti. In primo grado, il tribunale aveva disposto la condanna per tutti. In secondo, per Lo Re arrivò l’assoluzione.
La Corte d’appello stabilì che l’imprenditore, a differenza dei propri soci, non era a conoscenza del fatto che Vacante avesse messo gli occhi sugli affari della cooperativa.

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