La suggestiva colata dell’Etna si è definitivamente conclusa. Almeno, per ora. L’attività stromboliana che si era sviluppata nella serata del 30 luglio dal cratere Voragine con la successiva frattura apertasi a quota 2.700 metri nella Valle del Leone è terminata infatti questa mattina. I flussi lavici non sono più attivi e sono in fase di raffreddamento, come comunicato dall’osservatorio INGV oggi, lunedì 3 agosto 2026. Si è trattato, dunque, del “solito” spettacolo della “Muntagna”, con la colata che sembrava a fine luglio continuare la sua discesa, alimentando suggestioni ma anche un pizzico di preoccupazione tra abitanti e appassionati dei fenomeni del “Mungibeddu”. Come di consueto, però, nessun pericolo e zero conseguenze, con la situazione tornata abbondantemente alla normalità.
Il vulcanologo Gambino ricostruisce al QdS l’ultima eruzione dell’Etna
Ai microfoni del Quotidiano di Sicilia, è intervenuto il dottor Salvo Gambino, vulcanologo INGV, che insieme a noi ha voluto ricostruire gli ultimi 5, movimentati, giorni del nostro vulcano: “L’attività è iniziata il 30 luglio intorno alle ore 21 per poi accentuarsi dalle 22 in poi – dichiara l’esperto – La situazione è adesso rientrata completamente. Andando nello specifico, abbiamo osservato un’attività sommitale che è iniziata con eruzione stromboliana al cratere Voragine, già interessato da un fenomeno simile tra il 5 e il 7 luglio. Fortunatamente, in questo caso, la cenere emessa dall’Etna grazie al vento che spirava verso Nord-Ovest è andata disperdendosi in direzione Bronte e non verso l’aeroporto: in tal modo, Fontanarossa è rimasta pienamente operativa, eccezion fatta per le chiusure, molto brevi, di pochi settori”.
“A rubare l’occhio è stata la frattura venutasi a formare alla Valle del Leone, la quale ha dato origine a una colata che da quota 2.700 metri ha raggiunto la Valle del Bove, dove si riversa la lava, per poi scendere sino ai 1700 metri – continua Gambino – Per fortuna il fenomeno è andato regredendo, l’attività ha iniziato a ridursi progressivamente. Una volta finita l’emissione cenere, la colata ha continuato a fluire per un altro po’ fino a quando stamattina è stata osservata e comunicata da INGV la chiusura definitiva della bocca eruttiva”.
“Previsioni per il futuro? Etna regala sempre sorprese, ma nulla di preoccupante”
Archiviato l’ultimo spettacolo dell’Etna, abbiamo chiesto al vulcanologo il perché del fumo visibile ancora in questi minuti sulla montagna: “Nulla di preoccupante, si tratta di semplici emissioni di vapori misti a gas vulcanici, non di cenere”. E sul futuro? Cosa bisogna aspettarsi nel corso della fase conclusiva dell’estate? “L’Etna ci ha abituato sempre a sorprese, quindi non possiamo escludere nuovi fenomeni, evoluti magari in modi diversi – conclude l’esponente INGV -. Gli elementi caratteristici però sono sempre gli stessi: parliamo di attività sommitale, a cambiare potrebbero essere i crateri. Ribadisco: si tratta di fenomeni circoscritti alla parte sommitale della montagna e non interessano i centri urbani. Il problema, per il futuro, resterà prevalentemente l’emissione di cenere e i pericoli nell’avvicinarsi alle zone coinvolte da parte degli escursionisti durante le eruzioni”.
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