“Bene l'assegnazione diretta di beni confiscati a enti del terzo settore” - QdS

“Bene l’assegnazione diretta di beni confiscati a enti del terzo settore”

redazione

“Bene l’assegnazione diretta di beni confiscati a enti del terzo settore”

giovedì 10 Settembre 2020 - 00:00
“Bene l’assegnazione diretta di beni confiscati a enti del terzo settore”

Apprezzamento del cda della Fondazione con il Sud per l’iniziativa, resa possibile da un bando Anbsc, e che mette a disposizione oltre mille lotti. “L’agenzia rompe uno schema che ha presentato inefficienze strutturali”

PALERMO – Lo scorso 31 luglio l’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) ha pubblicato il primo bando per assegnare i beni direttamente ai soggetti del terzo settore, cioè senza passare per gli enti locali. Il bando, che scade il 31 ottobre prossimo, invita perciò gli enti non profit a proporre progetti di riuso con finalità sociale. L’iniziativa mette a disposizione oltre mille lotti e complessivamente un milione di euro.

Il consiglio di amministrazione della Fondazione con il Sud sottolinea e apprezza l’assoluta novità del bando – informa una nota – in particolare lo sforzo innovativo dell’agenzia di rompere uno schema che, molto spesso, alla prova dei fatti, ha presentato inefficienze strutturali.

Il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie risulta “strategico per un efficace contrasto al potere mafioso, sia per la loro portata simbolica, sia economicamente, come occasione di sviluppo della comunità che si riappropria di un bene”. Lo dimostrano le tante buone pratiche avviate sul territorio nazionale, molte delle quali selezionate e sostenute dalla Fondazione con il Sud nelle regioni meridionali (oltre cento beni valorizzati), che hanno costruito attorno al riuso un processo virtuoso di riscatto sociale, di partecipazione e senso di comunità, di attivazione dell’economia civile. In altri termini, azioni di significativo contrasto alle organizzazioni criminali sul terreno a loro caro del consenso.

Anche sulla base dell’esperienza fin qui maturata, la Fondazione pertanto ritiene significativa l’azione dell’agenzia, ma sottolinea il rischio che i beni, una volta assegnati, non possano essere utilizzati per mancanza di adeguate risorse finanziarie per le ristrutturazioni e per le spese di gestione delle attività.

Di conseguenza la Fondazione propone al governo di destinare a questo bando 200 milioni di euro per le attività di gestione e valorizzazione dei beni. L’importo da assegnare all’agenzia, può essere attinto dalla cifra destinatia al Fondo Unico Giustizia, il Fug, alimentato da liquidità e titoli sequestrati o confiscati alla criminalità organizzata, secondo quanto previsto dall’art. 48, comma 1, lettera A, del Codice antimafia.

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