Fondo prevenzione usura, alla Sicilia assegnati solo 840 mila euro nel 2018 - QdS

Fondo prevenzione usura, alla Sicilia assegnati solo 840 mila euro nel 2018

Serena Giovanna Grasso

Fondo prevenzione usura, alla Sicilia assegnati solo 840 mila euro nel 2018

venerdì 06 Dicembre 2019 - 00:00
Fondo prevenzione usura, alla Sicilia assegnati solo 840 mila euro nel 2018

Mef: importo contenuto a causa della bassa capacità di spesa rilevata negli anni precedenti. Nelle venti regioni italiane stanziati 18,9 mln. In Abruzzo la somma più alta (2,3 mln)

PALERMO – Nel corso del 2018 sono stati assegnati 840 mila euro ai confidi e alle associazioni siciliane beneficiarie del fondo di prevenzione del fenomeno dell’usura, ovvero il 4,4% dei 18,9 milioni di euro complessivamente erogati nelle venti regioni italiane. Somme ben più consistenti sono andate all’Abruzzo (2,3 milioni di euro), Puglia (2,2 milioni di euro), Lazio e Veneto (entrambe le regioni con 1,9 milioni di euro). Segue a distanza la Campania con 1,4 milioni di euro. Questo è quanto emerge dalla lettura del report “Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura – Rapporto sulla gestione” del ministero dell’Economia e delle finanze.

Il Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura, istituito oltre vent’anni fa con la Legge numero 108/1996, viene utilizzato per l’erogazione di contributi a favore di appositi fondi speciali antiusura costituiti dai confidi e dalle associazioni e fondazioni di contrasto all’usura: in particolare, il 70% viene utilizzato in favore dei confidi per erogare garanzie alle banche che concedono finanziamenti a medio termine e incremento di linee di credito a breve termine a sostegno delle piccole e medie imprese a elevato rischio finanziario; mentre il restante 30% a fondazioni e associazioni anche in questo caso per l’erogazione di garanzie, stavolta finalizzate alla concessione di finanziamenti ai soggetti che incontrano difficoltà di accesso al credito, pur in possesso dei requisiti necessari.

I contributi vengono erogati alle regioni in relazione al rischio di usura presente nell’ambito territoriale dove opera l’ente assegnatario e all’efficienza e capacità di spesa dei contributi precedentemente ricevuti. L’indice di rischio di usura prende in considerazione diverse variabili che tengono conto della tenuta economica del territorio e delle sue infrastrutture sociali, come la presenza di servizi per l’istruzione e la formazione professionale, il rapporto percentuale tra la spesa pro capite per gioco pubblico d’azzardo e il reddito pro capite disponibile, i casi di infortuni sul lavoro denunciati all’Inail. Tra le dieci province a maggior rischio usura, ben quattro sono siciliane: in particolare, si tratta di Messina, Catania, Trapani e Caltanissetta, in compagnia di Crotone, Salerno, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Caserta e Napoli.

Ciononostante, però, alla Sicilia è stato destinato nel 2018 un ammontare relativamente contenuto. Questo perché negli anni precedenti la capacità di spesa è risultata essere abbastanza ridotta: infatti, nel quinquennio 2013-2017, nell’Isola è stato erogato solo 63,25% dell’ammontare complessivamente disponibile (nel dettaglio, 3,7 milioni di euro sui 5,9 milioni di euro totali). Solo in Calabria (in cui è stato erogato appena il 39,42% delle risorse totali), Molise (50,09%) e Friuli Venezia Giulia (57,49%) si rilevano incidenze ancor più basse. Dall’altra parte, troviamo regioni come il Trentino Alto Adige (100%), Toscana (95,82%), Sardegna (95,72%) e Piemonte (95,49%).

Per il 2019, il ministero dell’Economia e delle finanze ha messo a disposizione 24,2 milioni di euro in garanzie statali. L’importo verrà erogato entro la fine dell’anno attraverso il Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura a 122 enti gestori: 89 confidi che riceveranno circa 17 milioni di euro e 33 associazioni e fondazioni che riceveranno circa 7 milioni.

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