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Garlasco, verso l’uscita dal carcere di Alberto Stasi: le relazioni positive del carcere 

Garlasco, verso l’uscita dal carcere di Alberto Stasi: le relazioni positive del carcere 
Alberto Stasi, foto Adnkronos

L’uscita dal carcere di Bollate sembra alle porte per Stasi, che già da più di un anno può rimanere fuori per lavorare

Alberto Stasi ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali. Il fidanzato di Chiara Poggi era in regime di semilibertà, adesso esce dal carcere. A deciderlo è stato il Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha accolto l’istanza della difesa, su cui la procura generale aveva dato parere favorevole. La notizia era stata anticipata da Tg La7 e non è collegata all’eventuale revisione del suo processo – per la quale la difesa presenterà istanza.

Alberto Stasi verso l’uscita dal carcere

L’affidamento in prova ai servizi sociali per Alberto Stasi si svolgerà presso la società in cui lavora ormai da anni come responsabile dell’amministrazione. Secondo quanto reso noto, non non tornerà a vivere a Garlasco. Dopo due assoluzioni, Stasi è stato condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi – avvenuto il 13 agosto 2027 nella villetta di famiglia in via Pascoli a Garlasco. I giudici della Cassazione avevano, infatti, confermato il verdetto del processo d’appello bis. L’ultima indagine della procura di Pavia esclude in maniera granitica la presenza di Stasi dalla scena del crimine e vede Andrea Sempio come unico imputato per l’omicidio della vittima.

L’affidamento in prova ai servizi sociali

Alberto Stasi sta scontando una pena di 16 anni per il delitto della fidanzata Chiara Poggi. Il suo fine pena è previsto per il 2028. Il 12 giugno si è tenuta un’udienza, in gran segreto, al palazzo di giustizia di Milano. L’uscita dal carcere di Bollate sembra alle porte per Stasi, che già da più di un anno può rimanere fuori per lavorare. L’affidamento in prova ai servizi sociali è previsto per ogni cittadino che, come Stasi, ha già ottenuto negli ultimi anni prima il lavoro esterno e poi la semilibertà. Viene specificato la misura stabilita non è connessa al procedimento di revisione del processo e della condanna a 16 anni di reclusione, definitiva dal 2015. L’ok per la scarcerazione e l’affidamento è stato dato dalla pg Valeria Marino e dalla Procura generale il 12 giugno. Marino ha sottolineato la buona condotta del 42enne, le relazioni positive dell’equipe del carcere e, in particolare, dell’area educativa.

La famiglia Poggi: “Ha diritto ma resta colpevole”

I legali della famiglia Poggi, gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, a seguito della notizia dell’affidamento in prova ai servizi sociali per Alberto Stasi hanno dichiarato: “Ha diritto, come ogni condannato, alla possibilità di beneficiare della misura alternativa dell’affidamento ai servizi sociali avendo un residuo pena inferiore ai quattro anni. Questo non lo rende ancora un uomo libero e la condanna resta, sia formalmente che sostanzialmente”.

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