L’Asp di Catania ha reso noto nei giorni scorsi di avere installato alla Uoc di Gastroenterologia dell’ospedale di Acireale una moderna colonna di videoscopia che si avvale dell’ausilio di un format di intelligenza artificiale per rendere ancora più mirate e precise le diagnosi nello screening del colon-retto. Il sistema dotato di processore 4K consente di evidenziare in tempo reale lesioni sospette e polipi che potrebbero involontariamente sfuggire all’occhio umano (da statistiche sembra che l’errore umano provocato anche dalla grandezza infinitesimale delle lesioni, si aggirerebbe tra il 20 e il 30%) migliorando l’accuratezza diagnostica e l’individuazione precoce delle lesioni. La nuova colonna endoscopica sarà principalmente utilizzata per lo screening di “secondo livello”, per tutti quegli esami di approfondimento dopo una diagnosi di positività all’esame primario della ricerca del sangue occulto nelle feci. Già una analoga colonna di diagnostica con l’ausilio della Ia è operativa all’Humanitas di Catania, nel reparto di Gastroenterologia diretto dal dott. Giacomo Bonanno, un luminare nel campo della diagnostica.
Dott.ssa Rumeo: “Alla fine è sempre l’occhio umano a fare la differenza”
Abbiamo sentito la responsabile della Uoc di Gastroenterologia di Acireale, dott.ssa Anna Maria Rumeo, per capire meglio come si intende agire.
Dottoressa la gastroenterologia dell’Ospedale di Acireale si piazza tra le eccellenze di una sanità pubblica che cede sempre più il passo alle strutture private…
“In verità noi, da tempo, abbiamo già una colonna diagnostica con l’apporto di Intelligenza artificiale che è operativa nel reparto già prima della pandemia Covid. Adesso abbiamo un nuovo impianto che allarga l’offerta di un reparto che si avvale di strumenti all’avanguardia“.
Questa nuova colonna vi permette di individuare lesioni anche non visibili ad occhio umano?
“Ci consente di avere una diagnosi quanto più precisa possibile. Spesso non è che le lesioni non siano visibili dal medico. Possono magari sfuggire all’attenzione perché non si è abbastanza concentrati e quindi per un attimo di distrazione. A questo punto subentra l’ausilio della nuova macchina che ha un sistema di preallarme sonoro attraverso un ‘beep’ e un segnale luminoso che inquadra le piccole lesioni sospette che vengono inserite all’interno di un quadratino colorato. A questo punto il medico torna un po’ indietro nell’esame e va a ispezionare accuratamente la porzione indicata, pulendola accuratamente anche da possibili frammenti di scorie fecali riprocedendo alla verifica. Ci terrei però a dire che alla fine è sempre l’occhio umano a fare la differenza… anche se va aggiunto che la Ia è un sostegno a tutti gli esami attraverso anche una cromo-endoscopia virtuale che differenzia tra il polipo edomatoso, che è poi quello che ha un potenziale neoplastico, e i polipi iperplastici che sono solo infiammatori. La Ia in questo caso indica esattamente quali polipi abbiamo di fronte e quindi noi siamo avvantaggiati ad asportare solo i polipi neoplastici. Questo consente anche di non sovraccaricare l’Anatomia patologica“.
Fino a qualche anno fa mediamente la statistica parlava di un 30 per cento di patologie non individuate, questo prima che arrivasse l’ausilio delle colonnine con Ia.
“Adesso con questi nuovi macchinari le percentuali di lesioni non individuate si sono abbassate. Abbiamo esami molto più accurati nelle diagnosi”.
Si parla sempre più di screening preventivi. Qual è per i cittadini il primo passaggio fondamentale nelle lotta ai carcinomi del colon retto?
“La prima cosa da fare è la ricerca del sangue occulto nelle feci. Si tratta di un esame semplice e poco costoso per potere cominciare a selezionare la popolazione. Tutti i casi positivi poi vengono richiamati ed esaminati con una colonscopia. Per fortuna la maggior parte di queste persone poi alla fine non hanno nulla di preoccupante, hanno perdite di sangue per emorroidi, diverticoli. Ma nella moltitudine individuiamo anche polipi a rischio, tumori già formati purtroppo…”.
Gli sms per contattare i positivi allo screening
Intanto nel presidio di Acireale si sta risolvendo un nodo molto importante per avvisare le persone sottoposte a screening a rivolgersi alla struttura per l’esito della ricerca del sangue occulto. Sino a qualche anno fa a quelle persone che avevano partecipato allo screening gratuito, tramite kit fornito nelle farmacie, risultando positivi il problema più importante era come contattarle. Di solito per evitare violazioni della legge sulla privacy si procedeva attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno oppure per telefonata. Ma ci si è subito accorti che questa procedura era farraginosa e diverse persone non rispondevano all’appello di sottoporsi a secondo esame diagnostico. Adesso sembra che l’Asp di Catania stia per mettere in atto una nuova procedura attraverso sms che arriva direttamente sul telefonino della persona che si intende contattare. “Si tratta di un ausilio in più – spiega la dott.ssa Rumeo – per permettere all’azienda di avvisare il cittadino a fare un controllo successivo visto che la sua ricerca del sangue occulto è stata positiva. In passato l’Asp ha sempre fatto le telefonate e mandato la raccomandata. Ma diverse di queste non venivano mai consegnate o il paziente non rispondeva…”.

