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Gela, la questione sanità arriva sul tavolo del Quirinale: raccolte oltre undicimila firme

Gela, la questione sanità arriva sul tavolo del Quirinale: raccolte oltre undicimila firme
L’Amministrazione prepara lettera a Mattarella, foto dal Comune di Gela (via Facebook)

Carenze di organico, un ospedale da rivoluzionare e un diritto da garantire: una lettera al presidente Mattarella dal Comune del Nisseno

I cittadini di Gela, nel Nisseno, lottano per il diritto alla salute: una raccolta di oltre undicimila firme a sostegno dell’ospedale Vittorio Emanuele III verrà trasmessa direttamente al Quirinale. A confermarlo, in una nota, il Comune.

Non si tratta della prima volta che la questione delle criticità del nosocomio e delle conseguenze per i cittadini finisce sul tavolo delle istituzioni. Al capo dello Stato Sergio Mattarella, il sindaco Terenziano Di Stefano e l’assessore allo Sviluppo economico di Gela Filippo Franzone hanno trasmesso una lettera.

Raccolta firme per l’ospedale e la sanità di Gela

Complessivamente sono state raccolte – durante i 61 giorni di sit-in organizzati tra agosto e settembre – 11.620 firme. “L’iniziativa – si legge nella nota del Comune di Gela – nasce dalla preoccupazione per le condizioni della sanità ospedaliera locale e dalla richiesta di interventi concreti per garantire ai cittadini un’assistenza adeguata“.

Le criticità denunciate

Nella lettera viene messa in evidenza la condizione dell’ospedale Vittorio Emanuele III, un presidio classificato come Spoke e DEA di primo livello che serve circa 130mila abitanti ma che – a fronte di una dotazione prevista di 242 posti letto – ne ha effettivamente attivi solo 130 circa. Non è l’unico problema. Manca il personale medico, come purtroppo in gran parte della Sicilia; il Pronto Soccorso è in affanno e sarebbero assenti anche “servizi ritenuti fondamentali per la gestione delle emergenze tempo-dipendenti”.

Il documento fa cenno anche alla mancata attivazione dell’Emodinamica per il trattamento degli infarti, della Stroke Unit per i pazienti colpiti da ictus e alla già citata carenza di organico “in diversi reparti”.

“Non cerchiamo colpe, ma soluzioni”

“Non vogliamo ricercare colpe, ma trovare soluzioni per un territorio che ha dato tanto alla ricchezza della nazione”, si legge nell’appello del Comune di Gela. Si cercano soluzioni per un territorio complesso, dove i tempi d’attesa sono lunghi e il fenomeno della migrazione sanitaria è tale da avere importanti “ricadute economiche e sociali per il territorio“.

Negli ultimi due anni l’Amministrazione comunale ha lottato per vedere dei risultati. Prima le interlocuzioni con il Ministero della Salute, la Regione e tutte le istituzioni competenti; poi gli incontri, le manifestazioni e il lunghissimo sit-in. Iniziative che – scrive il Comune – sembrano non aver portato a “risultati ritenuti sufficienti”.

Al presidente Mattarella questa nuova lettera chiede di “richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di garantire ai cittadini gelesi un trattamento sanitario pari a quello delle altre realtà siciliane”. Tre le priorità:

  • il potenziamento dell’ospedale Vittorio Emanuele, a partire dall’organico;
  • un protocollo d’intesa tra Enimed e ASP per la cessione dell’area destinata al nuovo ospedale;
  • fondi dalla Regione Siciliana per progettare una nuova struttura.

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