Giustizia “vista mare”, un’occasione sprecata - QdS

Giustizia “vista mare”, un’occasione sprecata

Antonio Leo

Giustizia “vista mare”, un’occasione sprecata

giovedì 06 Gennaio 2022 - 02:00

La logica che governa Catania continua a essere sempre quella del vantaggio e della speculazione di pochi a danno dell’intera collettività

Trentotto anni fa la mafia uccideva Pippo Fava e, per tanti versi, quella Catania “volgare, sporca, traditrice, prepotente e violenta” non è cambiata per nulla. La logica che governa questa città continua a essere sempre quella del vantaggio e della speculazione di pochi a danno dell’intera collettività. Le responsabilità sono stratificate e coinvolgono burocrazia e istituzioni a tutti i livelli. Non c’è e non si vuole avere una visione di futuro, una strategia che permetta di ricucire una città spaccata in due, con le periferie lasciate colpevolmente (e viene più di un sospetto, intenzionalmente) nel degrado.

Vogliamo portare ai lettori un esempio lampante di un’occasione che stiamo per sprecare. Basta fare due passi in Viale Africa per accorgersi come dalle ceneri dell’ex Palazzo delle Poste sia nata una delle più belle piazze di Catania, da cui – sorpresa, verrebbe da esclamare! – si può ammirare il mare. Un’area che avrebbe potuto essere restituita alla fruizione collettiva, al cosiddetto “bene comune”, eliminando tonnellate di cemento in uno dei comuni italiani con il maggior consumo di suolo (+34 ettari solo a Catania città, soltanto tra 2019 e 2020, pari a sei volte la superficie della Villa Bellini!).

E invece lì presto inizieranno i lavori per costruire la Cittadella giudiziaria, un edificio che, per carità, a guardare il rendering dei progettisti, promette un pregevole modernismo, ma di cui non si sentiva alcun bisogno. O meglio: non in quella zona. Che ci sia una carenza di uffici giudiziari è banale dirlo, eppure c’erano soluzioni migliori per “rigenerare l’esistente”.

Per esempio, l’ex Ospedale Vittorio Emanuele, dove la Regione siciliana vorrebbe realizzare un vago e fumoso “Museo dell’Etna”. Quell’edificio, dal notevole valore storico e culturale, invece, avrebbe potuto essere il luogo ideale per ospitare un presidio di legalità a San Cristoforo, un segnale della presenza delle istituzioni in un quartiere dove ancora oggi sovente le regole faticano a essere accettate da una parte dei cittadini.

C’erano anche tutti i servizi a disposizione degli operatori giudiziari: l’enorme parcheggio dell’Amts in via Plebiscito è proprio di fronte all’ex nosocomio e inoltre, sempre nei pressi, sorgerà una delle fermate della metropolitana. Tale operazione avrebbe permesso di stimolare a catena la riqualificazione dell’intera zona, peraltro caratterizzata da alcuni tra i più gradevoli palazzetti della città, costruiti in un’epoca dove il bello era più importante del profitto. Avremo invece una giustizia vista mare e una casba che potrà continuare a vivacchiare nell’indifferenza delle istituzioni. Fino alla prossima campagna elettorale, si capisce.

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