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Gli ideali, le ideologie, la strategia, la tattica

Gli ideali, le ideologie, la strategia, la tattica
La Camera dei deputati

Quattro concetti spesso confusi nella politica moderna

Gli ideali rappresentano ciò che è concepito dallo spirito e dall’intelletto come bello e perfetto. Essi costituiscono le più alte aspirazioni cui ci si propone di avvicinare la realtà esistente in materia politica, religiosa, economica, ecc… Il termine, infatti, può essere applicato a qualsiasi ambito, a qualsiasi dottrina politica, a qualunque movimento culturale, sociale, o civile che sia caratterizzato da un’elaborazione teorica.

Ideologia, strategia e tattica: definizioni e differenze nella politica e nella società

Sul piano politico l’ideologia costituisce il tema concettuale e interpretativo che si trova alla base di un movimento, di un partito o di uno Stato. Il termine può essere applicato a qualsiasi dottrina politica e ai movimenti della società che sono caratterizzati da un’elaborazione teorica, ma anche ad orientamenti ideali-culturali e di politica economica e sociale.

La strategia rappresenta un piano d’azione di lungo termine usato per impostare e coordinare azioni tese al raggiungimento di uno scopo, ovvero di un obiettivo predeterminato. La tattica è la linea di condotta adottata in funzione del raggiungimento di determinati obiettivi. Si parla, infatti, di tattica parlamentare, di tattica elettorale, di tattica di partito, di tattica sportiva, ecc… In buona sostanza, mentre la strategia è il piano d’azione per conseguire un determinato obiettivo, la tattica consiste nei passaggi e nelle azioni che permetteranno di farlo. In un contesto aziendale, ma anche in ambito politico, la tattica indica le azioni specifiche intraprese per mettere in atto le iniziative delineate nella strategia.

Il carro davanti ai buoi: quando la tattica sostituisce la strategia e le ideologie gli ideali

Nella società in cui viviamo, troppo spesso, si trascurano gli ideali, si trascurano le ideologie, si ignorano le strategie e ci si limita ad applicare tattiche di breve respiro, che non producono soluzioni, ma che si limitano a gestire i problemi, nel tentativo di scaricarne la responsabilità su altri, di solito gli avversari o quelli che, genericamente, sono venuti prima. In realtà, a pagare per gli errori che sono stati compiuti saranno i contemporanei o quelli che verranno dopo. È proprio per questa ragione che bisogna evitare di sostituire la tattica alla strategia e le ideologie agli ideali. Volendo utilizzare un luogo comune, sarebbe come voler mettere sempre il carro davanti ai buoi. È vero che la somma è uguale, siamo sempre davanti a un carro e a dei buoi, ma il risultato è parecchio differente. Nel primo caso il carro si muoverà nella direzione impressa, nel secondo caso il carro verrà preso a cornate e si guasterà. Eppure, nonostante ci troviamo al centro del settore dell’ovvio, se non addirittura del banale, spiace dover constatare che oggi lo scambio dei fattori è divenuta ordinaria routine, e gli effetti si vedono.

Ideali vs ideologie: il rischio di perdere la bussola

C’è un’altra cosa che non bisogna dimenticare: riguarda la sostituzione degli ideali con le ideologie. Quando ciò accade il pericolo è fortissimo, soprattutto quando si tenta di trovare la soluzione di un problema. Gli ideali, infatti, costituiscono i dati ai quali si fa riferimento e non possono essere né trascurati, né modificati. Le ideologie, anche se dovrebbero rifarsi agli ideali, è necessario che vengano costantemente adattate al mutare delle situazioni, pur mantenendo fermo il loro ancoraggio iniziale.

Confondere tattica e strategia: come si perde di vista la prospettiva

Infine, confondere o sostituire la tattica con la strategia ci fa perdere di vista la prospettiva, dunque l’esito finale di un determinato comportamento e ci fa affrontare il contingente senza guardare al dopo. Il paradosso che ne deriva è che, così facendo, si può pure scansare la buca che si apre ai nostri piedi, ma si precipita in quella successiva. Programmare singole azioni, ovvero più complesse elaborazioni, qualunque sia il settore nel quale si opera, non è affatto facile, ma diventa pressoché impossibile, o addirittura inefficace se si trascurano i dati di partenza o se essi vengono continuamente modificati, rendendo incerto qualsiasi passaggio e qualsiasi risultato che ne consegue. A questo punto c’è solo da augurarsi che presto qualcosa cambi, a cominciare da una maggiore preparazione di coloro i quali hanno il compito non solo di individuare le patologie della società, ma anche di coloro i quali hanno il dovere di stabilire la terapia giusta e di somministrarla in maniera adeguata.