Green pass, cosa ne pensano gli imprenditori e gli esperti del settore? - QdS

Green pass, cosa ne pensano gli imprenditori e gli esperti del settore?

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Green pass, cosa ne pensano gli imprenditori e gli esperti del settore?

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domenica 15 Agosto 2021 - 12:00

Qds.it ha intervistato rappresentanti dell’imprenditoria siciliana, esperti del settore e sindacati per chiedere un giudizio sulla certificazione verde

Il Green pass è il tema più che mai all’ordine del giorno: è infatti ormai obbligatorio presentarlo se si vuole accedere in alcuni locali al chiuso.

Ma per chi lavora nelle imprese sarebbe necessario? E’ la domanda che abbiamo rivolto ad alcuni rappresentanti dell’imprenditoria siciliana o ad esperti del settore e ai sindacati.

“Oggi – afferma il presidente di Confindustria Sicilia, Alessandro Albanese – l’unica minaccia a una crescita sostenuta è il virus e questa minaccia va ridotta al minimo possibile. Ed è in quest’ottica che va letta l’adozione del Green Pass per i lavoratori, ovviamente nel quadro di regole attuale e dunque con piena tutela della privacy e della libertà di scelta dei singoli. Ricordiamoci che l’obiettivo di fondo deve essere quello di consolidare la ripresa per recuperare il reddito e il prodotto perduti e tutelare così i posti di lavoro. Nuove chiusure non sarebbero sostenibili né a livello economico né al livello sociale”.

Secondo Salvatore Politino, presidente di Assoesercenti Sicilia – Unimpresa, “serve un corretto equilibrio nell’introduzione di nuovi, ulteriori vincoli legati al Green Pass: occorre valutare la fattibilità pratica dei controlli, i consequenziali costi aggiuntivi a carico degli operatori economici e, quindi, le ricadute sui fatturati derivanti dalle restrizioni. Le esigenze sanitarie sono imprescindibili e la salute pubblica deve essere una priorità. Tuttavia, l’economia italiana soffre ancora e, nonostante alcuni segnali positivi che arrivano dall’industria, la ripresa non è ancora assicurata a pieno. Soprattutto, registriamo enormi differenze nei vari ambiti economici: se il turismo costiero, per esempio, sta vivendo un momento positivo, la ristorazione e il commercio nei grandi centri soffre ancora. È necessario, perciò, ponderare le scelte al meglio. Il Green Pass può aiutare la sicurezza e la ripresa delle attività, ma ciascuno faccia il suo ruolo. Per quanto riguarda il Green Pass dei lavoratori, – conclude Politino – sarebbe auspicabile ma serve una attenta programmazione senza creare impatti negativi sulla stagione estiva”

“E’ chiaro che Confartigianato considera le vaccinazioni una priorità appunto per evitare ulteriori rischi di restrizioni o chiusure delle attività economiche. – ha detto il presidente regionale dell’associazione, Giuseppe Pezzati – Noi sin dall’inizio siamo stati impegnati a seguire tutti i Dcpm, rispettando le regole e facendo in modo che anche i nostri artigiani rispettassero tali regole. Confartigianato nazionale – prosegue Pezzati – ha cercato di chiarire la responsabilità degli imprenditori e anche in Parlamento ha promosso un emendamento appunto per escludere responsabilità e conseguenti sanzioni amministrative a carico dei titolari e dei gestori delle attività. Non si può pensare che siano responsabili non solo della posizione dei propri dipendenti ma anche delle utenze o dei clienti: giusto è fare in modo che si riduca la trasmissione pandemica ma è anche corretto mettere a disposizione quei controlli che, in qualche modo, possano bypassare le responsabilità degli imprenditori e agendo direttamente su coloro i quali hanno l’obbligo di garantire la sicurezza di tutta una comunità e non soltanto del settore imprenditoriale. Chiaramente anche noi in Sicilia abbiamo promosso un emendamento anche a livello nazionale e sempre in tandem per escludere dalle sagre, dalle fiere, da eventi e manifestazioni locali, l’obbligo del Green Pass; questa – ha concluso il presidente regionale di Confartigianato – è la nostra posizione non solo a livello territoriale e regionale ma anche nazionale”.

Sull’eventuale necessità del Green Pass per i lavoratori delle imprese turistiche è intervenuto Giovanni Ruggieri, professore di Economia delle Industrie turistiche e presidente dell’Osservatorio sul turismo dell’economia delle isole. “Io ritengo che chi lavora col pubblico, che ospiti o fornisca dei pasti nella filiera a contatto diretto con il turista sia obbligato ad essere vaccinato in maniera tale da offrire i servizi turistici in totale sicurezza a chi li chiede, sia che lavori in un ente pubblico a contatto con i turisti, i visitatori o gli escursionisti, sia che lavori per un privato. E’ alla base dell’accoglienza fornire dei servizi in estrema sicurezza e va anche comunicato con un sistema che lo renda visibile agli occhi degli altri. E’ una precondizione per chi fornisce un servizio”, ha sottolineato il professore Ruggieri.

Sulle aziende agrituristiche e agricole ha detto la sua Ettore Pottino, presidente regionale di Confagricoltura. “Nelle aziende agrituristiche è una prassi di accortezza – ha affermato – nelle aziende agricole no perché lavorando all’aria aperta non si corrono rischi”.

Riguardo ai sindacati, siamo riusciti a sentire i pareri di Alfio Mannino e di Claudio Barone, segretari generali rispettivamente della Cgil Sicilia e della Uil regionale.

“Per quanto ci riguarda ci sono settori e settori. – sottolinea Alfio Mannino – Negli ambiti scuola, sanità e cura della persona dovrebbe essere obbligatorio, mentre per i settori manifatturiero, dell’edilizia e altri può sembrare un provvedimento eccessivo; comunque se il Governo l’ha emanato secondo noi va rispettato, ma non vorremmo che ci fossero, in alcuni ambiti, degli elementi discriminatori per i lavoratori e le lavoratrici”.

“Il Green Pass è una buona cosa ma non sufficiente, – sostiene Claudio Barone – inoltre l’obbligo dello stesso può essere previsto solo per legge e non può dipendere né da disposizioni aziendali né da accordi tra aziende e sindacato; se il Governo intendesse renderlo obbligatorio lo faccia ma deve fare una norma di legge ad hoc. Detto ciò, noi riteniamo che il Green Pass non è la soluzione di tutti i problemi perché anche se il lavoratore accede col Green Pass vanno comunque mantenute tutte le normative di sicurezza come distanziamenti, mascherine, barre di plastica ecc. Quindi, se qualcuno intendesse il Green pass come una liberatoria, un “liberi tutti”, farebbe un grave errore”.

Roberto Pelos

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