Green pass, Ugl Sicilia, imporlo per le visite ambulatoriali - QdS

Green pass, Ugl Sicilia, imporlo per le visite ambulatoriali

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Green pass, Ugl Sicilia, imporlo per le visite ambulatoriali

sabato 18 Settembre 2021 - 10:31

L'appello ai dg delle Asp del sindacato. Evidenziati i rischi per il fatto che si frequentano la sala d'attesa, i corridoi e le stanze di ambulatorio "a contatto con personale e altri utenti"


“E’ arrivato il momento di regolamentare gli accessi ai soggetti privi di Green pass nelle strutture ospedaliere pubbliche in occasione delle visite ambulatoriali”.

Lo afferma Ugl Salute Sicilia che chiede “un’ulteriore manovra per il contenimento” della diffusione del Covid nei nosocomi.

“Mentre per il pronto soccorso e i ricoveri ordinari – ricorda il sindacato – è prevista la procedura del tampone in struttura, per quanto riguarda le normali attività quotidiane di controllo su prenotazione negli ambulatori non esiste alcuna disposizione in tal senso”.

“Ne consegue che, ad oggi, nella maggior parte degli ospedali chi deve essere sottoposto a una una visita – aggiunge Ugl Salute Sicilia – non deve esibire alcunché, se non compilare un’autocertificazione inerente l’assenza di sintomi o contatti. Con i rischi che ne possono conseguire dato che frequenta la sala d’attesa, i corridoi e le stanze di ambulatorio a contatto con personale e altri utenti”.

“Ci rivolgiamo quindi a tutti i direttori generali delle Aziende – chiedono il segretario Carmelo Urzì ed il responsabile dei medici Raffaele Lanteri – di voler disporre le stesse misure di attenzione anche per le attività ambulatoriali. In subordine, si potrebbe anche pensare ad inserire gli sprovvisti in orari diversi, ovvero dopo che i possessori di certificazione abbiano completato e quindi lasciato le sale d’attesa, così da evitare ogni forma di discriminazione e regolamentare l’accesso alle cure”.

“In una fase, come quella attuale, in cui il vaccino – concludono i due sindacalisti – sta diventando uno strumento centrale per la lotta contro il Covid-19, attraverso il raggiungimento dell’immunità totale, ci sembra doveroso proteggere in via prioritaria i luoghi di prevenzione e cura ospedalieri e sanitari “.

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