Gruppi parlamentari, la moltiplicazione dei cespugli. Nasce Ora Sicilia, gli scenari all’Ars - QdS

Gruppi parlamentari, la moltiplicazione dei cespugli. Nasce Ora Sicilia, gli scenari all’Ars

Raffaella Pessina

Gruppi parlamentari, la moltiplicazione dei cespugli. Nasce Ora Sicilia, gli scenari all’Ars

venerdì 28 Giugno 2019 - 00:00
Gruppi parlamentari, la moltiplicazione dei cespugli. Nasce Ora Sicilia, gli scenari all’Ars

L'obiettivo della costituzione del nuiovo gruppo - nato da una strategia precisa ed elaborata nel tempo - è quello di indebolire il M5s, aprire dialogo con la Lega e compattare la maggioranza a sostegno del presidente Musumeci

PALERMO – Giorgio Trizzino del M5s taglia corto: “Musumeci la smetta di corteggiare la Lega”. Puntare a una maggioranza più compatta, indebolire il Movimento Cinquestelle e, cosa più importante, inaugurare in Sicilia una stagione “inedita” di dialogo politico proficuo con la Lega: gli obiettivi del Presidente della Regione sono ormai noti ed anche la costituzione del nuovo gruppo parlamentare all’Ars di “Ora Sicilia” viaggia in questa direzione.

Luigi Genovese (ex Forza Italia), Luisa Lantieri (ex Udc) e Daniela Ternullo (ex Popolari ed Autonomisti) hanno lanciato nei giorni scorsi un nuovo progetto politico che potrebbe avere risvolti interessanti.
Intanto, salgono a dieci i gruppi parlamentari a Sala d’Ercole.
Dieci gruppi che nel 2019 si “spartiranno” una torta da oltre 6 milioni di euro.

La nascita del nuovo gruppo parlamentare “Ora Sicilia” in seno all’Assemblea regionale siciliana non è stata frutto dell’improvvisazione. Essa appare piuttosto come il risultato di una strategia precisa ed elaborata nel tempo. Anche perché i tre componenti che hanno deciso di aderirvi avrebbero potuto transitare dal partito di appartenenza al gruppo Misto, che accoglie appunto i deputati che non si riconoscono più in nella compagine politica di provenienza e che per scelta decidono di diventare, almeno temporaneamente, autonomi. Invece hanno dato vita ad un nuovo gruppo mostrando apertamente l’intenzione di dare vita ad un nuovo progetto politico.

L’operazione compiuta nei giorni scorsi a Sala d’Ercole scaturisce dal disperato bisogno che il governo Musumeci ha di poter contare su una maggioranza: lo scenario attuale, infatti, vede un Presidente della Regione, Nello Musumeci, per l’appunto, appoggiato a Sala D’Ercole da una maggioranza debole, praticamente risicata, che finisce spesso per soccombere sotto i colpi del Movimento Cinquestelle e del Partito democratico.

In questa legislatura assume ogni giorno di più un ruolo strategico il partito di Berlusconi, Forza Italia, coordinato in Sicilia dal commissario Gianfranco Micciché, il quale ricopre il ruolo di prim’ordine di Presidente dell’Ars. Forza Italia resta apparentemente in un angolo, dovendo mediare tra la sua posizione al governo nazionale, dove è avversaria ai Cinquestelle, e quella siciliana, dove alcune volte appoggia il governo e altre volte lo critica. L’obiettivo di Micciché è quello di mettere in un angolo il Movimento Cinquestelle e riuscire a costruire una alleanza di centro – centrodestra che permetta di governare con una forte maggioranza. Ma per essere forte, il centrodestra deve accogliere anche la Lega a cui Musumeci spesso ha mostrato evidenti segnali di apertura. L’obiettivo finale dovrebbe quindi essere quello di far confluire in questo progetto tutti i partiti del centrodestra, così come già auspicato da Musumeci nei giorni scorsi.

In una prima fase, l’ipotesi era quella di un accordo con il Partito democratico ma il gruppo parlamentare all’Ars con a capo il deputato Giuseppe Lupo è diviso al suo interno e fa fatica anche a giocare un ruolo nellopposizione. è per questo che l’idea del gruppo parlamentare che raccoglie le anime deputate a costituire la nuova maggioranza deve essere sembrata la migliore.

Ed ecco che a formare il gruppo sono: Luigi Genovese, figlio di Francantonio, prima del Pd, poi di Forza Italia ed ora simpatizzante della Lega; Luisa Lantieri, che ha lasciato il Pd anche per il disagio di non essersi sentita mai accettata in pieno; ed infine Daniela Ternullo, proveniente dal Cantiere Popolare – Mpa, un centro autonomista insomma. Ternullo è nuova all’Ars perché ha preso il posto di Giuseppe Gennuso nell’aprile scorso. Non è escluso quindi che in futuro vi siano altri deputati che confluiranno in questo gruppo.

Quale sia il progetto dietro “Ora Sicilia” lo ha capito anche il segretario regionale del Pd, Davide Faraone, che vede come un pericolo l’avvicinarsi della Lega al Palazzo dei Normanni. “Ora Sicilia” non piace nemmeno agli autonomisti e il capogruppo Carmelo Pullara lancia strali contro Musumeci e “minaccia” di non appoggiare una maggioranza fatta di persone che cambiano facilmente casacca. Queste manovre politiche mettono inoltre ansia in coloro che, in vista di un mini rimpasto di Governo, vedono sfumare la possibilità di conquistare l’agognata poltrona di assessore.

Perplesso anche Saverio Romano, leader di Cantiere Popolare, che chiede a Musumeci chiarimenti addirittura in Aula.
Di certo contrari a questo progetto sono i Cinquestelle e significative sono le parole di Giorgio Trizzino della Camera dei Deputati. “Musumeci dal giorno del suo insediamento ha fatto molto poco – ha detto – e al posto di ricordarsi che questo vuoto politico è frutto anche dell’azzardata alleanza con Forza Italiadi Miccichè e del classico gioco di poteri e poltrone, continua a scaricare le sue responsabilità sul governo nazionale e sul Movimento 5 Stelle”. Trizzino accusa Musumeci di corteggiare la Lega: “La Sicilia non ha bisogno di nessun’altra dominazione, tantomeno sotto la guida di un generale che vuole consegnare la sua terra a chi in passato l’ha disprezzata. L’unica strada è quella di continuare quel percorso di cambiamento avviato a livello nazionale con il M5S. Il vero volto della vecchia politica ormai è stato svelato e non servirà indossare un abito buono per ingannare i siciliani”.

Art. 67 Costituzione
Cambi di casacca, così fan tutti

La nascita del gruppo parlamentare “Ora Sicilia”, rimette inevitabilmente al centro del dibattito politico, siciliano e non solo, lo spinoso tema del cambio di casacca.
Il cambio di casacca è sì un diritto tutelato dalla nostra carta costituzionale (in virtù dell’assenza del cosiddetto “vincolo di mandato”, articolo 67), ma quando avviene troppo di frequente una riflessione è d’obbligo.
Su questo argomento ci sarebbero fiumi di parole da scrivere, a cominciare dagli inevitabili interrogativi sulla coerenza politica del parlamentare che “migra” (spesso in più di un’occasione) da un gruppo ad un altro, fino ad arrivare agli inevitabili risvolti “etici” di determinate scelte.
Agli elettori non resta che ricordarsene al momento della scelta del candidato da votare.


Parlano i protagonisti di Ora Sicilia: “Si punterà su innovazione, ambiente, sviluppo”

“Azione politica mirata per la Sicilia”, gli obiettivi del nuovo gruppo Ars
Il progetto politico di Luigi Genovese, Luisa Lantieri e Daniela Ternullo
Cercare di dare una lettura a questi movimenti a Palazzo dei Normanni non è facile, perché gli scenari che potrebbreo delinearsi sono molteplici.
Innanzitutto, però, non passa inosservato il fatto che sugli obiettivi che si pone il nuovo gruppo i dettagli a disposizione non sono tantissimi: perché si sono voluti ritrovare tre deputati provenienti da realtà politiche diverse?

“Non siamo leghisti, siamo centristi – ha precisato Luisa Lantieri – Alle ultime Europee ho votato per Saverio Romano e quella è la parte politica da cui mi sento rappresentata, soprattutto mentre il Pd di Zingaretti va sempre più a sinistra. Mi farò portavoce con Saverio Romano affinché si possa trovare il modo di farlo far parte di questa nuova esperienza inaugurata dal presidente Musumeci”.

“La Sicilia, per la sua complessità – ha dichiarato Genovese – merita un’azione politica mirata e quindi strutturata sulle sue caratteristiche. Questo è l’orizzonte a cui guarderemo da adesso in avanti, garantendo il nostro appoggio al presidente Musumeci e ad una visione politica che, sono certo, nel prossimo futuro saprà rispondere con maggiore efficacia alle istanze dei siciliani, dei giovani e di chi crede ancora nel riscatto della nostra terra”.

In una nota congiunta, i tre parlamentari hanno spiegato di voler avviare un percorso politico slegato dalle logiche centralistiche dei partiti nazionali e fondato sull’azione collegiale e sull’unione d’intenti: presupposti necessari per la costruzione di un progetto rivolto, in via assolutamente prioritaria, all’interesse della Sicilia e dei siciliani”.

Con quale progetto di sviluppo si intende fare l’interesse della Sicilia e dei siciliani, ancora non è dato saperlo.
In definitiva tutti concordi nell’idea di lavorare per la Sicilia i siciliani e i giovani, ma questo è di per sé un intento a cui lavorano tutti i partiti, almeno secondo quanto gli stessi dicono. Il disegno dovrebbe essere quello di fare da ponte tra tutti i partiti di centro destra per ottenere finalmenteun maggioranza forte in grado di approvare le proprie leggi in Parlamento.
Ma a Sala d’Ercole, si sa, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo: bisognerà vedere quali saranno i gruppi politici che vorranno riconoscersi in questa nuova mappa politica.


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I gruppi parlamentari salgono così a dieci

Ad oggi i gruppi parlamentari all’Assemblea regionale siciliana sono nove (saliranno a breve a dieci con Ora Sicilia): Movimento Cinquestelle con 20 deputati, Forza Italia (12), Partito democratico (10), Diventerà Bellissima (6), Popolari ed Autonomisti (5), Udc (5), Misto (4), Fratelli D’Italia (3), Sicilia Futura (2).

Il numero dei gruppi parlamentari resta comunque inferiore a quello della passata legislatura quando a Palazzo dei Normanni si arrivò addirittura a 15 gruppi.

Nel bilancio di previsione 2019 dell’Ars, il contributo previsto per garantire il funzionamento dei gruppi parlamentari è pari al 3% del totale, cioè 6 milioni 135 mila e 700 euro.

La somma stanziata è stata “rivista” rispetto agli anni precedenti perché in questa XVII Legislatura i deputati sono diminuiti di venti unità, scendendo a 70.

Nel 2016 lo stanziamento era stato pariquasi sette milioni di euro, nel 2017 la spesa era scesa a 6,2 milioni di euro, per poi “risalire”, e di parecchio anche, nel 2018 con 8,9 milioni di euro.

Nonstante il numero dei parlamentari sia diminuito, quello dei gruppi è rimasto piuttosto elevato e anche se il regolamento interno stabilisce che il numero minimo per formare un gruppo è cinque, esiste la possibilità di formare gruppi in deroga, come evidentemente nel caso di Ora Sicilia.

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