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Iran, l’annuncio di Crosetto: “Cacciamine in Sicilia, pronti per la missione a Hormuz”

Iran, l’annuncio di Crosetto: “Cacciamine in Sicilia, pronti per la missione a Hormuz”
Ministro della Difesa Guido Crosetto (da Imagoeconomica)

I cacciamine “partiranno appena sarà sicuro”, spiega Crosetto

L’Italia conferma la propria posizione al fianco delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e degli altri partner internazionali per quanto riguarda una eventuale missione internazionale in Libano per sostituire l’attuale Unifil e anche la possibile missione per garantire la sicurezza e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. E dei cacciamine italiani, destinati proprio alla missione di Hormuz, potrebbero partire presto dalla Sicilia verso Gibuti.

In Sicilia i cacciamine destinati a Hormuz

“L’avvicinamento dei due cacciamine è una scelta tecnica che ho lasciato al Capo di Stato maggiore della Difesa, potrebbe avvenire nei prossimi giorni ma non possono andare da soli, devono avere una nave di supporto logistico, una nave di protezione. I cacciamine sono già in Sicilia e da lì possono partire in qualunque momento. Il tema è che poi per essere impiegati necessitano di condizioni di sicurezza, non soltanto di una tregua ma di una pace e dell’accordo di tutte le nazioni, perché non si possono mandare in teatro di guerra, non sono navi che si mandano in teatro di guerra”. Queste le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, a margine della presentazione della nuova piattaforma digitale dedicata a quanti vogliono collaborare con la Difesa.

Due precisazioni importanti: la prima è che si tratta di una missione non militare, la seconda è che le unità verranno impiegate solo in adeguate condizioni di sicurezza.

Il commento sulla Cina

Il ministro Crosetto si è espresso anche sull’attuale visita del presidente statunitense Donald Trump in Cina e nelle speranze in una risoluzione diplomatica a quanto sta accadendo nell’area del Golfo. “Io spero molto in ciò che può succedere in questi giorni in Cina – commenta – c’è un interesse molto forte anche cinese alla stabilità dell’area. La crisi ha colpito in modo violento tutte le nazioni, comprese Cina e Usa, per cui dal dialogo in questi giorni tra due grandi superpotenze può nascere qualcosa in più. Poi c’è un terzo attore che è l’Iran, dove ormai la logica è la logica dei guardiani della rivoluzione, delle forze dei Pasdaran. Bisognerà vedere se le due grandi potenze in qualche modo troveranno un unico interlocutore, un’unica posizione iraniana e si possa partire. Noi siamo positivi, proprio per quello ci predisponiamo a partire e avvicinarci”.

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