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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | attesa per i colloqui indiretti tra USA e Teheran

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | attesa per i colloqui indiretti tra USA e Teheran
Guerra in Iran – foto Adnkronos

Le ultime notizie sul conflitto USA-Iran, sulla situazione di Hormuz e sugli ultimi sviluppi in Libano

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di mercoledì 1 luglio 2026.

Guerra in Iran, le notizie in diretta dell’1 luglio 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di mercoledì 1 luglio 2026,
Inizio diretta: 01/07/26 07:00
Fine diretta: 02/07/26 00:00

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie

Sarebbero in programma oggi dei colloqui indiretti tra le delegazioni di Iran e Stati Uniti in Qatar alla presenza dei mediatori. A sostenerlo Al Arabiya, citando fonti secondo le quali negoziati si concentreranno sullo Stretto di Hormuz e sulla stabilità generale della regione.

L’Iran dovrebbe ricevere entro la fine della settimana circa 3 miliardi di dollari di fondi congelati nell’ambito del memorandum d’intesa per concludere la guerra.

Secondo Teheran, l’appuntamento in Qatar riguarda esclusivamente l’attuazione delle clausole del memorandum d’intesa. “Ciò che verrà fatto a Doha è una discussione sull’attuazione delle clausole del memorandum d’intesa, incluso lo sblocco dei beni iraniani congelati, questione che riguarda la parte qatariota”, ha dichiarato Baghaei, citato dall’agenzia Tasnim.

La questione Hormuz

Baghaei è intervenuto anche sul dossier dello Stretto di Hormuz, sostenendo che “non c’è bisogno di alcun intervento da parte di altri Paesi” e criticando le dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron. “Commentare ogni cosa non è segno di responsabilità né conferisce credibilità alla Francia”, ha affermato il portavoce, sottolineando che tutti i Paesi dovrebbero “riconoscere correttamente i confini e lasciare che le cose seguano un corso logico”.