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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Al via i colloqui indiretti Usa-Teheran a Doha

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Al via i colloqui indiretti Usa-Teheran a Doha
Guerra in Iran – foto Adnkronos

Le ultime notizie sul conflitto USA-Iran, sulla situazione di Hormuz e sugli ultimi sviluppi in Libano

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di mercoledì 1 luglio 2026.

Guerra in Iran, le notizie in diretta dell’1 luglio 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di mercoledì 1 luglio 2026,
Inizio diretta: 01/07/26 07:00
Fine diretta: 02/07/26 00:00
Vance: "Colloqui a Doha stanno andando bene"

I colloqui indiretti a Doha tra Stati Uniti e Iran stanno procedendo “bene” e a breve inizieranno le discussioni sul dossier nucleare. Lo ha dichiarato il vice presidente Usa, Jd Vance, in un’intervista alla Cnn.

“È ancora presto, ma i colloqui stanno andando bene”, ha affermato Vance, precisando che “proprio ora i negoziatori a livello tecnico sono seduti a parlare con gli iraniani, con i qatarioti e con altri a Doha per discutere di alcuni dettagli”, ha detto il vice presidente, secondo cui gli Stati Uniti sono “preoccupati per la questione nucleare e inizieremo a parlarne”.

Vance a militari: "Trump vi dirà sempre motivo per cui andate in guerra"

L’Iran “è più lontano che mai dalla bomba atomica”. Lo ha detto il vicepresidente americano Jd Vance, rivendicando, durante un discorso all Naval Air Station Oceana in Virginia, i risultati della strategia militare americana nel conflitto con Teheran.

“Se gli iraniani tentassero di ricostruire il programma nucleare, il Presidente Trump avrebbe delle opzioni. Se gli iraniani tentassero di minacciare i propri vicini o di finanziare il terrorismo, avremmo delle opzioni – ha assicurato Vance – Ma ciò che non dobbiamo mai fare è sganciare bombe solo per il gusto di farlo. Ed è proprio questo che il Presidente non vi chiederà mai di fare. Vi chiederà di andare in guerra, sì. Ma quando vi chiederà di andare in guerra, vi dirà esattamente per quale motivo ci andate. E penso che sia proprio questo che dovreste aspettarvi dai vostri leader politici”.

Media, Medvedev rappresenterà Russia ai funerali di Khamenei

Dmitry Medvedev si recherà a Teheran per i funerali della defunta Guida Suprema Ali Khamenei, in qualità di inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin. Lo riporta Tasnim. Le cerimonie pubbliche di commiato per l’ayatollah inizieranno il 4 presso la Grande Moschea Imam Khomeini.

Media: "Iran ha chiesto a Usa sblocco 3 miliardi o stop negoziati"

L’Iran ha posto come condizione per il proseguimento delle trattative con gli Stati Uniti lo sblocco di 3 miliardi di dollari di suoi fondi congelati. Lo riporta il sito iraniano Nour News.
Secondo “una fonte ben informata”, nei negoziati indiretti di oggi a Doha “l’Iran ha chiesto lo sblocco di 3 miliardi di dollari dei propri beni in cambio di progressi nei colloqui”, ha scritto.
A Doha si è discusso poi della gestione dello stretto di Hormuz, “sulla base di una nuova proposta presentata dall’Oman”.

Delegazione israeliana al Cairo per colloqui su piano Trump per Gaza

Una delegazione israeliana di alto livello è arrivata al Cairo da Tel Aviv per una breve visita in Egitto, con lo scopo di esaminare la situazione nella Striscia di Gaza alla luce del piano del Presidente Trump. La delegazione, giunta con un aereo privato, incontrerà diversi alti funzionari e personalità. Le discussioni si concentreranno sugli ultimi sviluppi a Gaza, incluso il piano del Presidente Trump.

Fonti informate all’aeroporto del Cairo hanno indicato che la delegazione, composta da tre alti funzionari, esaminerà gli ultimi sviluppi a Gaza, in particolare l’attuazione della prossima fase del piano del Presidente Trump per la Striscia di Gaza, le attività del Consiglio di Pace e le questioni relative alla governance della Striscia di Gaza. Discuteranno anche della situazione regionale, in Libano e nel Golfo.

 Eemiro Qatar vede Witkoff e Kushner, anche Libano in agenda

L’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, ha incontrato i negoziatori statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo ha reso noto l’ufficio dell’emiro, secondo il quale i tre hanno discusso dello “stato di avanzamento dei negoziati” tra Stati Uniti e Iran, nonché della situazione in Libano e dell’”importanza di consolidare il cessate il fuoco” nel Paese dopo l’accordo quadro raggiunto con Israele a Washington.

Trump: "Abbiamo avuto incontri molto positivi"

“La de-nuclearizzazione dell’Iran sta procedendo bene. Ci sono stati incontri molto positivi e vedremo”. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti prima della partenza per il North Dakota. “Li abbiamo colpiti molto duramente per tre notti – ha aggiunto – ma ora siamo in ottimi rapporti”.

Araghchi: "Trump tenga buoni i suoi cagnolini a Tel Aviv o risposta potente"

“I termini del memorandum d’intesa di Islamabad sono chiarissimi e di dominio pubblico. Il presidente degli Stati Uniti si è impegnato a tenere a bada i suoi ‘cagnolini’ a Tel Aviv. Se dovessero ignorare il loro padrone, l’Iran darà loro una lezione. Qualsiasi minaccia contro il nostro popolo o la nostra leadership riceverà una risposta immediata e potente”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, commentando una dichiarazione del ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che ha definito un “condannato a morte” l’attuale Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei.

Katz: "Potremmo attaccare per la terza volta"

Israele ha attaccato due volte l’Iran e non esiterà a farlo ancora. Ad assicurarlo è stato il ministro della Difesa, Israel Katz, durante una cerimonia per i soldati caduti in Libano nella guerra del 2006, a quanto riportano i media della regione. “Abbiamo colpito l’Iran due volte con attacchi preventivi e proattivi e, se necessario, colpiremo anche una terza volta”, ha assicurato.

Pezeshkian: "Funerale Khamenei sia simbolo unità nazionale"

I funerali solenni di Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran ucciso il 28 febbraio nei raid di Stati Uniti e Israele, devono diventare simbolo di unità e coesione nazionale. A chiederlo è stato il presidente Massoudd Pezeshkian, a quanto riferito dall’agenzia Isna, in una riunione sull’organizzazione delle esequie che inizieranno il 4 luglio. “Oggi più che mai è necessario che tutte le correnti e i settori della società ribadiscano i valori nazionali e islamici comuni e si astengano da qualsiasi azione che possa minare l’unità nazionale”, ha detto, “ciò che deve emergere in questo momento storico è l’unità, la solidarietà, la coesione e l’armonia nazionale”. Coesione che andrà rafforzata anche dalle scelte del governo. “Abbiamo deciso di perseguire con maggiore serietà programmi di sostegno e politiche relative al benessere della popolazione”, ha annunciato.

Wall Street Journal: "Disputa su Hormuz crea profonda frattura in rapporto Usa-Arabia Saudita"

Una disputa sulla gestione e l’apertura dello Stretto di Hormuz ha creato una frattura nei rapporti tra gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita. Lo scrive in esclusiva il ‘Wall Street Journal’, ricordando che l’Arabia Saudita ha negato l’accesso al suo spazio aereo a cento velivoli americani pronti a decollare per partecipare al ‘Project Freedom’, un’operazione volta ad aprire lo Stretto di Hormuz. Secondo funzionari statunitensi ben informati, la reazione saudita ha costretto gli Stati Uniti a fermare l’operazione militare, varata dal presidente americano Donald Trump poche ore prima e finalizzata a garantire il passaggio sicuro delle navi. Indignata, la Casa Bianca ha minacciato di bloccare la consegna degli intercettori che servono all’Arabia Saudita per abbattere missili e droni iraniani, se Riad non avesse cambiato idea, come spiegano al Wsj funzionari statunitensi e arabi informati. L’Arabia Saudita alla fine ha fatto marcia indietro, dopo che i funzionari Usa hanno minacciato di non includere il regno nella lista prioritaria per la ricezione di armi difensive, hanno affermato i funzionari arabi. Ma secondo funzionari statunitensi il danno non è facile da riparare.

Come conseguenza, riferiscono funzionari americani citati dal Wsj, gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di ridurre la propria presenza militare in Arabia Saudita, concentrando le forze su paesi che si sono mostrati più solidali come Israele e Giordania. Le stesse fonti hanno precisato che la pianificazione è ancora in una fase iniziale e che non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva. Quella tra Riad e Washington, finora inedita, è la più grande frattura degli ultimi anni in un rapporto che per decenni ha costituito la base degli accordi di sicurezza nel Golfo.

La scorsa settimana il Segretario di Stato Usa Marco Rubio si è recato nel Golfo per incontri con alti funzionari della regione e ha visitato gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e il Bahrein, ma non l’Arabia Saudita. Secondo fonti vicine a Riad citate dal Wsj, i funzionari sauditi si sono mostrati contrariati e hanno interpretato la decisione di Rubio di non visitare Riad come un affronto. Funzionari dell’amministrazione Trump hanno negato che questa fosse l’intenzione e hanno affermato che Rubio ha avuto colloqui positivi con il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan a margine di una riunione del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) in Bahrein.

Netanyahu: "Faremo il possibile per accordo pace, resteremo finché necessario"

“Non accetteremo una situazione in cui un esercito terroristico possa costruire tunnel in grado di penetrare i nostri confini. Rimarremo nella zona cuscinetto nel Libano meridionale finché sarà necessario”. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante la cerimonia commemorativa per i soldati caduti nella guerra del Libano.  ”La zona cuscinetto di Gaza è ora dentro Gaza, la zona cuscinetto del Libano è dentro il Libano”, ha affermato Netanyahu sottolineando che ”per la prima volta da anni, i rappresentanti israeliani hanno avviato negoziati con il Libano. Faremo tutto il possibile per raggiungere un accordo di pace anche tra i due Paesi”.

Iran, al via i negoziati tecnici indiretti Usa-Teheran a Doha

Sono ora iniziati a Doha, in Qatar, i negoziati a “livello tecnico” tra l’Iran e gli Stati Uniti. Lo ha riferito Al Jazeera le cui fonti hanno chiarito che non sono previsti incontri faccia a faccia tra gli alti funzionari delle due parti. A Doha sono impegnati almeno tre gruppi di lavoro che si occupano delle discussioni tecniche: la questione nucleare, la diplomazia e il finanziamento e la restituzione dei fondi congelati.

Iran, prezzo petrolio stabile, Brent a 72,98 dollari al barile

Prezzo petrolio stabile. Il prezzo del petrolio Brent, riferimento in Europa, è salito dello 00,3% a 72,98 dollari al barile. Il prezzo del Wti, riferimento per gli Usa, è stabile a 69,50 dollari al barile.  Il gas naturale  è sceso di 0,056% a 3,22 dollari. 

Vance: "Anche se colloqui falliscono Usa in ottima posizione"

Il vicepresidente degli Stati Uniti d’America, JD Vance ha affermato a Fox News che l’amministrazione Trump si trova in una “ottima posizione” a prescindere dall’esito dei colloqui con l’Iran. Gli Stati Uniti “ovviamente” desiderano che i colloqui abbiano successo, ha affermato Vance, aggiungendo però che l’America è “comunque in una posizione molto più forte” rispetto all’Iran, anche in caso di fallimento. Ha insistito sul fatto che il programma nucleare e l’esercito di Teheran sono stati “distrutti” e ha avvertito che Trump ha chiarito che qualsiasi attacco iraniano contro navi nello Stretto di Hormuz provocherebbe una risposta militare statunitense. Vance ha ribadito che l’Iran sarà “trasformato in modo permanente” se i negoziati volti a raggiungere una soluzione duratura avranno successo.

Media Libano: "Bombardamenti Idf nel sud del Paese"

“Il bombardamento dell’artiglieria nemica sta prendendo di mira la periferia di Beit Yahoun, accompagnato da colpi di mitragliatrice lungo la strada da Qounine a Bint Jbeil”. Lo scrive l’agenzia libanese Nna. Le località a cui fa riferimento sono nella zona di Nabatieh, nel sud del Paese. Le “forze nemiche”, scrive ancora la Nna riferendosi a Israele, “hanno spianato le strade con i bulldozer, in particolare la strada che va dalla zona di Hamoul vicino alla città di Naqoura alla città di Aita al-Shaab, e hanno abbattuto gli alberi secolari che costeggiavano entrambi i lati della strada”. L’Idf, sottolinea l’agenzia libanese, ha “stabilito punti di attraversamento tra la prima e la seconda linea di difesa, la Zona Gialla, la zona di confine e l’area a sud del fiume Litani”.

Iran: Wsj: "Trump ha valutato la possibilità di tornare a una guerra totale"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha valutato negli ultimi giorni diverse opzioni per un ritorno a una guerra su vasta scala contro l’Iran, ma al momento non ha ancora preso una decisione in merito. Lo riporta Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, secondo cui Trump sarebbe stato informato da alti funzionari della difesa su diverse opzioni militari per “portare a termine il lavoro”, ma avrebbe affermato di temere che un rinnovato conflitto militare possa compromettere le prospettive di un’eventuale soluzione diplomatica e dello smantellamento del programma nucleare della Repubblica islamica. Il giornale afferma inoltre che il leader americano ha manifestato la volontà di prolungare i negoziati indiretti in Qatar oltre la scadenza di 60 giorni fissata al 18 agosto. Il comunicato afferma inoltre che il presidente è disposto a continuare a condurre attacchi limitati contro obiettivi iraniani qualora Teheran violi i termini dell’accordo temporaneo attualmente in vigore, come è accaduto ripetutamente di recente.

Vance: "Iran senza arma nucleare anche in caso insuccesso dei negoziati"

“La mia opinione è che abbiamo in mano tutte le carte vincenti per la trattativa: vogliamo ovviamente che abbia successo, ma anche in caso contrario avremmo comunque raggiunto l’obiettivo fondamentale, ovvero garantire che l’Iran non arrivi mai a possedere un’arma nucleare”. Così il vicepresidente americano JD Vance, sui negoziati con Teheran. “Gli iraniani non hanno colpito navi nelle ultime due settimane e il petrolio continua a fluire attraverso lo Stretto di Hormuz, in parte perché il presidente Trump ha chiarito che, se avessero attaccato le navi, avremmo risposto. Dunque, a volte serve la politica del bastone e della carota”, ha proseguito Vance, parlando con Fox News. Tuttavia, “credo davvero che gli Stati Uniti si trovino in una posizione di grande vantaggio, qualunque sia l’esito finale del negoziato. Se la trattativa dovesse avere successo – cosa che ovviamente auspichiamo – ci troveremmo di fronte a un Iran trasformato in modo permanente: un Paese che non finanzia più attori regionali, terrorismo e instabilità, che ha rinunciato definitivamente a qualsiasi ambizione di dotarsi di armi nucleari e che, di conseguenza, viene riaccolto nell’economia globale”. Si tratta di uno scenario che “sarebbe un risultato eccellente per il popolo americano e per l’intera regione. Ma se, d’altra parte, gli iraniani non dovessero cambiare atteggiamento, se non dovessero concedere quanto richiesto nei negoziati, il loro programma nucleare rimarrebbe comunque distrutto, così come le loro forze armate convenzionali, e gli Stati Uniti manterrebbero comunque una posizione di netta superiorità rispetto a lor”, ha concluso Vance.

Wsj: "Trump informato su ipotesi guerra totale a Iran, ma avanti con diplomazia"

Donald Trump ha valutato l’ipotesi di tornare a una guerra su vasta scala contro l’Iran, discutendo nei giorni scorsi con il segretario alla Difesa Pete Hegseth e con il Capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, la possibilità di ulteriori attacchi. Tuttavia, secondo funzionari Usa a conoscenza dei colloqui, il tycoon ha deciso per il momento di proseguire con la via diplomatica, ha riferito il Wall Street Journal. Secondo quanto riferito, Trump ha detto ai suoi collaboratori di non ritenere un problema se i negoziati con Teheran dovessero protrarsi oltre la scadenza del 18 agosto fissata per l’accordo sul nucleare.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie

Sarebbero in programma oggi dei colloqui indiretti tra le delegazioni di Iran e Stati Uniti in Qatar alla presenza dei mediatori. A sostenerlo Al Arabiya, citando fonti secondo le quali negoziati si concentreranno sullo Stretto di Hormuz e sulla stabilità generale della regione.

L’Iran dovrebbe ricevere entro la fine della settimana circa 3 miliardi di dollari di fondi congelati nell’ambito del memorandum d’intesa per concludere la guerra.

Secondo Teheran, l’appuntamento in Qatar riguarda esclusivamente l’attuazione delle clausole del memorandum d’intesa. “Ciò che verrà fatto a Doha è una discussione sull’attuazione delle clausole del memorandum d’intesa, incluso lo sblocco dei beni iraniani congelati, questione che riguarda la parte qatariota”, ha dichiarato Baghaei, citato dall’agenzia Tasnim.

La questione Hormuz

Baghaei è intervenuto anche sul dossier dello Stretto di Hormuz, sostenendo che “non c’è bisogno di alcun intervento da parte di altri Paesi” e criticando le dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron. “Commentare ogni cosa non è segno di responsabilità né conferisce credibilità alla Francia”, ha affermato il portavoce, sottolineando che tutti i Paesi dovrebbero “riconoscere correttamente i confini e lasciare che le cose seguano un corso logico”.