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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Situazione sempre più tesa, attenzione a Hormuz e nuove mosse militari

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Situazione sempre più tesa, attenzione a Hormuz e nuove mosse militari
Isola di Kharg, Iran, immagine di repertorio da Imagoeconomica

Le notizie sulla guerra Iran, USA e Israele e sulle tensioni in Libano: news in diretta, aggiornamenti su cosa sta succedendo nell’area del Golfo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 1 maggio 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta dell’1 maggio 2026

Guerra in Iran – venerdì 1 maggio 2026: le ultime notizie in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 1 maggio 2026.
Inizio diretta: 01/05/26 07:00
Fine diretta: 02/05/26 00:00
Trump informato per 45 minuti su nuovi piani di attacco

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump è stato informato nel corso di un briefing con il comandante del Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper e con il generale Dan Caine, il capo dello Stato Maggiore congiunto americano dei nuovi piani per possibili attacchi contro l’Iran. Lo riferisce Axios che cita due funzionari Usa. Il briefing sarebbe durato 45 minuti.

Trump: "Prezzo benzina crollerà dopo fine guerra"

‘Il prezzo della benzina scenderà. Non appena la guerra sarà finita, crollerà!”. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump rispondendo ai giornalisti nello Studio Ovale, quando gli è stato ricordato che il ”prezzo medio di un gallone di benzina è ora di quattro dollari negli Stati Uniti”.

 

Trump: "L'economia dell'Iran sta crollando, potere del blocco navale incredibile"

”La loro economia sta crollando. Il blocco è incredibile. Il potere del blocco è incredibile”. Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale dell’economia iraniana e del blocco navale dei porti iraniani.

Trump: "Italia non è stata d'aiuto, probabile ritiro truppe"

”L’Italia non è stata di alcun aiuto” nella guerra che gli Stati Uniti, insieme a Israele, hanno lanciato lo scorso 28 febbraio contro l’Iran. E per questo, ”probabilmente”, il presidente americano Donald Trump potrebbe decidere di ritirare le truppe americane dall’Italia. Lo ha detto lo stesso Trump rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale.

A una domanda relativa alla possibilità che gli Stati Uniti ritirino le proprie truppe dall’Italia e dalla Spagna, Trump ha risposto ”probabilmente”. E ha aggiunto: “Perché non dovrei?”, “l’Italia non è stata di alcun aiuto, la Spagna è stata orribile”. Secondo Trump “quando avevamo bisogno di loro, non c’erano”.

L'ombra di una nuova escalation

Con i negoziati che rimangono in stallo, la possibilità di una ripresa ufficiale delle ostilità non appare purtroppo molto lontana. Secondo il ministro della Difesa israeliano Israel Katz è possibile che Israele e Stati Uniti debbano “agire di nuovo presto” per garantire che gli obiettivi della missione contro l’Iran vengano raggiunti. Anche il Centcom statunitense mostra particolare attenzione all’evoluzione della situazione e valuta potenziali novità sul fronte operativo.

Conflitto Iran-USA-Israele e caso Libano: cosa succede, le ultime notizie

Ultima giornata contrassegnata da un nuovo aumento repentino delle tensioni e del pressing sull’Iran. Mentre il Centcom statunitense sembra sul punto di progettare una serie di attacchi “brevi e potenti” contro Teheran al fine di costringere gli iraniani a tornare al tavolo dei negoziati, anche da Israele arrivano nuove minacce. Per il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, è possibile che Israele e Stati Uniti debbano “agire di nuovo” a anche “presto” per raggiungere gli obiettivi avviati con l’inizio delle operazioni militari lo scorso 28 febbraio.

Nel frattempo, in Libano è emergenza umanitaria: di fatto lì il cessate il fuoco è sempre stato precario. Si continua a morire e il problema alimentare, accanto a quello della sicurezza, è al centro del dibattito internazionale. Così come rimangono preoccupanti le prospettive per l’attesa risoluzione della questione di Hormuz: lo Stretto rimane di fatto sotto blocco navale statunitense e questo è causa dei continui rincari. Il 30 aprile il petrolio ha raggiunto il prezzo massimo da inizio 2022, sul fronte carburanti non è cambiato molto.

“La crisi in Medio Oriente entra nel suo terzo mese. Nonostante un fragile cessate-il-fuoco, le conseguenze peggiorano drasticamente con il passare del tempo. Sono profondamente preoccupato per la limitazione dei diritti e delle libertà di navigazione nella zona dello Stretto di Hormuz”, sono le parole del Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres.

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