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Guerra Iran, le ultime news in diretta | In attesa dei colloqui, Trump minaccia: “Se falliscono i negoziati…”

Guerra Iran, le ultime news in diretta | In attesa dei colloqui, Trump minaccia: “Se falliscono i negoziati…”
Foto da Adnkronos

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo.

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 10 aprile 2026.

Guerra in Iran, le ultime notizie del 10 aprile 2026 in diretta

Guerra in Iran – venerdì 10 aprile 2026 -, LIVE sul QdS
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 10 aprile 2026.
Inizio diretta: 10/04/26 07:00
Fine diretta: 11/04/26 00:00
Libano, appello di Hezbollah al governo: "Niente negoziati con Israele"
Hezbollah ha esortato il governo libanese a rinunciare ai negoziati diretti con Israele, in programma la prossima settimana negli Stati Uniti, dopo l’uccisione di 13 membri delle forze di sicurezza a Nabatiyeh, nel sud del Paese.

Il movimento sciita filo-iraniano ha diffuso una nota su Telegram in cui ha messo in guardia le autorità di Beirut dal percorso delle concessioni. “Invitiamo le autorità a comprendere il rischio di intraprendere la strada delle concessioni a un nemico che conosce solo la forza e a tornare alla propria posizione naturale, al fianco del proprio popolo e della resistenza”, si legge nel messaggio.
"Non siamo d'accordo su cosa negoziare"
“Non siamo ancora d’accordo su cosa negoziare”. È quanto ha dichiarato un funzionario americano, citato da Axios, alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan, segnalando le profonde divergenze ancora aperte sul perimetro stesso del negoziato.

Il vice presidente americano, Jd Vance, è partito per Islamabad per guidare i colloqui, in quello che viene descritto come il passaggio più delicato della sua carriera politica. Si tratta, infatti, del più alto livello di contatto diretto tra Washington e Teheran dal 1979.

Un altro funzionario statunitense ha definito la missione “una grande partita per Jd”, paragonandola ad “andare al Super Bowl”, per evidenziarne il peso politico.
Iran, media: l'esercito di Israele si prepara al possibile fallimento dei negoziati
L’esercito israeliano si starebbe preparando all’eventualità di un fallimento dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, previsti da domani in Pakistan, e a una conseguente ripresa delle ostilità. È quanto ha riferito l’emittente pubblica israeliana. Secondo le indiscrezioni, i vertici militari stanno valutando diversi scenari operativi nel caso in cui i colloqui tra Washington e Teheran non producano risultati, inclusa la possibilità di una nuova escalation militare.
Iran, premier Pakistan: "Domani colloqui con Usa, fase cruciale"
Le delegazioni statunitense e iraniana terranno colloqui domani a Islamabad. Lo ha confermato il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, durante un discorso al Paese trasmessa in diretta televisiva. “Questa fase dei colloqui tra Stati Uniti e Iran è cruciale per il raggiungimento di un cessate il fuoco duraturo”, ha aggiunto. Ospitare i negoziati tra Stati Uniti e Iran è “un momento di orgoglio non solo per il Pakistan, ma per l’intero mondo musulmano”, ha proseguito Sharif, che ha ringraziato le leadership di Teheran e Washington per aver accettato la sua proposta.
Il premier ha quindi evidenziato come, in una fase particolarmente delicata, la leadership pakistana sia riuscita a convincere entrambe le parti ad accettare una tregua “con grande cautela, ma anche con fermezza”.
Ha quindi ringraziato il ministro degli Esteri, Ishaq Dar, per il lavoro svolto “giorno e notte”, così come il capo delle forze armate, Asim Munir, i cui sforzi “instancabili” hanno contribuito a favorire il dialogo.
Trump: "Teheran non ha carte da giocarsi"

“Gli iraniani non sembrano rendersi conto di non avere alcuna carta da giocare, se non un’estorsione a breve termine nei confronti del mondo attraverso le vie d’acqua internazionali. L’unico motivo per cui sono ancora in vita oggi è negoziare”. Lo scrive su Truth Social il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riferendosi al blocco imposto dall’Iran nello Stretto di Hormuz. In un altro post – pubblicato poco prima – Trump ha accusato gli iraniani di essere “più bravi a gestire i media delle fake news e le ‘pubbliche relazioni’ che a combattere”.

 

Trump: "Se falliscono i negoziati…"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, torna a minacciare l’Iran. In caso fallissero i negoziati attesi in Pakistan, le navi da guerra statunitensi starebbero già caricando le “migliori munizioni”. Al New York Post, il tycoon dice: “Lo scopriremo tra circa 24 ore. Lo sapremo presto” (se i colloqui avranno successo, ndr).

“Stiamo attuando un reset. Stiamo caricando le navi con le migliori munizioni, le migliori armi mai costruite – persino migliori di quelle che abbiamo usato in precedenza e con cui li abbiamo fatti a pezzi”, aggiunge Trump, avvertendo Teheran: “Se non raggiungeremo un accordo, le useremo, e le useremo in modo molto efficace”.

 

L'Iran insiste: "Serve il cessate il fuoco in Libano"

“Due delle misure concordate tra le parti devono ancora essere attuate: il cessate il fuoco in Libano e lo sblocco degli asset iraniani bloccati prima dell’avvio dei negoziati. Secondo quanto previsto, entrambe le condizioni dovranno essere rispettate prima dell’inizio dei negoziati“. Lo scrive su X il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf, riferendosi ai colloqui con gli Stati Uniti attesi in Pakistan.

 

Delegazione Usa chiederà liberazione connazionali detenuti

Secondo il Washington Post, che cita fonti informate, la delegazione statunitense a Islamabad intende chiedere all’Iran la liberazione dei cittadini statunitensi detenuti nel Paese. Tuttavia, se i colloqui dovessero rivelarsi complessi, Washington potrebbe rinviare la questione a un momento successivo.

Attualmente sarebbero almeno sei gli statunitensi detenuti in Iran, spesso in condizioni considerate arbitrarie. Il Dipartimento di Stato aveva recentemente esortato Teheran a “rilasciare immediatamente tutti i cittadini statunitensi”, denunciando una “lunga e vergognosa storia di detenzioni ingiustificate”.

L'allarme: "Rischio carenza carburante per aerei in 3 settimane se Hormuz non riapre"

Tre settimane. Questo il tempo a disposizione per riaprire lo Stretto di Hormuz ed evitare la carenza “sistematica” di carburante per aerei che rischierebbe di mandare in tilt gli aeroporti di tutto il mondo. L’allarme arriva da Aci Europe, l’associazione degli hub europei, in una lettera visionata dal Financial Times e resa nota nelle scorse ore.

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Trump: "Il più potente reset del mondo"

“Il più potente reset del mondo“. Così Donald Trump si riferisce, presumibilmente, ai colloqui di domani in Pakistan con l’Iran e ai potenziali negoziati tra Israele e Libano della prossima settimana.

Vance: "Niente prese in giro per gli USA"

“Se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede e a tendere una mano, è un conto. Se invece cercheranno di prenderci in giro, scopriranno che la nostra delegazione non è poi così disponibile“. Lo ha detto il vicepresidente statunitense JD Vance, parlando ai giornalisti di raggiungere Islamabad per i colloqui con l’Iran.

 

Oltre 125.000 siti civili danneggiati in Iran

Sono 125.630 gli obiettivi “civili” che sono stati colpiti in Iran durante le operazioni militari avviate il 28 febbraio da Usa e Israele e fermate dalla fragile tregua. Lo denuncia il capo della Mezzaluna Rossa iraniana, Pirhossein Kolivand, riportata dall’agenzia iraniana Irna e rilanciata da al-Jazeera. Tra questi obiettivi ci sarebbero anche 339 strutture sanitarie – tra ospedali, farmacie, laboratori e studi medici – e 23.500 locali commerciali.

 

Iran, l'ambasciatore: "Relazioni forti con i Paesi del Golfo"

L’Iran sostiene, tramite l’ambasciatore a Tashkent (Uzbekistan), Mohammad Ali Eskandari, di aver “mantenuto relazioni forti con i Paesi del Golfo malgrado i danni collaterali causati dalla guerra avviata dagli Stati Uniti e da Israele”.

“Non sorprende quindi che che le popolazioni di tali Paesi accolgano con favore i nostri raid di risposta contro le basi americane nei loro Paesi”, aggiunge, senza fare riferimenti agli attacchi a infrastrutture energetiche registrati in alcuni Paesi.

 

JD Vance in partenza per Islamabad

“Non vediamo l’ora che inizino i negoziati. Credo che saranno positivi”. Così il vicepresidente statunitense JD Vance, parlando ai giornalisti prima della partenza per Islamabad per i negoziati con l’Iran.

“Se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede e a tendere una mano, è un conto. Se invece cercheranno di prenderci in giro, scopriranno che la nostra delegazione non è poi così disponibile – aggiunge Vance – Il Presidente ci ha fornito delle linee guida piuttosto chiare, e vedremo come andrà”.

Continuano gli attacchi di Hezbollah

Continuano gli attacchi di Hezbollah contro il nord di Israele, con droni e missili. In particolare, sono stati presi di mira i territori di Kiryat Shmona, Metula, Margaliot e Misgav Am (kibbutz dell’Alta Galilea).

Islamabad blindata, attesa per i colloqui tra Teheran e Washington

Islamabad è una città blindata, in “allerta rossa” in attesa dell’inizio dei colloqui tra Stati Uniti e Iran – mediati dal Pakistan – per arrivare a una svolta nell’ambito del conflitto. Si teme che la questione Libano possa bloccare l’avvio dei negoziati.

Ue: "Garantire la libertà di navigazione"

“La libertà di navigazione deve essere garantita in linea con il diritto internazionale”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea Anouar El Anouni nel corso del briefing giornaliero con la stampa, sottolineando la dimensione “strategica” della partnership tra l’Ue e i Paesi del Golfo.

Altri attacchi e l'esercito israeliano annuncia nuove morti tra gli esponenti di Hezbollah

L’esercito israeliano riporta di aver ucciso più di 40 militanti di Hezbollah e distrutto più di 50 infrastrutture nel Libano meridionale nell’ultima settimana. Sembra che Israele intenda continuare a dire no al cessate il fuoco in Libano, nonostante gli sforzi in atto per ripristinare i colloqui.

 

Beirut conferma partecipazione ai colloqui con Washington

Il Libano parteciperà la prossima settimana a una riunione a Washington con rappresentanti statunitensi e israeliani per discutere di un cessate il fuoco. A confermarlo alla Reuters è stato un funzionario di alto grado libanese. Non c’è ancora una data. Solo la consapevolezza che questo passo sarà fondamentale per l’apertura di più ampi negoziati nell’ambito del conflitto USA-Israele-Iran.

Una fonte libanese ha rivelato alla Cnn che il premier libanese Nawaf Salam sarà a Washington nei prossimi giorni per l’atteso avvio negli USA di negoziati diretti tra Libano e Israele.

I prezzi dei carburanti continuano ad aumentare
Caro carburante - benzina - diesel - stazione carburanti - Imagoeconomica

Nonostante la fragile tregua in atto, non scendono i prezzi dei carburanti e lo Stretto di Hormuz rimane un punto difficile. Ecco i prezzi dei carburanti odierni in Italia.

PREZZO CARBURANTI DI OGGI (DATI MIMIT) 

Pakistan e Francia: "Grande preoccupazione per il Libano"

Il ministro degli Esteri pachistano, Mohammad Ishaq Dar, e il capo della diplomazia francese, Jean-Noël Barrot, “hanno espresso preoccupazione per le gravi violazioni del cessate il fuoco in Libano e hanno sottolineato l’importanza dell’attuazione completa e del rispetto del cessate il fuoco” nel corso di un colloquio telefonico. Lo conferma un post su X del Ministero degli Esteri pachistano.

Barrot, si legge nel post, “si è congratulato con il Pakistan per il ruolo avuto nel raggiungimento dell’accordo iniziale di cessate il fuoco e ha espresso il suo sostegno agli sforzi continui del Pakistan in favore di un percorso diplomatico verso una pace e una stabilità durature nella regione”.

 

Trump: "Teheran sta facendo un pessimo lavoro con Hormuz"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump torna a parlare criticamente dell’Iran in un post su Truth Social, scrivendo che Teheran “sta facendo un pessimo lavoro, alcuni direbbero persino imbarazzante, nel bloccare il passaggio del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz“. “Non è questo l’accordo che abbiamo!”, aggiunge.

 

Smentita la notizia dell'arrivo della delegazione iraniana a Islamabad
Guerra Iran-Golfo, foto da Adnkronos, data 10 aprile 2026

Smentita la notizia dell’arrivo della delegazione iraniana a Islamabad. Sull’agenzia iraniana Tasmin, infatti, si legge: “Le notizie diffuse da alcuni media secondo cui la squadra negoziale iraniana sarebbe arrivata a Islamabad, in Pakistan, per trattare con gli USA, sono completamente false”. La fonte che lo ha rivelato sottolinea anche che non ci saranno negoziati finché non si raggiungerà il cessate il fuoco in Libano.

 

Delegazione iraniana a Islamabad

La delegazione iraniana è arrivata a Islamabad in vista dei negoziati per il cessate il fuoco con gli Stati Uniti, che dovrebbero iniziare domani. Lo riferisce il Wall Street Journal, secondo cui la rappresentanza è guidata dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. A guidare la delegazione statunitense, invece, sarà il vicepresidente JD Vance.

 

Media Teheran: “Negoziati in sospeso fino a quando non cesseranno gli attacchi in Libano”

Finché gli Usa non rispetteranno il loro impegno a un cessate il fuoco in Libano e Israele continuerà i suoi attacchi, i negoziati in programma per domani in Pakistan restano in sospeso. Lo afferma una fonte informata, citata dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina ai Guardiani della rivoluzione, aggiungendo che “le notizie di alcuni media secondo cui la squadra negoziale iraniana sarebbe arrivata a Islamabad per negoziare con gli americani sono completamente false”. L’agenzia di stampa iraniana Mehr, inoltre, cita l’agenzia Fars, vicina ai Pasdaran, che attribuisce a una fonte informata la dichiarazione secondo cui “i negoziati rimangono sospesi fino a quando gli Stati Uniti non rispetteranno i propri impegni in merito al cessate il fuoco in Libano e il regime israeliano non cesserà i propri attacchi”. Anche Al-Jazeera riporta qualcosa di analogo: cita Abas Aslani, ricercatore senior del Centro per gli studi strategici sul Medioriente con sede in Iran, secondo il quale la delegazione dell’Iran non è ancora partita per i colloqui con gli Usa in programma questo fine settimana in Pakistan a causa degli attacchi israeliani in Libano e “la delegazione iraniana non è partita da Teheran perché la parte iraniana sostiene che, finché continueranno gli attacchi israeliani contro il Libano, non ci saranno negoziati a Islamabad“. “Ciò indica che il protrarsi degli attacchi in Libano ha creato incertezza sui colloqui”, prosegue Aslani parlando con Al-Jazeera, aggiungendo che “inoltre ci sono stati alcuni cambiamenti da parte americana riguardo al piano in 10 punti che era considerato un quadro di lavoro praticabile persino dal presidente degli Stati Uniti” e il “deficit di fiducia” è ora una questione importante per gli iraniani.

Kuwait: attaccate "infrastrutture vitali" ieri sera

Il Kuwait ha accusato l’Iran e i suoi alleati di aver lanciato attacchi con droni contro il suo territorio giovedì sera, nonostante il cessate il fuoco di due settimane. Il ministero degli Esteri kuwaitiano ha affermato che gli attacchi con droni “hanno preso di mira alcune infrastrutture kuwaitiane vitali giovedì sera”. Nel frattempo, l’agenzia di stampa statale saudita, citando un responsabile in condizione di anonimato, ha denunciato un recente attacco durante la guerra che ha danneggiato il cruciale oleodotto Est-Ovest. Questo oleodotto trasporta petrolio fino al Mar Rosso ed evita lo Stretto di Hormuz, che l’Iran continua a controllare nonostante la tregua.

Esplosioni nella notte a Teheran

Nella notte e fino a questa mattina, diverse persone nei dintorni della capitale iraniana, Teheran, e in altre parti del Paese, hanno riferito di aver udito rumori simili a colpi di arma da fuoco ed esplosioni provenienti dalla difesa aerea. Lo riporta il Times of Israel, aggiungendo che il Governo iraniano non ha riconosciuto alcun attacco avvenuto in quell’arco di tempo.

Da Libano e Hormuz dipende il futuro del conflitto

Mentre si attendono i negoziati – che il Pakistan si è offerto di mediare – tra Stati Uniti e Iran, sono principalmente due gli elementi di scontro: la riapertura dello Stretto di Hormuz e la questione del Libano, escluso dalla tregua di 12 giorni e ancora sotto attacco da parte di Israele.

Conflitto Iran-USA, le ultime news: cosa sta succedendo

L’epicentro della guerra che ha scatenato il caos nel Golfo e nel resto del mondo si è spostato. Adesso il futuro della fragile tregua di 12 giorni tra Stati Uniti e Iran e le sorti del mondo dipendono dal Libano. Quella terra martoriata dalla guerra e adesso al centro di una nuova crisi umanitaria, esclusa dall’accordo del cessate il fuoco – nonostante il Pakistan, mediatore, avesse previsto diversamente -, continua a essere nel mirino degli attacchi di Israele. L’operazione contro obiettivi di Hezbollah, infatti, non si è fermata. “Scaramucce” per Trump, ma non per il resto del mondo. E neanche per l’Iran, che considera l’idea di tornare a chiudere lo Stretto di Hormuz – il centro mondiale del commercio di petrolio – in considerazione delle operazioni in corso contro il Libano.

Oltre Libano e Hormuz, ci sono altri temi che in eventuali negoziati metterebbero a rischio i colloqui tra USA e Iran. Il principale è il nucleare: gli Stati Uniti, infatti, non accetteranno che la Repubblica islamica porti avanti attività di arricchimento dell’uranio e difficilmente cederanno sulle sanzioni. C’è poi la questione del ritiro delle forze statunitensi dalla regione del Golfo, che appare agli esperti assai improbabile. Infine, c’è l’incognita Israele, vero protagonista del conflitto e più difficile da portare al tavolo dei negoziati.

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