Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 10 marzo 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Una nuova ondata di attacchi aerei ha colpito nella notte tra lunedì e martedì 10 marzo la capitale iraniana Teheran e altre città del Paese, provocando forti esplosioni e vittime tra i civili. Stando a quanto riferito da corrispondenti di Al Jazeera, almeno 40 persone sono morte in uno dei bombardamenti che ha colpito aree residenziali della capitale iraniana. Raid sono stati segnalati anche in altre città, dove in alcuni casi si registrano interruzioni delle forniture di energia elettrica. Nonostante i tentativi diplomatici di alcuni Paesi per ridurre le tensioni, la situazione sul terreno appare ancora lontana da una de-escalation. La Mezzaluna Rossa iraniana ha ribadito frattanto la popolazione a evitare l’esposizione alla pioggia caduta sulla capitale dopo i bombardamenti iraniani contro decine di siti di stoccaggio petrolifero del Paese.
Se “fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz”, l’Iran verrebbe colpito dagli Usa “venti volte più forte” di quanto fatto finora. È il monito del presidente Donald Trump. Il tycoon su Truth ha aggiunto che sarebbero eliminati “obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l’Iran ricostruirsi, come nazione. Morte, Fuoco e Furia regnerebbero su di loro. Ma spero, e prego, che ciò non accada! Questo è un regalo Usa alla Cina e a tutte le nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero sia un gesto che sarà molto apprezzato”.
L’esercito israeliano ha annunciato di aver portato a termine una serie di attacchi contro sei basi aeree in Iran, ritenute basi utilizzate per “armare e finanziare” gli alleati di Teheran, principalmente Hezbollah in Libano e i ribelli Houthi in Yemen. A Teheran una forte esplosione nella tarda serata di lunedì 9 marzo.
Cosa sta succedendo in Iran e nell’area del Golfo, le ultime notizie
Il fronte della guerra in Iran, purtroppo, continua ad allargarsi. Per Donald Trump, presidente USA, “finirà presto”, perfino prima delle 4-5 settimane preventivate per l’operazione Epic Fury. Nonostante ciò, le notizie delle ultime 24 ore suggeriscono altro: l’Iraq si trova di fatto in mezzo a due fuochi, i filoiraniani da una parte e gli USA dall’altra; in Libano i morti si contano ormai a centinaia e gli sfollati sono ormai più di 500mila; sempre più territori rischiano di trovarsi in mezzo al conflitto pur non essendovi, sul piano ufficiale, coinvolti, come Cipro nei giorni scorsi e la Turchia lunedì 9 marzo.
Nella serata di lunedì, l’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato un’ondata di attacchi aerei “su larga scala” su Teheran con il tentativo di colpire “obiettivi terroristici” legati al regime.
Sul fronte europeo, a preoccupare – oltre all’escalation di violenza e morte – è anche il rischio sempre più concreto di un nuovo shock energetico. Il prezzo del petrolio ha superato, per la prima volta dal 2022, i 100 dollari a barile e numerosi Paesi hanno già messo in campo azioni speciali per limitare i rincari e contrastare le speculazioni. Nel frattempo, l’Iran ha una nuova guida: Mojtaba Khamenei, 56 anni e figlio secondogenito di Ali Khamenei, ucciso nei primi raid di Usa e Israele lo scorso 28 febbraio. Trump non si è detto felice di questa scelta, come prevedibile. Ciò nonostante, i piani degli USA – e le potenziali conseguenze di un eventuale nuovo colpo ai danni della leadership iraniana – non sono noti.

