Home » Fatti dall’Italia e dal mondo » Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Teheran agli Houthi: “Preparatevi a chiudere il Mar Rosso”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Teheran agli Houthi: “Preparatevi a chiudere il Mar Rosso”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Teheran agli Houthi: “Preparatevi a chiudere il Mar Rosso”
Foto da Imagoeconomica, via US Central Command

Le notizie sulla guerra Iran-USA e sulla situazione in Libano: news in diretta su raid, negoziati, Stretto di Hormuz e la crisi geopolitica dell’area del Golfo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran, Libano e gli altri Paesi del Golfo di giovedì 16 luglio 2026.

Guerra in Iran, le notizie in diretta del 16 luglio 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di giovedì 16 luglio 2026.
Inizio diretta: 16/07/26 07:00
Fine diretta: 17/07/26 00:00
Centcom: nuova ondata di raid; quinta notte consecutiva

Il Comando centrale americano delle Forze armate ha reso noto che “alle 14 della costa orientale degli Stati Uniti (le 20 in Italia), le forze armate statunitensi hanno avviato una nuova ondata di attacchi contro l’Iran, la quinta notte consecutiva di operazioni militari”. L’obiettivo dell’offensiva è “degradare ulteriormente le capacità militari iraniane”, spiega il Centcom su X.

Usa, lanciata nuova ondata di attacchi in Iran

Gli Stati Uniti hanno lanciato alle 20 ora italiana una nuova ondata di attacchi contro l’Iran. Lo afferma il Us Central Command.

Casa Bianca: "Colloqui proseguono perché sta subendo colpi devastanti"

I colloqui tra Stati Uniti e Iran proseguono nonostante i recenti  attacchi americani. Lo ha affermato la portavoce della Casa Bianca,  Karoline Leavitt, sostenendo che Teheran continua a negoziare con  Washington perché sta subendo “colpi devastanti”. “L’Iran  continua a parlare con gli Stati Uniti e vuole raggiungere un accordo”,  ha dichiarato Leavitt. Secondo la portavoce, i recenti raid  statunitensi sono stati condotti perché “l’Iran ha violato il memorandum  d’intesa che avevamo raggiunto”, attaccando navi commerciali nello  Stretto di Hormuz. Leavitt ha infine ribadito che “il presidente è  sempre aperto alla diplomazia”.

Casa Bianca: "Stretto aperto per navi non dirette in Iran"

Lo Stretto di Hormuz “e’ aperto per le navi che non vanno o escono dagli aeroporti iraniani”. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, rispondendo alle domande dei giornalisti. “Il blocco e’ stato reintrodotto a causa dell’incapacita’ dell’Iran di rispettare il proprio accordo con gli Stati Uniti. Piu’ di 10 mila marinai, marines e avieri statunitensi, insieme a due portaerei, oltre 20 navi da guerra e decine di velivoli, stanno eseguendo la missione di blocco proprio in questo momento”, ha aggiunto.

Media: "Israele si prepara a possibile escalation ostilità con Usa la prossima settimana"

Israele si prepara ad una possibile escalation nelle ostilità tra Stati  Uniti e Iran nella prossima settimana. Lo riporta Channel 12, citato da  Times of Israel, sottolineando che Israele crede che gli Stati Uniti  possano iniziare a colpire infrastrutture iraniane civili, in linea con  le recenti dichiarazioni di Donald Trump. Il riferimento è in  particolare all’intervista di Trump a Fox News trasmessa martedì notte  in cui il presidente ha detto che “li colpiremo in modo molto duro, e la  prossima settimana sarà molto brutto per loro perchè la prossima  settimana sarà la volta delle centrali elettriche. La settimana dopo i  ponti – ha aggiunto – abbatteremo tutti i ponti a meno che non vengono  al tavolo a negoziare”.

Dubai smentisce notizie sulle esplosioni in città

L’ufficio stampa del governo di Dubai ha smentito le notizie diffuse secondo cui si sarebbero verificate esplosioni nel centro della citta’. Le autorita’ dell’emirato hanno invitato i media e l’opinione pubblica a fare riferimento esclusivamente a fonti ufficiali e affidabili, verificando con attenzione le informazioni prima della loro pubblicazione o diffusione.

Iran, Casa Bianca: "Usa diversi da Teheran, non prendono di mira civili"

Le forze armate statunitensi “agiscono sempre in buona fede e non  prendono mai di mira civili o bambini”. Lo ha affermato la portavoce  della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo a una domanda  sul  bombardamento della scuola di Minab, in Iran, che secondo i media  americani e Teheran sarebbe stato causato da tragico errore  dell’esercito americano. “Questa  è l’opinione del presidente”, ha dichiarato Leavitt, riferendosi alle  ripetute affermazioni di Donald Trump secondo cui gli Stati Uniti non  sarebbero responsabili dell’attacco.

Iran, Casa Bianca: "Trump non si sente responsabile per Minab"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non si sente responsabile per l’attacco alla scuola elementare di Minab, nel sud dell’Iran, dove morirono piu’ di centocinquanta bambine. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, spiegando che questa e’ “l’opinione del presidente”. Trump, ha aggiunto, “la pensa cosi’ perche’ sa che il nostro esercito agisce sempre in buona fede e non prende mai di mira civili o bambini, al contrario dell’altra parte di questo conflitto, l’Iran, che e’ noto da molto tempo per aver ucciso donne, bambini e persone innocenti nel proprio Paese”.

Iran, Casa Bianca: "Vogliono accordo dopo devastanti perdite"

La Casa Bianca ha dichiarato che gli “iraniani stanno continuando a negoziare con gli Stati Uniti e vogliono fare un accordo perche’ stanno subendo devastanti perdite ad opera delle forze armate” americane. Lo ha detto la portavoce Karoline Leavitt.

Media Libano: "Grande esplosione vicino a Zawtar al-Gharbiyah nel sud"

Le forze israeliane hanno “condotto una grande operazione con  esplosivi” vicino alla città di Zawtar al-Gharbiyah, nel Libano  meridionale. Lo riporta l’agenzia di stampa libanese Nna.

Libano, Hezbollah su sequestro armi a confine Siria-Iraq, 'tutte falsità'

Hezbollah parla di notizie “infondate” dopo che dalla Siria del dopo-Assad hanno riferito del sequestro lungo il confine tra il Paese arabo e l’Iraq di armi destinate al movimento sciita libanese. Hezbollah, in un comunicato rilanciato da al-Manar (tv libanese affiliata al gruppo), afferma che “di tanto in tanto riemergono affermazioni sulla presenza di Hezbollah in territorio siriano” e aggiunge che “il partito le ha sempre smentite, precisando che sono completamente false”

Ribadita, così, la “smentita” di quelle che per Hezbollah sono “accuse infondate”. Il Partito di Dio, storicamente sostenuto da Teheran e che è stato un alleato della Siria di Assad, parla di “affermazioni e accuse che non sono altro che narrazioni inventate, infondate, con l’obiettivo di danneggiare Hezbollah”, e di notizie “al servizio” degli obiettivi di Usa e Israele “nella regione”.

Missili contro Bandar Abbas

Sarebbero stati individuati nuovi missili nei pressi di Bandar Abbas (Iran). Lo riporta l’agenzia Fars. Al momento non ci sono ulteriori informazioni sull’accaduto.

L'accusa dell'Iran: "Gli USA hanno tradito di nuovo la diplomazia"

Gli Stati Uniti hanno tradito la diplomazia. Questa l’accusa rivolta dall’Iran con un lungo comunicato del Ministero degli Esteri. “Negli ultimi giorni il regime criminale degli Stati Uniti, insieme all’annuncio di un blocco navale contro il popolo iraniano, che costituisce un’esplicita ammissione della violazione di un’ulteriore parte degli impegni assunti dagli Stati Uniti in base all’Accordo di Islamabad, ha intensificato gli attacchi all’Iran e ha commesso numerosi crimini di guerra, prendendo di mira installazioni e strutture civili”, si legge nel messaggio.

“Il governo guerrafondaio e inadempiente degli Stati Uniti ha nuovamente tradito la diplomazia” e per questo, sottolineano le autorità iraniane, avranno “la piena responsabilità di tutte le conseguenze e le ripercussioni” delle violazioni contestate. Per tutelare il proprio territorio, l’Iran “non mostrerà più alcuna indulgenza”

 

Nuovo proiettile USA contro l'isola di Qeshm

Dopo l’attacco di ieri contro Hengam, nuove operazioni degli USA contro i territori iraniani. Secondo l’agenzia Mehr, un missile avrebbe raggiunto la zona dell’isola di Qeshm. Alta tensione anche a Kish e Abu Masa.

 

Idf: "Distrutti quattro depositi di armi a Gaza"

L’esercito israeliano conferma di aver distrutto quattro depositi di armi a Gaza. Secondo un aggiornamento militare, nei depositi nella Striscia centrale appartenenti ad Hamas erano stoccati fucili d’assalto tipo kalashnikov, lanciarazzi, granate e altro equipaggiamento da combattimento. L’esercito sostiene che le armi fossero destinate a essere utilizzate contro le truppe israeliane che occupano aree di Gaza e contro i cittadini israeliani.

 

I raid dell'Idf in Libano

Nuovi raid aerei e colpi di artiglieria nel sud del Libano. Lo riferisce L’Orient le Jour, comunicando che l’esercito israeliano avrebbe preso di mira il villaggio di Nabatiyeh el Fawka, nella provincia di Nabatiyeh con un attacco aereo. Esplosioni anche nei villaggi di Kfar Tebnit e Tallouseh.

 

Descalzi: "Petrolio passa da Hormuz"

“Il petrolio bene o male passa, non tutto: mancano circa 8-9 milioni all’appello, ma l’Arabia Saudita è riuscita ad evacuare verso il Mar Rosso, e anche Abu Dhabi, circa un paio di milioni e bypassare Hormuz”. Lo afferma l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, a margine dell’audizione in Commissione Attività produttive della Camera. “Non c’è questa possibilità per i 5 milioni di prodotti che sono fermi e per l’Lng. Quindi – sottolinea Descalzi – sul gas c’è un impatto e anche sui prodotti. La maggior parte dei prodotti che non riusciamo più a prendere dalla Russia venivano da quell’area per noi. Chiaramente, l’impatto più importante è sulla parte cinese, asiatica, indiana. Gli Usa stanno compensando anche con le nostre raffinerie questi ammanchi”.

Libano, sequestrate armi destinate a Hezbollah

La Siria del dopo-Assad sequestra armi destinate agli Hezbollah libanesi. Il ministero degli Interni di Damasco rende noto di aver intercettato un grosso carico di armi sofisticate destinate a Hezbollah e di averne impedito il passaggio dall’Iraq in territorio siriano per raggiungere il Libano, riporta l’agenzia ufficiale siriana Sana.

Il dicastero riferisce di un’operazione scattata dopo che è stato individuato un mezzo sospetto parcheggiato vicino al confine tra Siria e Iraq e di un blitz che ha portato alla scoperta del carico di armi, compresi missili a lungo raggio, missili anticarro e droni. Tutto, secondo le notizie ufficiali diffuse da Damasco, avrebbe dovuto transitare in territorio siriano per poi essere consegnato agli Hezbollah in Libano. Donald Trump, che ha ricevuto nei mesi scorsi alla Casa Bianca il leader siriano Ahmed al-Sharaa, ha detto più di recente di aver “suggerito a Israele sia la Siria a occuparsi di Hezbollah” in Libano.

 

Attacchi in Cisgiordania

Si registrano nuovi attacchi a Masafer Yatta, in Cisgiordania. I palestinesi nei territori occupati contrastano gli incendi provocati dagli israeliani sul territorio. Lo riporta Al Jazeera.

 

Iran: "nuova aggressione", contraerea Kuwait in azione

La contraerea del Kuwait è impegnata a respingere un nuovo bombardamento di droni. Lo hanno riferito le forze armate in una nota su X. “Le difese aree kuwaitiane stanno affrontando attacchi di droni ostili, in seguito dell’aggressione iraniana criminale”, si legge.

Media: l'Iran ha chiesto agli Houthi di prepararsi a chiudere il Mar Rosso

L’Iran ha chiesto gli Houthi yemeniti di tenersi pronti a bloccare la rotta petrolifera del Mar Rosso qualora gli Stati Uniti attaccassero le infrastrutture energetiche iraniane. Lo scrive Reuters sul suo sito citando tre fonti. L’idea sarebbe stata discussa all’interno della leadership della Repubblica Islamica e il messaggio è stato trasmesso agli Houthi, aggiungono due fonti iraniane di alto livello e una fonte regionale che però non hanno chiarito se la richiesta sia avvenuta dopo la minaccia del presidente statunitense Donald Trump di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane martedì.

Iran: "Evacuato ospedale con 211 bimbi. Facevano chemio, è un crimine di guerra"

L’Iran accusa gli Stati Uniti di un “attacco barbaro“, un “crimine di guerra” nel sudovest del Paese. “L’Ospedale Shahid Baqaei, un centro per il trattamento dei tumori pediatrici ad Ahvaz, è stato evacuato ieri sera dopo che gli Stati Uniti hanno attaccato una località vicina – scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei – Questo attacco barbaro, che ricorda le atrocità di Israele contro le strutture sanitarie, ha causato gravi sofferenze ai bambini ricoverati, paura, e ha costretto all’evacuazione d’emergenza di 211 pazienti sottoposti a chemioterapia“.

“Coloro che incessantemente predicano i diritti umani, ma deliberatamente chiudono un occhio su ospedali e strutture sanitarie presi di mira, hanno perso ogni briciolo di credibilità morale”, conclude il portavoce.

 

Cnn, l'indagine sulla scuola di Minab

L’inchiesta su quanto accaduto nella scuola di Minab, in Iran, sul raid culminato in una strage di bambine, sarebbe “ancora in corso” e sarebbe rimasta per mesi nelle mani di un comando militare con i vertici che hanno esitato a disporre quelle analisi di intelligence che avrebbero potuto chiarire l’accaduto. A scriverlo è la Cnn, citando tre fonti a cui dal Dipartimento della Difesa.

Secondo quanto scrive la Cnn, sarebbero state condotte le prime due fasi dell’indagine ma non la terza, quella più approfondita, che dovrebbe prevedere – tra le altre cose – l’esame delle immagini satellitari e di fonti d’intelligence.

“Non è stata condotta alcuna analisi approfondita e il Centcom ha blindato l’indagine, impedito a chiunque di esaminarla”, rivela una delle fonti. La convinzione è che la decisione di avviare l’inchiesta non avrebbe dovuto precludere il lavoro della terza fase della revisione, perché “entrambe le cose avrebbero potuto avvenire contemporaneamente, se lo avessero voluto”.

Netanyahu non andrà negli Stati Uniti

L’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu comunica che il premier non si recherà negli Stati Uniti sabato, dove era prevista la sua partecipazione alla funzione in ricordo del senatore statunitense Lindsey Graham. La cerimonia, infatti, è stata posticipata.

L'appello del Pakistan: "Riprendere il dialogo"

Il Pakistan esorta nuovamente Iran e Stati Uniti a “porre fine alla violenza e a riprendere i colloqui a livello tecnico”, nonostante si stia “incontrando difficoltà” nell’attuazione del memorandum recentemente siglato. A lanciare l’appello è il portavoce del ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi, citato da Al-Jazeera.

Iran: "Gli USA rispettino il memorandum, è l'unico modo per riaprire Hormuz"

L’unico modo per riaprire lo Stretto di Hormuz è che gli Stati Uniti rispettino il memorandum d’intesa in 14 punti firmato dalle due parti a giugno e che vengano attuate le “normative iraniane” per la gestione del traffico navale. Lo dice il portavoce dell’esercito iraniano, il generale di brigata Mohammad Akraminia, sostenendo che, se il presidente statunitense Donald Trump mettesse in atto la sua minaccia di attaccare le infrastrutture iraniane, la risposta di Teheran potrebbe essere più severa e distruttiva delle precedenti.

L'Iran "non ha intenzione di scontrarsi con le nazioni vicine"

L’Iran “non ha intenzione di scontrarsi con le nazioni vicine”. Lo afferma un portavoce delle forze militari iraniane, Mohammad Akraminia, che sottolinea come il Paese intenda “estendere la cooperazione e promuovere le relazioni fraterne con i Paesi della regione”. Tuttavia, il portavoce ribadisce in una nota anche che le forze armate iraniane “sono assolutamente preparate a salvaguardare la sicurezza del Paese e gli interessi nazionali“. Lo riporta al-Jazeera.

Pasdaran: "Nuovo devastante attacco contro base aerea in Bahrein"

Le Guardie Rivoluzionarie riferiscono di aver lanciato un nuovo “attacco devastante” contro la base aerea di Sheikh Isa, in Bahrein, e di aver “distrutto completamente i radar di ricognizione e controllo aereo”, nonché “la stazione di rifornimento di carburante dei caccia nemici dell’aggressore”. In precedenza, l’esercito iraniano aveva dichiarato di aver lanciato attacchi con droni contro la base, prendendo di mira sistemi di comunicazione e radar, inclusi i radar Super Hawk e le installazioni Patriot utilizzate dalle forze statunitensi.

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche afferma che gli attacchi sono stati una risposta ai raid statunitensi che hanno costretto all’evacuazione dell’ospedale pediatrico oncologico di Ahvaz e di un impianto di produzione idrica per i pellegrini di Karbala nella zona di confine della provincia di Ilam.

Iran: "Colpiremo infrastrutture regione se Trump darà seguito a minacce"

L’Iran “colpirà tutte le infrastrutture della regione” se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “darà seguito alle sue minacce di attaccare le infrastrutture iraniane”. Lo dichiara un portavoce del comando militare congiunto iraniano, aggiungendo che il Paese non permetterà agli Stati Uniti di interferire nello Stretto di Hormuz e definendo il passaggio una “linea rossa”.

Pasdaran: "Colpita base Usa in Giordania"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane colpiscono una base aerea statunitense in Giordania con missili balistici, in risposta a quello che hanno descritto come un attacco USA nei pressi di un ospedale pediatrico specializzato nella cura del cancro in Iran.

Sul loro sito web, le Guardie Rivoluzionarie iraniane riferiscono che le forze statunitensi hanno “utilizzato basi aeree situate in Giordania per colpire varie zone dell’Iran, tra cui le vicinanze di un ospedale pediatrico specializzato nella cura del cancro”, e che le forze aerospaziali iraniane hanno risposto “lanciando due ondate di attacchi missilistici” contro le basi in Giordania.

Wall Street Journal: "Trump valuta espansione operazioni militari" 

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump starebbe valutando la possibilità di ampliare le operazioni militari statunitensi in Iran, a seguito di briefing con i suoi più stretti collaboratori, secondo quanto riferito al Wall Street Journal citando funzionari statunitensi.

Secondo il quotidiano, le opzioni di Trump includono l’intensificazione degli attacchi aerei contro i siti energetici, l’invio di forze di terra sull’isola di Kharg e in altri territori vicino allo Stretto di Hormuz, e il bombardamento di un complesso di tunnel a Pickaxe Mountain, che gli Stati Uniti definiscono un sito fortificato che potrebbe essere utilizzato per attività nucleari segrete.

Media: "Traffico a Hormuz praticamente scomparso"

Il traffico nello Stretto di Hormuz si è ridotto drasticamente. Lo scrive Lloyd’s List, pubblicazione specializzata nell’analisi e nel monitoraggio dell’industria del trasporto marittimo, secondo cui “il traffico marittimo non iraniano è praticamente scomparso” nello Stretto di Hormuz a seguito della ripresa degli scontri tra Stati Uniti e Iran.

Secondo quanto riportato, i proprietari delle navi che tentano ancora di attraversare la via navigabile contesa hanno fatto ricorso alla navigazione “al buio”, ovvero senza transponder che comunichino la loro posizione. Lloyd’s List riferisce anche che il rinnovato blocco statunitense sui porti iraniani sta “intensificando i piani, sostenuti dagli Stati Uniti, per rilanciare l’oleodotto Iraq-Siria Kirkuk-Baniyas”.

Iran: "Attaccate basi Usa in Kuwair e Bahrain"

L’esercito iraniano conferma di aver effettuato attacchi con droni contro basi e installazioni statunitensi in Kuwait e Bahrain. L’esercito iraniano afferma di aver preso di mira “sistemi radar, un sistema di difesa aerea Patriot e depositi di carburante presso la base aerea di Ali Al Salem” in Kuwait e installazioni militari statunitensi presso la base aerea di Sheikh Isa in Bahrain. Lo riporta l’agenzia Irib.

Giordania: "Abbattuti otto missili di Teheran"

L’esercito giordano annuncia, con un comunicato, di aver intercettato otto missili iraniani diretti verso il suo territorio, senza causare vittime né danni. In precedenza, l’esercito iraniano aveva segnalato di aver preso di mira installazioni militari statunitensi in Giordania, secondo quanto riporta la tv di Stato iraniana.

Teheran: "Inviati droni contro installazioni Usa in Giordania"

L’esercito iraniano dichiara di aver preso di mira installazioni militari statunitensi in Giordania con droni in risposta ai recenti attacchi degli Stati Uniti.

“L’esercito della Repubblica islamica dell’Iran ha annunciato che in risposta all’aggressione nemica, ha preso di mira i sistemi di comunicazione e i depositi di carburante delle forze armate statunitensi in Giordania utilizzando droni kamikaze“, afferma la televisione di Stato Irib.

Attivate difese antiaeree a Teheran, esplosioni al nord e ovest del Paese

Il sistema di difesa aerea è stato attivato questa mattina a Teheran e si sono udite esplosioni nel nord e nell’ovest dell’Iran, secondo quanto riportato da media statali.

“Il segnale di attivazione dei sistemi di difesa è stato udito in diverse zone di Teheran, comprese le aree occidentali e orientali” della capitale iraniana, scrive l’agenzia di stampa statale Irna, aggiungendo che finora non si sarebbero registrate vittime. Esplosioni sono state udite anche nella provincia del Lorestan (ovest) e a Semna (nord), secondo le agenzie di stampa iraniane Irna e Mehr.

Trump: "Teheran libera prigioniera americana, apprezziamo il gesto"

“L’Iran ha permesso a una cittadina statunitense, ingiustamente detenuta nel dicembre del 2024 durante la ‘presidenza’ di Sleepy Joe Biden, di lasciare il Paese. Ora si trova al sicuro fuori dall’Iran e in buone condizioni. Gli Stati Uniti d’America apprezzano questo gesto di buona volontà da parte dell’Iran!”. Lo scrive su Truth il presidente Usa Donald Trump.

Droni iraniani nella notte in Kuwait, allarmi aerei in Bahrain

Il Kuwait dichiara di aver intercettato nuovi droni iraniani, mentre in Bahrein risuonavano le sirene antiaeree, dopo un’altra notte di attacchi americani sul territorio iraniano. In una dichiarazione rilasciata su X l’esercito kuwaitiano ha affermato di essere impegnato in “attacchi ostili con droni a seguito della nefasta aggressione iraniana”.

Il ministero dell’Interno del Bahrain esorta cittadini e residenti a “mantenere la calma e a recarsi nel luogo sicuro più vicino”.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie

Il secondo giorno dei colloqui Israele-Libano a Roma si è concluso. Come per la prima giornata, le indiscrezioni trapelate sembrano trasmettere un cauto ottimismo. Le parti sembrano aver concordato dei dettagli sull’inizio del ritiro delle forze di Difesa israeliane dalle due “zone pilota” nel sud del Libano concordate precedentemente a Washington. L’esito reale dei colloqui, però, sarà visibile solo nei prossimi giorni. E le premesse non sono esattamente rosee, se si considera che già nella serata di ieri le forze israeliane hanno confermato un nuovo raid in Libano, che avrebbe ucciso tre esponenti di Hezbollah.

Niente progressi sul fronte USA-Iran. Lo Stretto di Hormuz continua a essere area di massima tensione (con “proiettili statunitensi” che avrebbero raggiunto – secondo l’agenzia Mehr – anche l’isola iraniana di Hengam). E l’Iran, considerata la nuova escalation, ha fatto sapere tramite il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, che al momento “non ci sono piani” per i negoziati con gli USA e che le autorità di Teheran si concentrano “solo sulla difesa”.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram