Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di sabato 18 aprile 2026.
Guerra in Iran, le ultime notizie del 18 aprile 2026 in diretta
L’Iran ha parzialmente riaperto oggi il suo spazio aereo ai voli internazionali che attraversano la parte orientale del suo territorio, secondo quanto comunicato dall’Autorità per l’aviazione civile del Paese.
“Le rotte aeree nella sezione orientale dello spazio aereo del Paese sono aperte ai voli internazionali in transito attraverso l’Iran”, si legge nel comunicato, che aggiunge che alcuni aeroporti hanno riaperto alle 7 ora locale. Oltre tre ore dopo, tuttavia, i siti web di monitoraggio dei voli non mostravano ancora alcun volo internazionale in transito in Iran, e diversi voli evitavano ancora il suo spazio aereo effettuando lunghe deviazioni.
Lo Stretto di Hormuz è riaperto e i negoziati tra Iran e Usa proseguiranno nel fine settimana. L’annuncio, secondo le ultime new di oggi 18 aprile, è arrivato dal presidente americano Donald Trump che, parlando a bordo dell’Air Force One, ha tuttavia lanciato un avvertimento: il fragile cessate il fuoco potrebbe saltare già entro mercoledì se non si arriverà a un accordo. E, ha insistito sul fatto che il blocco statunitense, iniziato lunedì, “rimarrà” in vigore.
Quanto al programma nucleare iraniano gli Usa prenderanno le scorte di uranio altamente arricchito “con le buone o con le cattive”, anche con modalità “molto più ostili” se i negoziati dovessero fallire.
Sul fronte opposto, Teheran ribadisce la linea dura: il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf avverte che lo Stretto di Hormuz potrebbe essere nuovamente chiuso se continuerà il blocco navale statunitense, riaccendendo i timori su una crisi energetica globale.
Almeno sei navi, tra cui petroliere e navi da carico, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito Sky News, citando il sito web Marine Traffic che monitora i movimenti delle navi in tutto il mondo.
Si tratta delle prime navi ad attraversare lo stretto da quando l’Iran ne ha annunciato ufficialmente la riapertura ieri, in seguito al cessate il fuoco entrato in vigore in Libano. Inoltre, secondo quanto riportato, diverse altre petroliere che trasportano gas hanno iniziato a transitare nello stretto dal lato iraniano.
Il presidente Xi Jinping è “molto contento” per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump sui social media, aggiungendo di non vedere l’ora di incontrare il leader cinese il 14 e 15 maggio e che l’incontro sarà “speciale”.
Donald Trump ha insistito sul fatto che “non ci saranno pedaggi” nello Stretto di Hormuz. Interrogato dai giornalisti a bordo dell’Air Force One sulla possibilità di imporre restrizioni o pedaggi alle navi e alle imbarcazioni che attraversano lo stretto, il presidente statunitense ha risposto: “No, assolutamente no”. “Non si possono introdurre i pedaggi. No, non ci saranno pedaggi”, ha assicurato Trump.
Durante il conflitto, l’Iran ha imposto un pedaggio per l’accesso allo Stretto, una pratica a cui il presidente statunitense ha cercato di opporsi , minacciando di “intercettare ogni imbarcazione nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran”.
Gli Stati Uniti prenderanno le scorte di uranio altamente arricchito dell’Iran in un modo o nell’altro. Lo ha dichiarato il presidente statunitense Donald Trump – come riporta la Cnn – avvertendo che il trasferimento potrebbe avvenire “in una forma molto più ostile” se i negoziati fallissero. In precedenza, parlando con la Cbs, Trump aveva affermato che l’Iran aveva “accettato tutto” nei colloqui con gli Stati Uniti, compresa la collaborazione per rimuovere l’uranio arricchito dal paese e portarlo negli Stati Uniti.
“Ovviamente non vi darò la data, ma se firmeremo l’accordo, allora potrò dirvi quando. Andremo (a prelevarlo) assieme all’Iran e lo porteremo via, il 100% negli Stati Uniti”, ha detto Trump. Se non lo facciamo, lo otterremo in una forma diversa, in una forma molto più ostile. Ma in ogni caso lo faremo”.
Trump ripete che gli Usa acquisiranno la “polvere nucleare” e lo faranno senza versare a Teheran la somma di 20 miliardi di dollari ipotizzata da Axios. “Andremo in Iran senza fretta, con grandi macchinari, e inizieremo a scavare. Riporteremo la polvere nucleare negli Stati Uniti. Verrà recuperata molto presto”, sentenzia il presidente con sicurezza.
La situazione, in realtà, non è ancora definita. L’emittente israeliana Kan Tv, sulla base delle informazioni fornite da fonti di Tel Aviv, ha delineare un quadro più complesso. A Teheran non ci sarebbe accordo tra le varie anime del regime. Il ministero degli Esteri iraniano nelle stesse ore alza la voce: le scorte non saranno trasferite “da nessuna parte. L’uranio arricchito dell’Iran non verrà trasferito da nessuna parte”, ripete alla televisione di stato Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano. “Desidero precisare che l’uranio arricchito iraniano non verrà in alcun modo trasferito da nessuna parte. Così come il suolo iraniano è importante e sacro per noi, allo stesso modo questa questione riveste per noi una grande importanza”, precisa.
L’Iran riapre lo Stretto di Hormuz, Donald Trump esulta ma mantiene il blocco navale mentre il prezzo del petrolio scende di oltre il 10% sotto i 90 dollari. Il presidente degli Stati Uniti annuncia che l’accordo con Teheran per porre fine alla guerra è a portata di mano. I negoziati dovrebbero svolgersi lunedì ancora a Islamabad, in Pakistan, già sede del primo round di colloqui. Il destino dell’uranio iraniano, però, diventa un caso: “Sarà nostro”, dice Trump, mentre la Repubblica Islamica smentisce. Tra tanti dubbi, la giornata segna comunque una svolta potenzialmente decisiva nella soluzione del conflitto, per ora congelato dalla tregua che dura fino al 21 aprile.
Si apre il secondo giorno del cessate il fuoco in Libano. Le tensioni rimangono alte, per presunte violazioni degli accordi per lo stop di 10 giorni. Nel frattempo, qualche passo in avanti si registra: c’è l’ok alla riapertura dello Stretto di Hormuz, anche se i termini non sono ancora chiari.
Iran – USA – Israele – Libano, cosa succede: le ultime news
C’è il cessate il fuoco in Libano, che – tra accuse di violazioni e tensioni in vista degli attesi accordi – sembra reggere. Nel frattempo, sul fronte Iran-USA si registrano miglioramenti. Significativa la riapertura – seppur con il controllo costante dei Pasdaran – dello Stretto di Hormuz, via marittima fondamentale per il commercio del petrolio. Secondo il presidente statunitense Donald Trump, i prossimi giorni potrebbero essere fondamentali: ad Axios, il tycoon ha rivelato che i negoziatori di Stati Uniti e Iran “si incontreranno probabilmente nel fine settimana”, con l’obiettivo di raggiungere un accordo “entro un paio di giorni”.
Nel frattempo, i leader europei si preparano a una missione per garantire la libertà di navigazione “duratura” a Hormuz. Si tratterà – nelle parole del presidente francese Emmanuel Macron – di una missione “neutrale, completamente separata da qualsiasi parte belligerante”, con l’obiettivo di “sostenere e mettere in sicurezza le navi mercantili” nel Golfo. Niente azioni belliche, quindi. Fa discutere ancora il problema carburanti e l’Europa lancia l’allarme sulle possibili carenze nei rifornimenti aerei in caso di ulteriori prolungamenti del conflitto in corso.
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