Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di sabato 18 aprile 2026.
Guerra in Iran, le ultime notizie del 18 aprile 2026 in diretta
“Le navi devono pagare tasse per la sicurezza e la protezione ambientale per poter attraversare lo Stretto di Hormuz“. Lo dichiara il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, secondo quanto riportato su X dal canale della tv di stato della Repubblica islamica dell’Iran.
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha escluso con fermezza l’ipotesi di un ritiro degli Stati Uniti dall’Alleanza atlantica. In un’intervista al quotidiano Die Welt Rutte ha dichiarato: “Non vedo gli Stati Uniti uscire dalla Nato”. Ha però aggiunto che è necessaria “un’Europa più forte in una Nato più forte”. Secondo il segretario generale Nato, Donald Trump è “chiaramente deluso da alcuni membri della Nato. Capisco la sua frustrazione”. Riguardo al futuro dell’Alleanza ha detto: “L’Europa vuole assumere un ruolo più importante nella Nato. Questa è una buona notizia, rappresenta un’evoluzione da una dipendenza malsana a un’alleanza transatlantica basata su una vera partnership”.
“Attenzione a tutte le navi: in seguito al mancato rispetto da parte del governo statunitense degli impegni assunti durante i negoziati, l’Iran dichiara nuovamente chiuso lo Stretto di Hormuz. A nessuna imbarcazione, di qualsiasi tipo o nazionalità, è consentito attraversare lo Stretto di Hormuz”. Sarebbe questo, secondo Reuters, il messaggio che l’Iran sta trasmettendo via radio alle navi nel Golfo Persico.
I colloqui tra Usa e Iran “stanno andando molto bene, avremo ulteriori informazioni entro la fine della giornata”. Lo ha detto Donald Trump parlando dallo Studio Ovale. “Con Teheran stiamo adottando una posizione ferma”, ha aggiunto. “Hanno fatto un po’ i furbi, come fanno ormai da 47 anni. Non hanno una marina, non hanno un’aeronautica, non hanno leader. Stiamo parlando con loro: volevano chiudere di nuovo lo Stretto, ma non possono ricattarci”.
“Nei giorni scorsi, con la presenza a Teheran del capo dell’esercito pachistano in veste di mediatore, gli Stati Uniti hanno avanzato nuove proposte, che la Repubblica islamica dell’Iran sta attualmente esaminando e alle quali non ha ancora risposto”. Lo ha scritto in una nota il Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale iraniana. Teheran ha comunicato che non scenderà a compromessi sulle sue posizioni e ha avvertito che qualsiasi interruzione delle rotte marittime o il proseguimento dei tentativi di blocco saranno considerati una violazione del cessate il fuoco. Non solo. Ha specificato che l’accesso attraverso lo Stretto di Hormuz rimarrà condizionato e sotto il controllo iraniano fino al raggiungimento di una pace duratura.
“A nome mio e di tutta la Difesa italiana esprimo vicinanza al Ministro della Difesa francese Catherine Vautrin e alle Forze Armate francesi per il grave attacco subito questa mattina in Libano, nel corso del quale ha perso la vita un militare francese e altri sono rimasti feriti. Alla famiglia del soldato caduto giungano il mio più sincero cordoglio e la mia solidarietà. Ai militari feriti rivolgo l’augurio di pronta e completa guarigione”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto su X.
Un soldato francese dell’Unifil è rimasto ucciso e tre feriti in seguito a un attacco contro i caschi blu in Libano. Lo ha annunciato Emmanuel Macron. “Tutto lascia pensare che la responsabilità sia di Hezbollah“, ha aggiunto.
Le Forze di Difesa Israeliane hanno confermato di aver condotto nelle ultime 24 ore diversi raid nel sud del Libano contro militanti di Hezbollah che “hanno violato gli accordi di cessate il fuoco”. Si tratta delle prime azioni di questo tipo da quando la tregua è entrata in vigore a mezzanotte tra giovedì e venerdì. Secondo quanto riferito dall’esercito, le truppe che operano a sud della “Linea Gialla” nel Libano meridionale “hanno identificato terroristi che hanno violato gli accordi di cessate il fuoco e si sono avvicinati alle forze da nord della Linea Gialla in un modo che rappresentava una minaccia immediata”.
Le Forze di Difesa Israeliane affermano che l’aviazione e le truppe di terra israeliane “hanno colpito i terroristi in diverse aree del Libano meridionale” per “eliminare la minaccia”. La Linea Gialla, nel Libano meridionale, indica la linea di schieramento militare in seguito all’entrata in vigore del cessate il fuoco giovedì sera. Inoltre, l’esercito afferma di aver effettuato bombardamenti di artiglieria a sostegno delle truppe di terra operanti nel Libano meridionale e di aver distrutto “infrastrutture terroristiche in risposta alle minacce”.
Le Forze di Difesa Israeliane – si legge in un comunicato dell’esercito – agiscono “in conformità con le direttive della classe politica”.
Il presidente americano “parla troppo, ha detto cose contraddittorie all’interno della stessa dichiarazione, non so esattamente cosa intendesse.” Lo ha detto il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh ai media, a margine del Forum diplomatico di Antalya, in Turchia, riferendosi ai recenti commenti di Trump, secondo cui gli Stati Uniti “ricominceranno a sganciare bombe” se non si raggiungerà un accordo con l’Iran entro mercoledì.
Khatibzadeh ha aggiunto che l’Iran ritiene che “la guerra non possa portare ad alcun risultato positivo”, ma è pronto a continuare a difendersi in caso di attacco. “Combatteremo fino all’ultimo soldato iraniano”. Il blocco statunitense dei porti iraniani “non sarà mai valido”, ha detto ancora, L’Iran non accetterà mai un blocco statunitense dei suoi porti né alcun altro “ordine” proveniente dagli Stati Uniti. “In futuro non ci sarà mai più alcun blocco”, ha affermato. “L’era del colonialismo deve finire. Gli Stati Uniti non possono dettare legge ad altre nazioni”.
“Finché non avremo raggiunto un accordo quadro, non possiamo fissare una data” del prossimo round di colloqui con gli Stati Uniti. Lo ha detto il vice ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, parlando al forum della diplomazia di Antalya e confermando quanto scritto dall’agenzia Tasnim, secondo cui Teheran non ha ancora dato il via libera a un nuovo round di negoziati.
Poi ha sottolineato che qualsiasi cosa l’Iran accetti nei negoziati deve salvaguardare i suoi diritti secondo il diritto internazionale: “Non accetteremo di essere un’eccezione al diritto internazionaleo di rinunciare ai nostri diritti”.
Egitto e Pakistan stanno lavorando “molto duramente” per arrivare ad “un accordo finale tra Stati Uniti e Iran” nei prossimi giorni. Lo ha detto il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, parlando a margine del forum della diplomazia di Antalya, al quale ha partecipato anche il premier pachistano Shehbaz Sharif, impegnato in prima persona nella mediazione.
“Speriamo di farlo (raggiungere un accordo) nei prossimi giorni”, l’auspicio di Abdelatty, sottolinenado che “non solo noi nella regione, ma il mondo intero sta soffrendo per il proseguimento di questa guerra”. “Stiamo andando avanti molto duramente per andare avanti”, ha aggiunto.
L’Iran richiude Hormuz, perché gli Stati Uniti mantengono il blocco navale nello Stretto. Il comando centrale militare Khatam Al-Anbiya ha comunicato in una nota citata da Tasnim: “In seguito agli accordi precedentemente raggiunti nei negoziati, la Repubblica Islamica dell’Iran ha acconsentito in buona fede a consentire il transito di un numero limitato di petroliere e navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz in modo controllato. Purtroppo, gli americani, con la loro ripetuta storia di mancato rispetto degli impegni, continuano a commettere atti di banditismo e pirateria con il pretesto di un cosiddetto blocco”.
Per questo motivo, annuncia il comando, “il controllo dello Stretto di Hormuz è tornato al suo stato precedente, sotto la stretta gestione e il controllo delle forze armate” iraniane.
Il premier pachistano Shehbaz Sharif ha concluso un tour diplomatico in tre paesi della regione mediorientale nell’ambito degli sforzi per porre fine alla guerra lanciata dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran.
“Lascio Antalya (Turchia, ndr) con una rinnovata determinazione a proseguire la nostra stretta cooperazione volta a promuovere il dialogo e la diplomazia per una pace e una stabilità durature nella regione”, ha scritto Sharif in un post, reduce da un tour che lo ha portato anche in Arabia Saudita e in Qatar.
L’Iran ha parzialmente riaperto oggi il suo spazio aereo ai voli internazionali che attraversano la parte orientale del suo territorio, secondo quanto comunicato dall’Autorità per l’aviazione civile del Paese.
“Le rotte aeree nella sezione orientale dello spazio aereo del Paese sono aperte ai voli internazionali in transito attraverso l’Iran”, si legge nel comunicato, che aggiunge che alcuni aeroporti hanno riaperto alle 7 ora locale. Oltre tre ore dopo, tuttavia, i siti web di monitoraggio dei voli non mostravano ancora alcun volo internazionale in transito in Iran, e diversi voli evitavano ancora il suo spazio aereo effettuando lunghe deviazioni.
Lo Stretto di Hormuz è riaperto e i negoziati tra Iran e Usa proseguiranno nel fine settimana. L’annuncio, secondo le ultime new di oggi 18 aprile, è arrivato dal presidente americano Donald Trump che, parlando a bordo dell’Air Force One, ha tuttavia lanciato un avvertimento: il fragile cessate il fuoco potrebbe saltare già entro mercoledì se non si arriverà a un accordo. E, ha insistito sul fatto che il blocco statunitense, iniziato lunedì, “rimarrà” in vigore.
Quanto al programma nucleare iraniano gli Usa prenderanno le scorte di uranio altamente arricchito “con le buone o con le cattive”, anche con modalità “molto più ostili” se i negoziati dovessero fallire.
Sul fronte opposto, Teheran ribadisce la linea dura: il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf avverte che lo Stretto di Hormuz potrebbe essere nuovamente chiuso se continuerà il blocco navale statunitense, riaccendendo i timori su una crisi energetica globale.
Almeno sei navi, tra cui petroliere e navi da carico, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito Sky News, citando il sito web Marine Traffic che monitora i movimenti delle navi in tutto il mondo.
Si tratta delle prime navi ad attraversare lo stretto da quando l’Iran ne ha annunciato ufficialmente la riapertura ieri, in seguito al cessate il fuoco entrato in vigore in Libano. Inoltre, secondo quanto riportato, diverse altre petroliere che trasportano gas hanno iniziato a transitare nello stretto dal lato iraniano.
Il presidente Xi Jinping è “molto contento” per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump sui social media, aggiungendo di non vedere l’ora di incontrare il leader cinese il 14 e 15 maggio e che l’incontro sarà “speciale”.
Donald Trump ha insistito sul fatto che “non ci saranno pedaggi” nello Stretto di Hormuz. Interrogato dai giornalisti a bordo dell’Air Force One sulla possibilità di imporre restrizioni o pedaggi alle navi e alle imbarcazioni che attraversano lo stretto, il presidente statunitense ha risposto: “No, assolutamente no”. “Non si possono introdurre i pedaggi. No, non ci saranno pedaggi”, ha assicurato Trump.
Durante il conflitto, l’Iran ha imposto un pedaggio per l’accesso allo Stretto, una pratica a cui il presidente statunitense ha cercato di opporsi , minacciando di “intercettare ogni imbarcazione nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran”.
Gli Stati Uniti prenderanno le scorte di uranio altamente arricchito dell’Iran in un modo o nell’altro. Lo ha dichiarato il presidente statunitense Donald Trump – come riporta la Cnn – avvertendo che il trasferimento potrebbe avvenire “in una forma molto più ostile” se i negoziati fallissero. In precedenza, parlando con la Cbs, Trump aveva affermato che l’Iran aveva “accettato tutto” nei colloqui con gli Stati Uniti, compresa la collaborazione per rimuovere l’uranio arricchito dal paese e portarlo negli Stati Uniti.
“Ovviamente non vi darò la data, ma se firmeremo l’accordo, allora potrò dirvi quando. Andremo (a prelevarlo) assieme all’Iran e lo porteremo via, il 100% negli Stati Uniti”, ha detto Trump. Se non lo facciamo, lo otterremo in una forma diversa, in una forma molto più ostile. Ma in ogni caso lo faremo”.
Trump ripete che gli Usa acquisiranno la “polvere nucleare” e lo faranno senza versare a Teheran la somma di 20 miliardi di dollari ipotizzata da Axios. “Andremo in Iran senza fretta, con grandi macchinari, e inizieremo a scavare. Riporteremo la polvere nucleare negli Stati Uniti. Verrà recuperata molto presto”, sentenzia il presidente con sicurezza.
La situazione, in realtà, non è ancora definita. L’emittente israeliana Kan Tv, sulla base delle informazioni fornite da fonti di Tel Aviv, ha delineare un quadro più complesso. A Teheran non ci sarebbe accordo tra le varie anime del regime. Il ministero degli Esteri iraniano nelle stesse ore alza la voce: le scorte non saranno trasferite “da nessuna parte. L’uranio arricchito dell’Iran non verrà trasferito da nessuna parte”, ripete alla televisione di stato Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano. “Desidero precisare che l’uranio arricchito iraniano non verrà in alcun modo trasferito da nessuna parte. Così come il suolo iraniano è importante e sacro per noi, allo stesso modo questa questione riveste per noi una grande importanza”, precisa.
L’Iran riapre lo Stretto di Hormuz, Donald Trump esulta ma mantiene il blocco navale mentre il prezzo del petrolio scende di oltre il 10% sotto i 90 dollari. Il presidente degli Stati Uniti annuncia che l’accordo con Teheran per porre fine alla guerra è a portata di mano. I negoziati dovrebbero svolgersi lunedì ancora a Islamabad, in Pakistan, già sede del primo round di colloqui. Il destino dell’uranio iraniano, però, diventa un caso: “Sarà nostro”, dice Trump, mentre la Repubblica Islamica smentisce. Tra tanti dubbi, la giornata segna comunque una svolta potenzialmente decisiva nella soluzione del conflitto, per ora congelato dalla tregua che dura fino al 21 aprile.
Si apre il secondo giorno del cessate il fuoco in Libano. Le tensioni rimangono alte, per presunte violazioni degli accordi per lo stop di 10 giorni. Nel frattempo, qualche passo in avanti si registra: c’è l’ok alla riapertura dello Stretto di Hormuz, anche se i termini non sono ancora chiari.
Iran – USA – Israele – Libano, cosa succede: le ultime news
C’è il cessate il fuoco in Libano, che – tra accuse di violazioni e tensioni in vista degli attesi accordi – sembra reggere. Nel frattempo, sul fronte Iran-USA si registrano miglioramenti. Significativa la riapertura – seppur con il controllo costante dei Pasdaran – dello Stretto di Hormuz, via marittima fondamentale per il commercio del petrolio. Secondo il presidente statunitense Donald Trump, i prossimi giorni potrebbero essere fondamentali: ad Axios, il tycoon ha rivelato che i negoziatori di Stati Uniti e Iran “si incontreranno probabilmente nel fine settimana”, con l’obiettivo di raggiungere un accordo “entro un paio di giorni”.
Nel frattempo, i leader europei si preparano a una missione per garantire la libertà di navigazione “duratura” a Hormuz. Si tratterà – nelle parole del presidente francese Emmanuel Macron – di una missione “neutrale, completamente separata da qualsiasi parte belligerante”, con l’obiettivo di “sostenere e mettere in sicurezza le navi mercantili” nel Golfo. Niente azioni belliche, quindi. Fa discutere ancora il problema carburanti e l’Europa lancia l’allarme sulle possibili carenze nei rifornimenti aerei in caso di ulteriori prolungamenti del conflitto in corso.
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