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Guerra Iran, le ultime news in diretta | Ccg sostiene risoluzione Onu sull’uso di “tutte le misure necessarie” per risolvere la questione Hormuz

Guerra Iran, le ultime news in diretta | Ccg sostiene risoluzione Onu sull’uso di “tutte le misure necessarie” per risolvere la questione Hormuz
Foto da Adnkronos

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo.

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di giovedì 2 aprile 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta

Guerra in Iran, le ultime notizie sul conflitto USA-Iran-Israele del 2 aprile 2026
Le ultime notizie sulla guerra tra Iran, USA e Israele del 2 aprile 2026: aggiornamenti su attacchi, morti e feriti, e approfondimenti in tempo reale su quanto sta succedendo nell’area del Golfo.
Inizio diretta: 02/04/26 07:00
Fine diretta: 03/04/26 00:00
Ccg sostiene risoluzione Onu sull'uso di "tutte le misure necessarie" per risolvere la questione Hormuz

Le nazioni del Consiglio di cooperazione del Golfo Persico (Ccg) sostengono una risoluzione delle Nazioni Unite che autorizza “tutte le misure necessarie” per garantire la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo rende noto il Times of Israel, specificando che l’espressione è una terminologia utilizzata in ambito Onu che include anche l’azione militare.

Il Bahrain, attuale presidente del Consiglio di sicurezza e membro del Ccg, ha dichiarato di voler votare domani una risoluzione che invita i Paesi “a usare tutti i mezzi necessari” per garantire il transito internazionale “nello Stretto di Hormuz, nel Golfo e nel Golfo di Oman”. L’idea della risoluzione non è accolta della Russia e della Cina, che detengono il diritto di veto.

 

Pasdaran: "Colpito data center Oracle a Dubai"

Il comando navale del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica ha annunciato di aver lanciato un attacco contro un data center appartenente all’azienda tecnologica statunitense Oracle a Dubai. Lo riporta Al Jazeera. Nel corso della giornata la forza iraniana aveva annunciato di aver colpito anche un centro cloud di Amazon in Bahrein.

 

 

Iran: Idf, ucciso comandante regionale unità missilistica balistica

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver preso di mira e ucciso un comandante regionale di una delle unità missilistiche balistiche dell’Iran. “In un attacco preciso nell’area di Kermanshah, l’Aeronautica israeliana ha colpito ed eliminato Makram Atimi, il comandante di un’unità missilistica centrale nell’Iran occidentale”, si legge in una dichiarazione rilanciata dall’emittente statunitense Abc, che reitera l’intenzione di Israele di continuare a eliminare i comandanti dell’apparato missilistico balistico iraniano. “Atimi era responsabile delle operazioni dell’unità nella regione di Kermanshah nell’Iran occidentale e aveva effettuato decine di lanci di missili balistici verso lo Stato di Israele”, si legge nel comunicato. Dal canto suo, l’Iran non ha confermato la morte di Atimi.

Crolla il più grande ponte iraniano, l’ultimatum di Donald Trump

Gli Stati Uniti continuano ad attaccare l’Iran. L’esercito americano ha attaccato con un raid aereo il ponte iraniano più grande, Teheran-Karaj, facendolo crollare.

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Baghdad: "Compiamo massimo sforzo per prevenire escalation"

L’Iraq sta compiendo il “massimo sforzo” per prevenire qualsiasi escalation sul suo territorio, stando a quanto dichiarato dal Ministero degli Esteri dopo che l’ambasciata statunitense a Baghdad ha avvertito di possibili attacchi in città da parte di gruppi armati filo-iraniani. L’ente ha dichiarato di voler rispondere alla dichiarazione Usa in merito alle preoccupazioni per la sicurezza, e nel comunicato afferma star “compiendo il massimo sforzo per prevenire qualsiasi escalation, rafforzare le misure di sicurezza, proteggere le missioni diplomatiche, gli interessi stranieri e i cittadini, e mantenere la stabilità interna”. Oggi l’ambasciata statunitense ha avvertito che “gruppi di miliziani terroristi iracheni allineati con l’Iran potrebbero avere intenzione di condurre attacchi nel centro di Baghdad nelle prossime 24-48 ore”.

Iran: Teheran minaccia di attaccare ponti in Medio Oriente

L’Iran sta minacciando di attaccare una serie di ponti in Medio Oriente in risposta all’attacco a un ponte sul suo territorio avvenuto oggi, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Fars e rilanciato dalla testata israeliana Haaretz. Tra gli obiettivi figurerebbero il Ponte Allenby, che collega la Cisgiordania amministrata da Israele e la Giordania, il Ponte Adam sul fiume Giordano e il Ponte Re Fahd che collega il Bahrain e l’Arabia Saudita, ma l’elenco pubblicato comprende anche i nomi di altri ponti in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti.

L'Iran risponde a Trump

A rispondere alle dichiarazioni delle ultime ore di Donald Trump, tramite un post sui social, è la missione iraniana alle Nazioni Unite: “La minaccia esplicita del presidente degli Stati Uniti di ‘bombardare l’Iran fino a farlo tornare all’età della pietra’ riflette ignoranza, non forza, e costituisce prova dell’intento di commettere crimini di guerra ai sensi del diritto internazionale umanitario e dello Statuto di Roma”, scrive.

“La civiltà iraniana copre un arco di oltre 7.000 anni, mentre gli Stati Uniti hanno appena 250 anni. Le civiltà sono definite dalla loro storia, cultura, resilienza e contributi scientifici. Il mondo è in debito con la civiltà e la conoscenza che gli studiosi iraniani hanno donato all’umanità per millenni. Una tale civiltà non può essere distrutta dai bombardamenti”, si legge ancora nel testo.

 

Intercettato missile Houthi lanciato dallo Yemen

L’esercito israeliano rende noto di aver intercettato un missile balistico lanciato dai ribelli Houthi dello Yemen. Niente danni o feriti. Lo riportano i media israeliani.

 

La nuova minaccia di Trump e la risposta all'Onu

Per Trump “è ora che l’Iran faccia un accordo, prima che sia troppo tardi e che non rimanga più nulla di quello che potrebbe ancora diventare un grande Paese”. Queste le parole del presidente statunitense in un post su X, dove ha condiviso anche il video del raid aereo che ha fatto crollare il ponte Teheran-Karaj. “Il ponte più grande dell’Iran crolla, per non essere mai più utilizzato, e molto altro seguirà!”, commenta il presidente statunitense.

 

Nuovo generale iraniano ucciso

Le Forze di difesa israeliane (Idf) annunciano l’uccisione di Jamshid Eshaghi, un alto generale iraniano descritto come il capo del “quartier generale del petrolio” del Paese, in un attacco aereo in Iran durante il fine settimana. Lo scrive il Times of Israel.

Stando a quanto riferito dalle Idf, l’operazione supervisionata da Eshaghi è una “parte integrante delle forze armate del regime”, che consente “la continuazione della sua attività e l’accumulo militare attraverso i profitti delle vendite di petrolio”. “Per anni, i Pasdaran e altri organismi militari in Iran sono stati finanziati attraverso ingenti bilanci provenienti dalle vendite di petrolio, eludendo le sanzioni internazionali”, si legge nel comunicato delle forze israeliane.

 

Unifil: "Colpito quartier generale del contingente italiano in Libano"
Unifil, attacco in Libano base - Adnkronos

Nel pomeriggio un razzo avrebbe colpito la base di Shama, quartier generale italiano e del settore Ovest di Unifil. Lo conferma il Ministero della Difesa. “Non si registrano feriti tra i militari italiani. Si segnalano soltanto lievi danni alle infrastrutture”, si legge in un post su X. Il ministro Crosetto “è in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comandante del COVI e con il Comandante del contingente italiano per ricevere aggiornamenti costanti sulla situazione e sulle condizioni del personale”.

Aumenta il bilancio delle vittime

Almeno 2.076 persone sono state uccise in Iran e altre 26.500 sono rimaste ferite in seguito agli attacchi israelo-americani lanciati in Iran a partire dal 28 febbraio. Lo rende noto il ministero della Salute iraniano.

Anche il Libano ha pubblicato un nuovo bilancio, parlando di 27 morti solo nelle ultime 24 ore. La cifra complessiva delle vittime, dall’inizio delle operazioni israeliane contro Hezbollah, sarebbe di 1.345 morti.

"Attaccato e distrutto" centro di cloud computing di Amazon in Bahrain

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno dichiarato di aver “attaccato e distrutto” un centro di cloud computing di Amazon in Bahrain, accusando alcune aziende tecnologiche di sostenere operazioni militari statunitensi e israeliane. In una nota, i pasdaran parlano di una “prima azione” contro quelle che definisce società coinvolte in attività di “spionaggio e terrorismo”.

L’attacco – si legge nel comunicato – sarebbe avvenuto dopo che “i governanti della Casa Bianca hanno ignorato gli avvertimenti” lanciati da Teheran. Le forze iraniane non escludono ulteriori interventi con conseguenze “molto più severe”, attribuendo la colpa dell’eventuale escalation a Donald Trump.

Argentina dichiara incaricato d'affari iraniano persona non grata

Il governo argentino dichiara “persona non grata” l’incaricato d’affari iraniano, Mohsen Tehrani, e lo espelle dal Paese. Lo si apprende da un comunicato diffuso via social dal ministro degli Esteri argentino, Pablo Quirno. La decisione arriva in risposta a una dichiarazione rilasciata ieri dal Ministero degli Esteri iraniano, che ha accusato il presidente argentino Javier Milei, un alleato del presidente statunitense Donald Trump, e Quirno stesso di essere complici di attacchi militari sul territorio iraniano. Le affermazioni dell’Iran, secondo le autorità argentine, “contengono accuse false, offensive e infondate contro la Repubblica Argentina e le sue massime autorità”.

 

Colpito ponte a Karaj, 2 morti

Raid aerei statunitensi e israeliani avrebbero colpito un ponte vicino a Teheran, che era già stato colpito circa un’ora prima. Lo riporta la televisione di Stato iraniana. “Pochi minuti fa, il nemico americano-sionista ha nuovamente preso di mira il ponte B1 a Karaj”. Due vittime civili, il primo bilancio.

Secondo quanto riferito, il secondo attacco è avvenuto mentre le squadre di emergenza venivano inviate sul posto per soccorrere le vittime del primo attentato.

 

Esplosioni a Gerusalemme

A Gerusalemme – riferisce l’Afp – sarebbero state udite quattro esplosioni.

Israele occupa villaggi del Libano meridionale

La temuta escalation è arrivata: le forze armate libanesi si ritirano da altri villaggi al confine con Israele, tra cui Rmeich, Ain Ibl, Braachit e Beit Yahoun, mentre l’esercito israeliano avanza sempre più nel Libano meridionale, raggiungendo un tratto del fiume Litani. Le truppe dell’Idf avrebbero conquistato – si legge sull’Adnkronos – la seconda linea di villaggi di confine, a circa 8-10 chilometri all’interno del territorio libanese, riprendendo così il territorio occupato dall’esercito israeliano nel 2024 e successivamente abbandonato in seguito al cessate il fuoco di novembre.

Secondo alcune fonti, le forze israeliane avrebbero raggiunto la città di Biyada, sulla costa mediterranea del Libano, oltre ad Ainata, Kounine e Qantara, più a est.

Guterres: "Siamo sull'orlo di una guerra più ampia"
António Guterres, segretario Nazioni Unite Onu - Imagoeconomica

“Siamo sull’orlo di una guerra più ampia che travolgerebbe il Medio Oriente, con ripercussioni drammatiche in tutto il pianeta”. L’allarme viene dal segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, che parla ai giornalisti a New York all’indomani del discorso di Donald Trump.

“Molti aspetti del conflitto sono incerti, ma una cosa non lo è: se i tamburi di guerra continuano a risuonare, l’escalation peggiorerà tutto. La spirale di morte e distruzione deve cessare”, ha aggiunto Guterres.

 

Colpita sede Istituto Pasteur a Teheran

Uno dei principali centri di ricerca medica dell’Iran, l‘Istituto Pasteur di Teheran, è stato colpito in un attacco attribuito a Stati Uniti e Israele. Lo riferisce un funzionario del governo iraniano, mentre le agenzie umanitarie hanno espresso allarme per gli attacchi sulle strutture sanitarie della Repubblica islamica.

Hossein Kermanpour, portavoce del ministero della Salute iraniano, su X ha parlato di “un attacco diretto alla sicurezza sanitaria internazionale”.

 

Nuova riunione del G7 con il Consiglio di cooperazione del Golfo

I Paesi del G7 si riuniranno la prossima settimana con i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Gcc) per discutere della situazione nello Stretto di Hormuz. Lo CONFERMA il portavoce del ministero degli Esteri francese, Pascal Confavreux.

Il Gcc è composto da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Oman e Bahrain. I colloqui della prossima settimana dovrebbero coincidere con una riunione dei pianificatori militari nel Regno Unito.

 

Raid su deposito carburante: incendio vicino all'aeroporto di Mashad (Iran)
Arrestata avvocata per i diritti umani Nasrin Sotoudeh

Le autorità iraniane hanno arrestato l’avvocata per i diritti umani Nasrin Sotoudeh, vincitrice di numerosi premi, “mentre era sola in casa”. Lo rende noto la figlia. In passato, per la sua attività, era già stata arrestata più volte. Suo marito, Reza Khandan, è detenuto in carcere dal dicembre 2024.

 

Hezbollah colpisce Haifa

Hezbollah avrebbe lanciato una raffica di cinque razzi dal Libano contro il sobborgo di Krayot ad Haifa, nel nord di Israele. Lo sostengono le forze di difesa israeliane (IDF): la maggior parte dei razzi sarebbe stata intercettata e non ci sarebbero feriti.

 

Tajani a riunione su Hormuz: "Valutiamo partecipazione a iniziative multilaterali"

Antonio Tajani – ministro degli Esteri italiano – ha confermato la disponibilità dell’Italia a valutare la partecipazione a iniziative multilaterali – con un chiaro mandato delle Nazioni Unite – per garantire il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. La video-conferenza è stata coordinata dal Regno Unito dopo la dichiarazione del 19 marzo sottoscritta da 35 Paesi, inclusa l’Italia.

La Farnesina fa sapere che l’Italia continua a puntare sugli sforzi per l’immediata de-escalation e il dialogo diplomatico. In più, ha sottolineato il pesante impatto della chiusura di Hormuz e l’importanza della sua riapertura per la sicurezza e l’economia globale.

Iran e Oman lavorano sulla questione Hormuz: protocollo "nelle ultime fasi di stesura"

Iran e Oman sono al lavoro per la definizione di un protocollo congiunto per la gestione dei transiti nello Stretto di Hormuz. Lo conferma il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi.

“Stiamo conducendo gli studi necessari affinché si possa raggiungere un’intesa con l’Oman per un protocollo condiviso sulla gestione dei transiti”, afferma Gharibababadi in un’intervista all’agenzia russa Sputnik rilanciata dai media iraniani. Secondo il vice ministro, l’intesa punta a rafforzare il coordinamento tra i due Paesi.

Iran e Oman, in quanto Paesi rivieraschi, hanno una responsabilità maggiore nel garantire un passaggio sicuro e ordinato”, dichiara, aggiungendo che “siamo nelle ultime fasi della stesura del protocollo e, una volta completato in Iran, avvieremo i negoziati con la parte omanita per arrivare a un testo condiviso”.

 

Putin-MBS, colloqui per lavorare sulla situazione in Medio Oriente

Vladimir Putin e il principe alla corona saudita, Mohammed bin Salman, chiedono insieme che siano “intensificati gli sforzi politico diplomatici per arrivare a una soluzione duratura del conflitto in Medio Oriente”. In un colloquio telefonico, i due leader “hanno anche sottolineato la necessità di porre fine rapidamente alle ostilità”.

 

Colloqui Starmer-Meloni: "Obiettivo de-escalation"
Meloni-Starmer, dialogo su Guerra in Medio Oriente - ADNKRONOS

Il premier britannico Keir Starmer sente l’omologa italiana Giorgia Meloni per discutere della situazione in Medio Oriente: i due leader convengono sull’urgente necessità di una de-escalation. Lo riferisce Downing Street in una nota.

Starmer e Meloni “hanno sottolineato l’importanza di riaprire lo Stretto di Hormuz per ripristinare la libertà di navigazione, rilevando il notevole impatto che l’attuale interruzione sta avendo sul trasporto marittimo globale, con un conseguente aumento dei costi in tutto il mondo”.

 

Iran, Cooper: "Urgente necessità ripristino libertà navigazione a Hormuz"

C’è “urgente necessità” di ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto la ministra degli Esteri britannica, Yvette Cooper, in apertura della riunione in videoconferenza con oltre 40 omologhi internazionali, tra cui Antonio Tajani. Cooper ha inoltre condannato la “sconsideratezza” dell’Iran per aver “minato la sicurezza economica globale”.

Iran, Ghalibaf avverte gli Usa: "In 7 milioni pronti alla difesa, fatevi sotto"

“Circa sette milioni di iraniani si sono già fatti avanti e hanno dichiarato di essere pronti a prendere le armi per difendere la Nazione”. Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, in un chiaro monito agli Usa, riferendo di una campagna nazionale avviata da meno di una settimana, mentre resta sul tavolo l’opzione di un intervento di terra statunitense nella Repubblica islamica. “Gli iraniani non si limitano a parlare, versano il loro sangue per il Paese. L’abbiamo già fatto in passato e siamo pronti a farlo di nuovo. Se venite a prendere la nostra casa, troverete tutta la famiglia. Pronti, carichi e a testa alta. Fatevi sotto”, ha scandito Ghalibaf.

Iran, Macron su Trump: "Se si vuole essere seri non ci si contraddice ogni giorno"

Emmanuel Macron critica il presidente americano Donald Trump per aver minato la sostanza della Nato generando “dubbi quotidiani sul proprio impegno” nei confronti dell’Alleanza Atlantica. “Se si creano dubbi sul proprio impegno ogni giorno, la si priva di sostanza”, ha dichiarato il presidente francese durante una visita di Stato a Seul. “È una responsabilità che le autorità americane si stanno assumendo oggi dicendo ogni mattina che faremo questo, che non faremo quello, o qualcos’altro”, ha continuato, aggiungendo: “Si parla troppo, e si è confusi. Abbiamo tutti bisogno di stabilità, calma, un ritorno alla pace; non è uno spettacolo”. Riguardo sia alla Nato che al conflitto in Medio Oriente, “dobbiamo essere seri, e quando si vuole essere seri, non ci si contraddice ogni giorno”, ha aggiunto Emmanuel Macron, riferendosi alla strategia comunicativa di Donald Trump.

Pasdaran: "Colpiti impianti siderurgici in avvertimento a Usa"
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno dichiarato di aver colpito, secondo i media di Stato, impianti siderurgici e alluminiferi legati agli Stati Uniti in alcuni Paesi del Golfo. L’operazione, secondo i Pasdaran, sarebbe stata concepita come un “avvertimento”: se le industrie iraniane dovessero essere nuovamente colpite, la risposta di Teheran sarà “più dolorosa”.
I Pasdaran avevano già avvertito martedì scorso che avrebbero iniziato a prendere di mira le aziende statunitensi in Medio Oriente, accusando Washington e i suoi alleati israeliani di essere coinvolti in operazioni “terroristiche” in cui sarebbero stati uccisi cittadini iraniani. “Gli elementi principali nella progettazione e nel tracciamento degli obiettivi di assassinio sono le aziende americane Ict e di intelligenza artificiale”, si legge nella nota, che definisce queste strutture “obiettivi legittimi”.
Iraq inizia export greggio su autocisterne via Siria

L’Iraq ha iniziato a esportare greggio su autocisterne attraverso “la vicina Siria“. Lo conferma il Ministero del Petrolio di Baghdad. La Siria, si legge in una nota, “garantirà il passaggio sicuro” del greggio e le esportazioni aumenteranno “gradualmente”.

 

Forti esplosioni nel centro di Teheran
Macron: "Operazione militare a Hormuz irrealistica"

Un’operazione militare per “liberare” lo Stretto di Hormuz sarebbe “irrealistica”. Lo sostiene il presidente francese Emmanuel Macron parlando a Seul poche ore dopo il discorso che il presidente americano Donald Trump alla nazione. Parlando dell’operazione avviata da Stati Uniti e Israele, dice anche: “Non è un’azione militare mirata, nemmeno di poche settimane, a fornire una soluzione duratura alla questione nucleare“.

 

Tajani in riunione su Hormuz

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani parteciperà alle 13 alla riunione ministeriale in formato virtuale organizzata dal Regno Unito in seguito alla dichiarazione promossa il 19 marzo scorso e firmata da 35 Paesi, inclusa l’Italia. Lo rende noto la Farnesina. Si parlerà dello Stretto di Hormuz e delle misure diplomatiche e politiche per ripristinare la libertà di navigazione, garantire la sicurezza delle navi e dei marittimi bloccati nel Golfo e riprendere il trasporto di beni di prima necessità attraverso lo Stretto.

 

Teheran all'Aiea: l'attacco a Bushehr è "crimine di guerra"

Gli attacchi israelo-americani alla centrale nucleare di Bushehr, in Iran, costituiscono ”una violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale” e potrebbe costituire ”un crimine di guerra”. Lo dichiara l’ambasciatore iraniano presso l’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Reza Najafi, intervistato dall’Afp a Vienna.

“Anche in tempo di guerra è vietato prendere di mira installazioni utilizzate dai civili e un simile attacco costituirebbe un crimine gravissimo, un crimine contro l’umanità, un crimine di guerra”, aggiunge, sottolineando che in caso di fuga radioattiva l’acqua verrebbe contaminata e la popolazione dovrebbe essere evacuata.

 

Nuova condanna a morte in Iran, uomo impiccato

Le autorità iraniane hanno giustiziato un uomo condannato con l’accusa di aver agito per conto di Israele e degli Stati Uniti durante le proteste antigovernative di inizio anno. “Amir-Hossein Hatami è stato impiccato all’alba di oggi”, si legge sul sito web della magistratura Mizan Online, che aggiunge che l’uomo avrebbe agito “contro la sicurezza nazionale per conto del regime sionista e degli Stati Uniti”. Tra le accuse, quello di aver provato a fare irruzione in “un centro militare e distruggerlo per impossessarsi delle armi ivi custodite”.

 

Hezbollah colpisce il nord di Israele

Hezbollah avrebbe lanciato più di 50 razzi dal Libano contro il nord di Israele questa mattina. Lo ha riferito l’Idf, precisando che un razzo ha colpito la città di confine di Kiryat Shmona, ferendo leggermente due persone. L’attacco è avvenuto nel primo giorno della Pasqua ebraica.

 

Idf: "Colpita base a Teheran"

L’aeronautica militare israeliana annuncia di aver colpito una base delle forze di terra delle Guardie Rivoluzionarie e un centro di comando mobile dei comandanti del regime a Teheran, nell’ambito di una nuova ondata di attacchi. L’Idf conferma anche che centinaia di centri di comando del regime in tutto l’Iran sono stati “resi inoperativi” dal 28 febbraio.

Lo shock economico per l'Italia

Viviamo un “contesto internazionale complesso e carico di incognite, ne abbiamo parlato a lungo con il governatore. Le guerre in Medio Oriente, in Ucraina, le tensioni commerciali e lo shock economico-finanziario sono una sfida gravosa per l’Italia, per le famiglie e le imprese, e non vanno sottovalutate in questo momento”. Lo afferma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel suo intervento alla XVI Conferenza Maeci-Banca d’Italia alla Farnesina.

“In un momento così complicato le sfide si vincono se tutto l’equipaggio della nave rema nella stessa direzione, la Banca d’Italia è in prima fila come lo siamo noi”, ha proseguito Tajani, secondo cui “in questo momento a Hormuz c’è un problema non indifferente”. Il ministro ha confermato che, al termine dell’evento con la Banca d’Italia, parteciperà a una riunione con i ministri degli Esteri per “vedere cosa fare (nello Stretto di Hormuz, ndr) non è facile”.

 

Guerra, Bce: "Forte impatto sui mercati finanziari mondiali"

La guerra in corso “ha avuto un forte impatto sui mercati finanziari mondiali” e “dall’ultima riunione di politica monetaria del Consiglio direttivo del 5 febbraio 2026, le condizioni finanziarie complessive hanno registrato un inasprimento. I mercati azionari hanno registrato una flessione e i tassi di interesse di mercato nell’area dell’euro, specialmente quelli a breve termine, sono aumentati considerevolmente”. Lo evidenzia la Bce nel suo ultimo bollettino.

Cina: "Operazione illegale USA e Israele causa del blocco di Hormuz"

Secondo la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning, sarebbe “l’operazione militare illegale” di Stati Uniti e Israele contro l’Iran “la causa alla radice” della chiusura dello Stretto di Hormuz.

 

NYT: "Iran non disposto a impegnarsi in negoziati sostanziali"

Il governo iraniano non sarebbe attualmente disposto a impegnarsi in negoziati sostanziali per porre fine alla guerra con Stati Uniti e Israele. Lo sostengono diverse agenzie di intelligence statunitensi, secondo funzionari citati dal New York Times. Inoltre, i potenziali negoziatori iraniani sarebbero poco disposti a utilizzare canali comunicativi che ritiene controllati da USA e Israele.

La reazione della Cina al discorso di Trump

La Cina torna a chiedere “la fine immediata delle ostililità“, dopo il discorso di Donald Trump alla nazione. “I mezzi militari non possono risolvere fondamentalmente il problema e l’escalation del conflitto non è nell’interesse di nessuna delle due parti“, sostiene la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning in una conferenza stampa, esortando “le parti interessate a cessare immediatamente le operazioni militari”.

 

Teheran: "Non tollereremo questo circolo vizioso di guerra"
guerra Iran-USA, Adnkronos

“Non tollereremo questo circolo vizioso di guerra, negoziati, cessate il fuoco e poi la ripetizione dello stesso schema”. Così il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano risponde al discorso di Trump, riferendosi a una guerracatastrofica non solo per l’Iran, ma per l’intera regione e oltre”.

Teheran ribadisce che non considera i suoi vicini del Golfo come nemici: “Abbiamo ripetutamente detto che siamo determinati a continuare le nostre relazioni di buon vicinato con tutti loro. Il problema è che gli Stati Uniti e Israele stanno sfruttando i loro territori per condurre la loro aggressione militare contro l’Iran”.

“Questa è una guerra ingiusta che è stata imposta al popolo iraniano. Non abbiamo altra scelta che reagire con forza”, ha concluso in una nota.

 

Ambasciata Usa a Bagdad allerta i connazionali: "Via subito, possibili attacchi in 24-48 ore"

L’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad ha esortato i cittadini americani a lasciare immediatamente l’Iraq, avvertendo di possibili attacchi nella capitale entro le prossime 24-48 ore. In un avviso di sicurezza pubblicato sul suo account su X, l’ambasciata ha dichiarato che milizie irachene alleate dell’Iran potrebbero pianificare attacchi nel centro di Baghdad prendendo di mira cittadini e interessi statunitensi.

Potenziali obiettivi potrebbero includere cittadini americani, aziende, università, strutture diplomatiche, infrastrutture energetiche, hotel e aeroporti, così come istituzioni irachene e siti civili percepiti come collegati agli Stati Uniti, ha aggiunto la rappresentanza, che ha diramato l’avviso due giorni dopo il rapimento di una giornalista americana, Shelly Kittleson.

“Non viaggiate in Iraq per nessuna ragione. Partite immediatamente se vi trovate lì”, recita l’allerta della rappresentanza, che ha anche avvertito che il governo iracheno non è stato in grado di prevenire attacchi che si verificano all’interno o che provengono dal suo territorio, aggiungendo che alcuni membri delle milizie “potrebbero avere legami con istituzioni statali o essere in possesso di documenti d’identità ufficiali”.

Teheran risponde a Trump: "Aspettatevi azioni schiaccianti e distruttive"

Teheran risponde a Donald Trump che minaccia di riportare l’Iran “all’età della pietra”, promettendo “azioni schiaccianti”. “Con fiducia in Dio onnipotente, questa guerra continuerà fino alla vostra umiliazione, disgrazia, rammarico certo e permanente e resa – ha dichiarato il comando operativo militare iraniano Khatam Al-Anbiya in un comunicato diffuso dalla televisione di stato – Attendete le nostre azioni più schiaccianti, più ampie e più distruttive”.

Dopo discorso Trump prezzo petrolio torna a salire: 105 dollari al barile
Hezbollah rivendica lancio missili e droni contro nord Israele

Hezbollah ha rivendicato gli attacchi missilistici e con droni nel nord di Israele. In diversi comunicati, il gruppo libanese filo-iraniano ha affermato di aver preso di mira con missili soldati israeliani posizionati in due località della zona di confine e di aver attaccato con droni un villaggio israeliano. Allarmi sono risuonati in queste regioni, ha indicato il Comando del Fronte Interno israeliano, secondo cui gli attacchi non avrebbero fatto né vittime né danni.

Israele, intercettato lancio missili dopo discorso Trump

Difese aeree israeliane in azione per rispondere a un attacco missilistico iraniano lanciato poco dopo il discorso alla nazione di Donald Trump. L’esercito ha dichiarato in un comunicato di aver “identificato missili lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele” per la terza volta in poco più di tre ore, aggiungendo che “i sistemi difensivi sono operativi per intercettare la minaccia”. Le sirene d’allarme aereo sono risuonate in tutto il nord del Paese, secondo il Comando del Fronte Interno dell’esercito, e non ci sono state segnalazioni immediate di vittime o danni.

Il discorso alla nazione di Trump: "Colpiremo l'Iran duramente ancora per 2-3 settimane"
Guerra in Iran, discorso alla nazione di Trump - Adnkronos, 2 aprile 2026

Intorno alle 3 di notte (ora italiana) il presidente Donald Trump ha tenuto un atteso discorso alla nazione, incentrato sul conflitto contro l’Iran.

“Siamo molto vicini ai nostri obiettivi, finiremo molto presto” il lavoro e colpiremo ancora l’Iran “molto duramente nelle prossime due-tre settimane“, annuncia nel suo discorso alla nazione, durato poco più di venti minuti, durante il quale ha ribadito più volte di aver “decimato” il Paese.

Donald Trump, inoltre, esorta i Paesi del mondo che ricevono petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz a mostrare “coraggio” e a occuparsi del passaggio, che l’Iran ha chiuso alle navi degli Stati “nemici”. Nel suo primo discorso alla nazione sulla guerra da quando Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran il 28 febbraio scorso, Il presidente ha detto: “I Paesi del mondo che ricevono petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz devono occuparsi di quel passaggio. Prendetelo e basta, proteggetelo, usatelo per voi stessi”.

Sostenendo che lo Stretto di Hormuz “si aprirà naturalmente” una volta concluso il conflitto, Trump afferma che, essendo l’Iran “essenzialmente decimato, la parte difficile è fatta, quindi dovrebbe essere facile”. E aggiunge: “Vorranno poter vendere petrolio, perché è tutto ciò che hanno per cercare di ricostruire”.

Il mistero dei negoziati

Prosegue il giallo sui colloqui Iran-USA. Per Trump, l’Iran avrebbe chiesto il cessate il fuoco. Quasi implorato, a dire il vero. Al contrario, le autorità della Repubblica islamica negano l’esistenza di veri e propri negoziati, accennando solo a dei colloqui e dei messaggi tramite intermediari per incrementare gli sforzi diplomatici verso la pace. Nulla di concreto. Al centro una domanda: lo Stretto di Hormuz farà parte di un eventuale accordo o no? E una seconda domanda: Israele? Queste due delle questioni aperte che fanno presagire una fase eventuale di colloqui molto complessa e non priva di elementi oscuri tra i Paesi coinvolti nel conflitto.

Cosa succede in Iran e nei Paesi del Golfo, le ultime notizie

Dopo 34 giorni di guerra, non c’è ancora fine alle tensioni. Il presidente statunitense Donald Trump sostiene che l’Iran abbia chiesto un cessate il fuoco. Teheran nega e precisa – tramite il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, intervistato da Al Jazeera – che “Non accettiamo un cessate il fuoco. Chiediamo la fine della guerra in Iran e in tutta la regione. Chiediamo garanzie che tali aggressioni non si ripetano e il risarcimento dei danni causati a noi e al popolo iraniano”. L’Iran nega l’esistenza di veri e propri negoziati.

Al centro del dibattito rimane lo Stretto di Hormuz, quel “piccolo” angolo di mondo la cui chiusura rischia di gettare l’Europa in primis ma anche buona parte del resto del mondo in una crisi energetica senza precedenti. Su questo argomento, gli USA dicono tutto e il contrario di tutto: prima la riapertura dello Stretto è un presupposto per trovare un accordo, poi non è la priorità. Poco dopo il focus è il nucleare, poi NO. Un attimo i negoziati procedono alla grande, quello successivo arrivano minacce gravi – comprese quelle di invasioni via terra – qualora non si arrivi all’accordo. E Trump si scaglia anche contro la NATO per il mancato intervento contro l’Iran, valutando “seriamente” di abbandonare l’Alleanza.

In questo contesto, i timori di nuove escalation sono diffusi più che mai. In particolare, nelle scorse ore gli Emirati Arabi Uniti si sarebbero detti pronti a intervenire direttamente – potenzialmente al fianco degli USA – pur di garantire la riapertura di Hormuz. E sarebbe il primo Paese del Golfo a farlo. C’è poi preoccupazione per il fronte Libano, ormai fuori controllo. Pare che Israele stia colpendo più obiettivi iraniani e di Hezbollah possibili. E questo non facilita sicuramente la strada per la pace.

In Italia, tiene ancora banco il dibattito sull’uso delle basi militari statunitensi e NATO nel territorio nazionale. Tra il 7 e il 9 aprile il ministro Crosetto e la premier Meloni dovrebbero riferire in Parlamento in merito.

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