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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Massima tensione a Hormuz e nel Golfo, attaccate navi

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Massima tensione a Hormuz e nel Golfo, attaccate navi
Isola di Kharg, Iran, immagine di repertorio da Imagoeconomica

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di mercoledì 22 aprile 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 22 aprile 2026

Guerra in Iran – mercoledì 22 aprile 2026: le ultime notizie in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 22 aprile 2026.
Inizio diretta: 22/04/26 07:00
Fine diretta: 23/04/26 00:00
"Occhio per occhio, petroliera per petroliera"

Occhio per occhio, petroliera per petroliera“. Queste le parole di Ibrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento iraniano, parlando del navi attaccate dalle Guardie Rivoluzionarie nello Stretto di Hormuz.

“Così come la nostra risposta al nemico durante i 40 giorni di guerra è stata decisa e forte – aggiunge il portavoce – non rimarremo in silenzio di fronte ai pirati, soci di Epstein. Non saranno in grado di trasformare il gioco, in cui hanno perso, in una vittoria”.

Iran, il premier pakistano incontra l'ambasciatore

Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, riceve l’ambasciatore iraniano a Islamabad, Reza Amiri Moghadam. Lo conferma al-Arabiya. Al centro del colloquio, naturalmente, gli ultimi sviluppi del conflitto e gli sforzi per la pace.

 

Terzo attacco a una nave a Hormuz

Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica avrebbero attaccato una terza nave nello Stretto di Hormuz. Lo riportano varie agenzie iraniane, tra cui Nour News, Fars e Mehr. L’imbarcazione sarebbe l’Euphoria, legata a una compagnia emiratina. Ancora pochi i dettagli.

 

Trump disposto a concedere "altri 3-5 giorni di cessate il fuoco"

Il presidente americano Donald Trump sarebbe disposto a concedere all’Iran altri tre-cinque giorni di cessate il fuoco per trovare un accordo. Lo scrive il sito Axios, analizzando con l’aiuto di tre funzionari statunitensi il dietro le quinte dell’annuncio sull’estensione del cessate il fuoco che però non si preannuncia “a tempo indeterminato”.

“Abbiamo constatato che all’interno dell’Iran esiste una frattura netta tra i negoziatori e i militari, senza che nessuna delle due parti abbia accesso alla Guida Suprema, che non risponde”, spiega un funzionario statunitense. Questo ostacolerebbe la situazione già complessa, assieme al blocco navale statunitense – il cui stop è per Teheran fondamentale prima di tornare al tavolo dei negoziati – e alla delicata gestione della questione nucleare e dello Stretto di Hormuz.

 

Sequestrate due navi a Hormuz

Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica (Irgc) ha annunciato il sequestro di due imbarcazioni nello Stretto di Hormuz. Lo riporta Tasnim. Le navi sarebbero la Msc Francesca ed Epaminondas, ritenute “non conformi” alle normative marittime e per questo “scortate verso la costa iraniana”.

Secondo le autorità iraniane, le due imbarcazioni avrebbero messo a rischio la sicurezza della navigazione operando senza i permessi necessari e manomettendo i sistemi di tracciamento.

 

Tajani, il colloqui con Araghchi: "Necessità di dialogo su Hormuz"

“Per quanto riguarda il colloquio che ho avuto poco fa con il ministro degli Esteri dell’Iran (Abbas Araghchi, ndr), ho ribadito a lui la necessità di continuare il dialogo di Islamabad, di raggiungere un accordo per la pace e ho ribadito l’importanza della libertà di circolazione a Hormuz“. Lo dichiara il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a Roma a margine del Forum Strategico Italia-Polonia.

“Ho ribadito l’importanza di tutelare i Paesi dell’area del Golfo, ho ribadito l’importanza di trovare un accordo anche in Iran, ho ribadito l’importanza di non procedere nell’uso militare del nucleare”, aggiunge, sottolineando la disponibilità dell’Italia a contribuire agli sforzi diplomatici per la fine del conflitto.

Uccisi due militanti di Hezbollah

L’aviazione israeliana conferma di aver ucciso ieri due militanti di Hezbollah: “Hanno oltrepassato la linea di difesa avanzata e si sono avvicinati alle truppe in un modo che costituiva una minaccia immediata”, spiegano le forze di Difesa israeliane (IDF) in una nota.

Cina: "Fase critica del conflitto"

Per il conflitto in corso è una “fase critica“. Lo sostiene la Cina dopo il fallimento del secondo round di negoziati – ancor prima del loro inizio – e in considerazione della fragilità della tregua in vigore. “L’attuale situazione nella regione è in una fase critica di transizione dalla guerra alla pace – dichiara il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, come riportano i media ufficiali del gigante asiatico – La priorità resta impedire la ripresa delle ostilità”. Pechino ribadisce la disponibilità a giocare un ruolo “costruttivo” nella mediazione.

Ukmto, fuoco contro altra nave cargo

Fuoco contro una nave cargo al largo dell’Iran. La Ukmto riferisce di aver avuto una segnalazione di un “incidente a otto miglia nautiche a ovest dell’Iran”: una nave cargo sarebbe stata presa di mira da “colpi d’arma da fuoco e si trova ora ferma”. L’equipaggio è al sicuro e non sono stati segnalati danni sulla nave, viene precisato.

 

Iran: "Basta blocco navale per tornare ai negoziati"

“Gli Stati Uniti devono fermare la loro ‘violazione del cessate il fuoco‘ prima di qualsiasi nuovo round di negoziati“. Così l’ambasciatore iraniano all’Onu, Amir-Saeid Iravani, al sito iraniano Shargh. “Appena revocheranno il blocco (navale), si terrà a Islamabad il prossimo round di negoziati”, ha rimarcato, affermando che la Repubblica islamica è “pronta per ogni scenario”.

“Non siamo stati noi ad avviare l’aggressione militare – rivela nelle dichiarazioni lanciate dalla tv satellitare al-Jazeera – Se vogliono una soluzione politica, siamo pronti. Se vogliono la guerra, siamo pronti allo stesso modo”.

 

Ancora morti in Libano

Nonostante il fragile cessate il fuoco, si continua a morire in Libano: in un raid è rimasta uccisa una persona nella regione della Bekaa. Altre due sono rimaste ferite. Lo riporta l’agenzia libanese Nna, secondo cui l’operazione è avvenuta all’alba alla periferia di al-Jabur. Il raid viene attribuito a Israele.

 

Nuova condanna a morte in Iran

Eseguita in Iran la condanna alla pena di morte inflitta a un uomo accusato di legami con i servizi israeliani. Mehdi Farid sarebbe stato accusato  – si legge sul sito Mizan Online – di “collaborazione con i servizi di spionaggio terroristici del Mossad, dopo l’esame del caso e la conferma della sentenza definitiva”.

 

Iran "pronto a difendersi"

I Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, affermano di essere pronti a far fronte a qualsiasi nuovo attacco e che “infliggeranno colpi devastanti” ai “rimanenti asset del nemico” in caso di ripresa dei combattimenti. Lo riferisce l’agenzia iraniana Mehr.

Fuoco contro nave cargo al largo dell'Oman

I Guardiani della Rivoluzione iraniani sono accusati di aver aperto il fuoco contro una nave portacontainer al largo dell’Oman. Lo rivela la Uk Maritime Traffic Organization (Ukmto) riferendo della segnalazione di un “incidente a 15 miglia nautiche a nordest dell’Oman” e precisando che la portacontainer sarebbe stata avvicinata da un’unità dei Pasdaran, che ha “aperto il fuoco contro la nave”. Segnalati “gravi danni al ponte” della nave; nessuna conseguenza, invece, per l’equipaggio. Secondo la società Vanguard Tech, si tratterebbe di una nave battente bandiera della Liberia, che”era stata informata di avere l’autorizzazione per il transito nello Stretto di Hormuz”.

Secondo l’agenzia iraniana Tasmin, la nave avrebbe “ignorato gli avvertimenti delle Forze armate iraniane”.

cc

Nelle prossime ore 30 Paesi europei a confronto per apertura stretto Hormuz

Secondo quanto riporta Reuters, i “pianificatori militari” di oltre 30 Paesi terranno colloqui di due giorni a Londra a partire da oggi per “promuovere una missione volta a riaprire lo Stretto di Hormuz“. Lo ha fatto sapere il Governo britannico.

Cnn: “L’esercito USA sta esaurendo le proprie scorte”

L’esercito statunitense ha significativamente prosciugato le sue scorte di missili durante la guerra con l’Iran e ha creato un “rischio a breve termine” di esaurire le munizioni in un futuro conflitto nei prossimi anni. Lo sostengono tre persone a conoscenza delle recenti valutazioni interne del dipartimento della Guerra americano, come scrive Cnn. Secondo un’analisi del Center for Strategic and International Studies, nelle ultime sette settimane di guerra l’esercito Usa ha usato almeno il 45% delle sue scorte di missili da attacco di precisione. Non solo. Avrebbe messo in campo almeno metà del suo inventario di missili THAAD, progettati per intercettare missili balistici, e quasi il 50% del suo stock di missili intercettori Patriot per la difesa aerea.ta

Trump: “Con Hormuz aperto accordo solo se facciamo saltare in aria Iran”

L’Iran non vuole che lo Stretto di Hormuz venga chiuso, lo vuole aperto per poter guadagnare 500 milioni di dollari al giorno (che è, quindi, la cifra che perde se viene chiuso!). Dicono di volerlo chiudere solo perché io l’ho completamente BLOCCATO (CHIUSO!), quindi vogliono semplicemente salvare la faccia”. Lo ha scritto Donald Trump sul suo social Truth durante la notte, riconfermando il blocco navale imposto. “Quattro giorni fa alcune persone mi hanno avvicinato dicendo: “Signore, l’Iran vuole riaprire lo Stretto, immediatamente”. Ma se lo facessimo, non ci sarebbe mai un accordo con l’Iran, a meno che non facessimo saltare in aria il resto del loro Paese, compresi i loro leader”.t

Iran – USA – Israele – Libano, cosa succede: le ultime news

Dopo una giornata di tira e molla e indiscrezioni, il fallimento del secondo round di negoziati – collassato ancora prima di iniziare – apre una nuova delicatissima fase del conflitto tra Iran e Stati Uniti. Da Trump è arrivata la decisione di estendere il cessate il fuoco “finché le discussioni non saranno concluse”, ma la tregua è molto fragile. La situazione più delicata rimane quella dello Stretto di Hormuz. Da Teheran – prima di tornare a sedersi al tavolo dei negoziati – arriva la richiesta della fine del blocco navale imposto dagli USA. Nel frattempo, prende corpo l’ipotesi di una missione internazionale per bonificare lo Stretto dalle mine e garantire la libertà di navigazione. Una missione – sottolineano più fonti – esclusivamente pacifica, che nulla ha a che vedere con le operazioni militari.

Rimane ugualmente delicata la situazione in Libano, dove nonostante il fragile cessate il fuoco si continua a morire e Israele prosegue le sue operazioni contro Hezbollah. Anche dalla questione libanese dipenderanno gli eventuali futuri colloqui tra Teheran e Washington.

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