Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 22 maggio 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 22 maggio 2026
L’Iran ha ipotizzato una possibile collaborazione con l’Oman, alleato degli Stati Uniti nel Golfo, per imporre un pedaggio alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Lo scrive il New York Times. Da quando gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato la guerra contro l’Iran alla fine di febbraio, il traffico commerciale su questa vitale via navigabile si è quasi completamente arrestato, con ripercussioni sull’economia globale e sui prezzi dell’energia. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ieri ha dichiarato che Hormuz “È una via navigabile internazionale. Non vogliamo pedaggi”.
Prezzo del petrolio in aumento questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a luglio passa di mano a 97,77 dollari al barile con un avanzamento dell’1,47% mentre il Brent, sempre con consegna a luglio, è scambiato a 104,62 dollari al barile con una crescita dell’1,99%.
Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi ha incontrato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim. Durante l’incontro, i due funzionari hanno esaminato le ultime proposte per porre fine alla guerra, nel tentativo di risolvere i restanti punti di disaccordo tra Stati Uniti e Iran, ha riferito Tasnim.
Non c’è ancora l’accordo tra USA e Iran, così come manca ancora la risoluzione della questione Libano. I punti “caldi” del dibattito rimangono sempre gli stessi: nucleare, Stretto di Hormuz (con gli USA che ribadiscono il “no” al sistema dei pedaggi proposto da Teheran) e la lotta contro Hezbollah. Il disastro umanitario, nel frattempo, ha degli effetti devastanti sulle economiche non solo dei Paesi direttamente coinvolti ma del mondo intero.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano, le ultime notizie
Si sono registrati “alcuni progressi” nei negoziati USA-Iran. Lo afferma il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, che però attacca la NATO per le posizioni prese nei confronti delle azioni degli Stati Uniti contro l’Iran. E, tra l’altro, frena l’entusiasmo e l’ottimismo e – parlando ai giornalisti – conclude il discorso sul Medio Oriente con “Vediamo che succede nei prossimi giorni”.
Per l’accordo sul nucleare e sullo Stretto di Hormuz la strada è ancora in salita. Secondo fonti iraniane citate da Reuters, per Khamenei l’uranio arricchito al 60% deve restare in Iran e non essere mandato all’estero come chiedono gli USA. Donald Trump, dal canto suo, continua a dire che “l’uranio sarà nostro”. E anche che qualsiasi accordo dovrà prevedere l’impossibilità per la leadership iraniana di avere l’arma nucleare.
Cambia poco anche in Libano. Continuano gli attacchi e il disastro umanitario ed economico è oramai una triste realtà quotidiana. Al centro del dibattito internazionale torna Gaza. Gli attivisti italiani della Flotilla finiti nel mirino di Israele sono stati rilasciati, ma la vicenda non si chiude. A livello mondiale la diffusione di video con figure di spicco della leadership israeliana testimoni mentre gli attivisti detenuti venivano umiliati ha scatenato polemiche. E la posizione di Israele nel contesto geopolitico diventa sempre più delicata.
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