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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Trump annuncia: “Teheran ha detto sì alle ispezioni nucleari”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Trump annuncia: “Teheran ha detto sì alle ispezioni nucleari”
Foto Adnkronos

Le ultime notizie sul conflitto USA-Iran, sulla situazione di Hormuz e sugli ultimi sviluppi in Libano

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 23 giugno 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 23 giugno 2026
Inizio diretta: 23/06/26 07:00
Fine diretta: 24/06/26 00:00
Teheran: "Nessun obbligo di usare fondi sbloccati in prodotti Usa"

L’Iran potrebbe benissimo utilizzare i fondi congelati e sbloccati in base all’accordo con Washington per acquistare prodotti agricoli statunitensi. A dichiararlo è stato il governatore della banca centrale di Teheran Abdolnaser Hemmati, smentendo però in un videomessaggio la dichiarazione del presidente americano Donald Trump secondo cui l’accordo obbliga l’Iran a spendere il denaro per le esportazioni americane.

Hemmati ha affermato che è vero che i 12 miliardi di dollari inizialmente sbloccati per Teheran devono essere utilizzati per acquistare “beni essenziali e medicinali”. Trump ha dichiarato oggi che il denaro dell’Iran sarebbe stato “utilizzato per l’acquisto di cibo e forniture mediche, esclusivamente dagli Stati Uniti, tra cui mais, grano e soia dai nostri grandi agricoltori americani”.

Ma Hemmati ha rassicurato i suoi connazionali iraniani: “Non è vero. Non c’è alcun obbligo di questo tipo nei memorandum firmati durante i negoziati. Non c’è alcun obbligo di acquistare dagli Stati Uniti”.

Trump: "Teheran si sbaglia su ispezioni altrimenti annullerei tutti gli incontri"

“Stiamo andando molto bene con l’Iran. Sono stati decimati e stiamo stringendo un accordo con loro. Ieri sono usciti 19 milioni di barili di petrolio – ed è il volume più grande nella storia dello Stretto di Hormuz. Il nostro mercato azionario è alle stelle e i prezzi del petrolio stanno crollando”. A dichiararlo, rispondendo alle domande dei giornalisti in Pennsylvania, è stato il presidente americano Donald Trump.

Trump ha ribadito la sua posizione sulle ispezioni dell’Aiea in Iran contestando la versione di Teheran secondo cui non sono previste visite. “Si sbagliano… Ce l’hanno detto direttamente e abbiamo tutto sotto controllo, al 100%” ha affermato. “E se avessero ragione, annullerei subito gli incontri”.

Per Trump, l’Iran si trova grazie alla sua amministrazione in una posizione in cui non era mai stato prima. “I soldi che preleveremo dall’Iran andranno ai nostri agricoltori per fornire mais, soia e grano all’Iran, perché hanno un problema di fame… hanno molti problemi”.

Meloni: "Garantire piena navigazione"

“Dobbiamo garantire il pieno ripristino della libertà di navigazione, non solo per ciò che Hormuz rappresenta come snodo fondamentale del commercio globale, ma anche per il precedente che un suo controllo comporterebbe. Se consentissimo, ad esempio, il pagamento di un pedaggio immaginato dagli iraniani sullo Stretto di Hormuz, ci ritroveremmo catapultati in un mondo nel quale ogni snodo fondamentale del commercio diventerebbe uno strumento di pressione sugli Stati e potrebbe essere utilizzato come un’arma”. Così la premier Giorgia Meloni, ospite de “Il giorno della Verità”.

Meloni: "Accordo Usa-Iran complesso, ma rimango ottimista"

L’accordo Usa-Iran “è sicuramente un accordo molto complesso. Io rimango ottimista. Penso che dobbiamo guardare soprattutto a tre elementi fondamentali. Il primo è il nucleare. Noi non possiamo oggettivamente consentire che il regime degli ayatollah si doti di armi nucleari, nel momento in cui dispone anche, e ce l’ha ampiamente dimostrato, di missili a lungo raggio. Non lo possono consentire né gli Stati Uniti, né Israele, né chi è più vicino al confine con l’Iran, ma nemmeno noi: non ce lo possiamo permettere”. A dirlo, ospite de ‘Il giorno della Verità’, è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Primo ministro pakistano: ""Cercano di far fallire l'accordo di pace"

“Ci sono elementi di disturbo in tutto il mondo che cercano di far fallire questo accordo di pace. Non si possono applicare due pesi e due misure”. Lo ha dichiarato il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, riferendosi all’intesa tra Iran e Stati Uniti nel corso di una conferenza stampa congiunta a Islamabad con il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian.

“Questo memorandum d’intesa non menziona i missili balistici. La questione non è mai stata sul tavolo delle trattative”, ha poi evidenziato Sharif, che rivolgendosi a Pezeshkian ha scandito: “Dalle avversità si esce più forti e si diventa amici e fratelli per sempre. L’Iran e il Pakistan oggi sono fratelli e amici per sempre”.

Iran, al via evacuazione di 11 mila marinai bloccati a Hormuz
Al via a Washington nuovi colloqui fra Libano e Israele

Iniziati a Washington nuovi colloqui tra Libano e Israele. Lo riporta Cnn citando l’ambasciata israeliana negli Stati Uniti. “Le discussioni si svolgeranno parallelamente su binari diplomatici e militari”

Hezbollah: "Israele ha palesemente violato la tregua in Libano"

Hezbollah ha denunciato una “palese violazione” del cessate il fuoco in Libano da parte dell’esercito israeliano. Secondo l’agenzia di stampa statale Nna, i soldati dell’Idf hanno sparato contro un gruppo di persone vicino a un bulldozer, mentre ripulivano una strada in un quartiere di Nabatieh. “L’attacco a tradimento condotto dall’esercito nemico ha provocato la morte di due civili, fra cui un dipendente comunale, e il ferimento di molti altri”, ha sottolineato Hezbollah.

Teheran accetta ispezioni nucleari, l'annuncio di Trump

“Nonostante le loro proteste e dichiarazioni false che sostengono il contrario, l’Iran ha accettato pienamente e completamente ispezioni nucleari al massimo livello per un periodo molto lungo nel futuro (all’infinito!!!). Ciò garantirà l’ ‘onestà nucleare’ “. Lo scrive in un post su Truth Social il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. 

“Se non avessero accettato questo, non ci sarebbero stati ulteriori negoziati! Sulla base di questa e di altre importanti concessioni fatte dall’Iran, ho acconsentito a lasciare aperto lo Stretto di Hormuz, senza ulteriori blocchi navali”, ha proseguito Trump, sottolineando che “tutte le navi rimangono in posizione nel caso fosse necessario ripristinare il blocco, cosa che, a questo punto, sembra altamente improbabile”.

Lo Stretto di Hormuz rimane aperto, ma "navi Usa rimangono"

Trump: “Ho accettato di lasciare aperto lo stretto di Hormuz, senza ulteriore blocco navale, ma terrò tutte le navi in posizione per reintegrare il blocco se necessario”.

Colloqui tra Usa e Iran procedono positivamente

Donald Trump è apparso ottimista sull’andamento dei negoziati con l’Iran. “I colloqui stanno andando bene”, ha assicurato il il Tycoon su Truth.

Trump: "Teheran ha accettato ispezioni nucleari al massimo livello"

“Nonostante le loro proteste e dichiarazioni false che sostengono il contrario, l’Iran ha accettato pienamente e completamente ispezioni nucleari al massimo livello per un periodo molto lungo nel futuro (all’infinito!!!). Ciò garantirà l’ ‘onestà nucleare’ “. Lo scrive in un post su Truth Social il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, reagendo alle ultime dichiarazioni arrivate da Teheran sulle ispezioni ai propri siti nucleari.

“Se non avessero accettato questo, non ci sarebbero stati ulteriori negoziati! Sulla base di questa e di altre importanti concessioni fatte dall’Iran, ho acconsentito a lasciare aperto lo Stretto di Hormuz, senza ulteriori blocchi navali”, ha proseguito Trump, sottolineando che “tutte le navi rimangono in posizione nel caso fosse necessario ripristinare il blocco, cosa che, a questo punto, sembra altamente improbabile”.

Trump: "Fondi sbloccati saranno usati per fronteggiare crisi umanitaria"

“Il denaro e/o le sanzioni che il Tesoro degli Stati Uniti sta sbloccando vengono depositati in un conto di garanzia, controllato dagli Stati Uniti, e saranno utilizzati (dall’Iran, ndr) per l’acquisto di generi alimentari e forniture mediche, esclusivamente dagli Stati Uniti, tra cui mais, grano e soia provenienti dai nostri grandi agricoltori americani”. Lo ha indicato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post su Truth.

“Si tratta di beni di cui l’Iran ha un disperato bisogno. Questa è una crisi umanitaria, e ritengo sia necessario aiutare, ora, prima che sia troppo tardi. I colloqui stanno procedendo bene!”, ha aggiunto Trump.

Araghchi raggiunge Pezeshkian in Pakistan

Dopo la tappa in Oman per incontrare il sultano Haitham bin Tariq assieme al capo negoziatore Mohammed Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri iraniano ha raggiunto a Islamabad il presidente Masoud Pezeshkian. Lo riportano i media iraniani.

Netanyahu: "Non è ancora finita, ma dipende dalla nostra forza"

“Non è ancora finita”. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ribadito che la campagna contro l’Iran ed i suoi alleati regionali, a partire da Hezbollah, proseguirà, sostenendo allo stesso tempo la necessità per Israele di ridurre la propria dipendenza dagli Usa sul piano militare e di sviluppare una capacità autonoma per quanto riguarda la produzione di armamenti.

Incontrando un gruppo di ufficiali riservisti nell’insediamento di Gush Etzion, in Cisgiordania, Netanyahu – secondo quanto riferito dal Times of Israel – ha ringraziato Washington per il sostegno garantito negli anni, ma ha sottolineato che Israele deve essere in grado di contare sempre di più sulle proprie forze. “Apprezzo molto il sostegno che abbiamo ricevuto dai nostri amici americani, ma oggi dico che abbiamo bisogno di un sistema indipendente di produzione di armi. Dobbiamo fabbricare i nostri armamenti”, ha affermato.

Il primo ministro ha collegato questa necessità al confronto in corso con Teheran e con le organizzazioni alleate dell’Iran nella regione. “Stiamo affrontando l’Iran e i suoi proxy. Li abbiamo colpiti duramente. Non è ancora finita, ma dipende dalla nostra forza”, ha concluso.

Società monitoraggio navigazione: "Ieri record transito mercantili a Hormuz"

Almeno 35 navi mercantili hanno attraversato ieri lo Stretto di Hormuz, un numero record dall’inizio della guerra a fine febbraio, secondo i dati della società di monitoraggio marittimo Kpler.

I 35 attraversamenti dello Stretto rappresentano quasi un terzo del traffico normale in tempo di pace (circa 120 al giorno), che normalmente vede transitare circa un quinto delle esportazioni mondiali di petrolio e gas.

Teheran: "Ritiro truppe Israele è previsto nel memorandum con Usa"

Il ritiro delle truppe israeliane dal Libano rientra tra gli impegni previsti dal memorandum d’intesa negoziato con gli Stati Uniti. Lo ha affermato l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahreini, secondo cui il Libano costituisce una parte “indiscutibile” dell’accordo.

Teheran: "Discussioni tecniche molto positive con Usa in Svizzera"

L’Iran conferma i segnali incoraggianti dopo i colloqui in Svizzera con gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahreini, riferendo di sviluppi positivi nei colloqui in corso per raggiungere un accordo tra le due parti.

“I nostri colleghi hanno continuato ieri discussioni molto positive a livello tecnico”, ha affermato Bahreini, citato dai media iraniani. Il diplomatico ha inoltre annunciato che nei prossimi giorni saranno istituiti due gruppi di lavoro incaricati di affrontare rispettivamente la revoca delle sanzioni imposte all’Iran e le questioni legate alle attività nucleari della Repubblica islamica.

Teheran: "Non permetteremo a ispettori Aiea di visitare siti nucleari"

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che “Teheran non ha intenzione di consentire agli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) di visitare i siti nucleari bombardati durante la guerra”.

La dichiarazione di Baghaei contraddice le affermazioni del vicepresidente statunitense JD Vance, il quale aveva affermato che i negoziati in Svizzera avevano portato a un accordo per consentire all’AIEA di visitare i siti iraniani.

Libano, Smotrich: "No a ritiro Idf finché Hezbollah esiste"

Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha dichiarato che Israele non ritirerà le sue forze militari dal Libano meridionale “finché Hezbollah esisterà in Libano” e finché questo governo rimarrà al potere. “Semplicemente non accadrà”, ha dichiarato alla radio dell’esercito. “Non ci sarà alcun ritiro israeliano dalla zona di sicurezza in Libano, compresa la rocca di Beaufort, finché Hezbollah esisterà in Libano”.

Smotrich ha aggiunto: “Hezbollah è un’organizzazione terroristica. Deve essere smantellata, non deve far parte del governo libanese e non deve avere alcuna forza militare né la capacità di minacciare lo Stato di Israele. Solo allora sarà possibile discutere di nuovi accordi di sicurezza”.

Il ministro sottolinea che ciò significa “finché Hezbollah non sarà smantellato. Non solo disarmato… smantellato. Non solo privato delle sue armi, ma anche del suo potere politico in Libano. Finché conserverà un potere tale da poter minacciare gli abitanti del nord di Israele e finché saremo al potere, non ci sarà alcun ritiro”.

Pezeshkian: "Pieno rispetto obblighi concordati"

“L’efficacia dei colloqui dipende dal pieno rispetto degli obblighi concordati e dalla loro precisa attuazione”. Lo ha dichiarato su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian parlando dei negoziati con Washington.

“I progressi su questa strada saranno misurati dall’effettiva adesione alle responsabilità accettate – ha aggiunto – Le dichiarazioni al di fuori del testo concordato non contribuiscono a far progredire i negoziati”.

Media: "Verranno istituiti gruppi negoziali su nucleare e sanzioni"

Si sono conclusi in Svizzera i colloqui tecnici tra Iran e Stati Uniti, dopo i quali si prevede la creazione di gruppi negoziali sulle questioni nucleari e sulle sanzioni.

Lo riporta l’agenzia di stampa statale iraniana Irna, che cita il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, aggiungendo che i negoziatori “hanno deciso di istituire quattro gruppi di lavoro: Fine delle sanzioni, Affari nucleari, Ricostruzione e sviluppo economico, e Monitoraggio e attuazione”.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie

Gli Stati Uniti sono convinti che l’Iran accetterà le ispezioni dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Teheran, tuttavia, non conferma. Il “rebus nucleare” è la coda dei colloqui andati in scena in Svizzera. Ed è un puzzle dai pezzi sfalsati: le posizioni dei due Paesi non coincidono.

Nonostante le dichiarazioni di circostanza degli americani: “Gli iraniani hanno accettato di invitare nuovamente gli ispettori dell’Aiea nel loro Paese”, ha detto il vicepresidente americano JD Vance, capo della delegazione a stelle e strisce, prima di lasciare la Svizzera.

Trump: “L’Iran consentirà ispezioni”

“Questo rappresenta un traguardo importante per il popolo americano e il primo passo verso la denuclearizzazione permanente o la fine definitiva del programma di armi nucleari in Iran”, ha aggiunto. Il risultato è stato celebrato a Washington dal presidente Donald Trump: “Sono tutti assolutamente consapevoli che l’Iran acconsentirà ad avere importanti ispezioni sugli armamenti per assicurarne la ‘onestà nucleare’ nel futuro a lungo termine”, ha scritto il presidente Usa su Truth Social.

Gli ultimi ispettori dell’agenzia dell’Onu rimasti in Iran avevano lasciato il Paese a luglio dello scorso anno, dopo il primo intervento militare israeliano sostenuto dagli Stati Uniti. “L’Iran non avrà mai un’arma nucleare”, ha chiosato Trump.

Ma da Teheran arriva questa risposta: “Nessun impegno”

Diverso il quadro delineato da Teheran. I rapporti tra l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e l’Iran “proseguiranno secondo le procedure vigenti”, nel rispetto degli obblighi previsti dagli accordi sulle salvaguardie e delle leggi nazionali, nonché delle decisioni del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, è la formula utilizzata dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, citato dai media di Stato.

Baghaei ha inoltre precisato che, durante i colloqui con gli Stati Uniti in Svizzera, “non si è discusso del programma nucleare iraniano e non sono stati assunti nuovi impegni”. La posizione è stata confermata anche dall’agenzia iraniana Fars, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, con una sostanziale smentita delle affermazioni di Vance. Secondo una fonte citata dall’agenzia, infatti, non vi sarebbe stata alcuna discussione sul rientro in Iran degli ispettori dell’Aiea.

Sanzioni, Hormuz, fondi: i risultati

Se il programma nucleare iraniano rimane un tema nebuloso, i colloqui in Svizzera hanno prodotto risultati tangibili immediati. Gli Stati Uniti hanno formalizzato la revoca delle sanzioni petrolifere contro l’Iran per 60 giorni: la decisione garantirà effetti positivi immediati per la Repubblica islamica, dopo anni di vendite a prezzi scontati a acquirenti che rischiavano di incorrere nelle sanzioni degli Stati Uniti. Lo stop alle sanzioni permetterà all’Iran di aumentare le esportazioni di petrolio e di applicare prezzi di mercato con accesso più agevole al dollaro e con la possibilità di vendere il greggio ad acquirenti americani.

L’Iran, nell’ambito dei colloqui, ha accettato di istituire una linea di comunicazione per il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz, con l’obiettivo di prevenire incidenti e errori di calcolo, come ha spiegato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. Secondo i media della Repubblica islamica, ha inoltre riferito che è stata finalizzata in Svizzera un’intesa con gli Usa relativa allo sblocco di 12 miliardi di dollari di asset iraniani attualmente congelati.

A integrare il quadro, con la versione a stelle e strisce, ha provveduto Trump: “Stiamo andando molto bene per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz”.

Domenica “è passato più petrolio attraverso lo stretto di quanto ne sia mai passato in assoluto. Abbiamo due cose: abbiamo uno stretto aperto e abbiamo un Paese che non avrà mai un’arma nucleare”. E i fondi? Stanno per essere scongelati, saranno utilizzati per acquisto di generi alimentari prodotti esclusivamente dai nostri agricoltori”.

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