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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Massima tensione, “scontri sporadici” a Hormuz

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Massima tensione, “scontri sporadici” a Hormuz
Isola di Kharg, Iran, immagine di repertorio da Imagoeconomica

Le notizie sulla guerra Iran, USA e Israele e sulle tensioni in Libano: news in diretta, aggiornamenti su cosa sta succedendo nell’area del Golfo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 8 maggio 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta dell’8 maggio 2026

Guerra in Iran – venerdì 8 maggio 2026: le ultime notizie in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 8 maggio 2026.
Inizio diretta: 08/05/26 07:00
Fine diretta: 09/05/26 00:00
Meloni: "Italia a lavoro per de-escalation crisi"

“L’Italia sta lavorando incessantemente per favorire una de-escalation” nel Golfo Persico così “da contenere il peso delle conseguenze economiche della crisi sulle nostre famiglie e imprese”. Lo ha detto oggi la premier Giorgia Meloni, intervenendo dal palco dell’evento “L’agricoltura, il futuro” di Confagricoltura, che si è tenuto alla Triennale di Milano. Una crisi che impatta anche “sulla questione fertilizzanti”. In ambito europeo “abbiamo chiesto e ottenuto la sospensione dei dazi sui fertilizzanti di importazione con l’obiettivo di calmierare il mercato”, ha poi aggiunto la premier.

Fonte Iran: "Escalation nel Golfo è ancora possibile"

Una fonte militare iraniana anonima ha dichiarato all’agenzia di stampa iraniana Tasnim che, sebbene la situazione sia attualmente “calma”, qualora gli Stati Uniti tentassero di rientrare nello Stretto di Hormuz e “disturbassero” le navi iraniane, “esiste ancora la possibilità di una ripresa di tali conflitti nella regione”. In precedenza, l’agenzia di stampa iraniana Fars aveva segnalato “scontri sporadici” tra le forze iraniane e navi della marina statunitense nello stretto.

Consigliere Khamenei: "Controllo di Hormuz come una bomba nucleare"

Il controllo dello Stretto di Hormuz, dal punto di vista strategico, “rivaleggia con la potenza della bomba atomica. Lo sostiene Mohammad Mokhber, consigliere della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, sottolineando che Teheran controlla uno snodo capace di “influenzare l’intera economia mondiale”.

Mokhber, citato dai media iraniani, afferma anche che la Repubblica islamica “non rinuncerà in nessuna circostanza a ciò che ha ottenuto da questa guerra“, rivendicando il controllo dello stretto anche in futuro.

Sugli Emirati Arabi aggiunge che “sono stati puniti e saranno puniti ancora di più. Questi Paesi, un tempo considerati paradisi per gli investimenti, ora affrontano una fuga di capitali”.

Colpita base Idf nel nord di Israele

Hezbollah conferma in un comunicato di aver attaccato con missili una base delle Forze di difesa israeliana (Idf) nel nord di Israele, a sud della città di Nahariya. Sarebbe una risposta all’attacco israeliano che mercoledì ha ucciso un comandante del gruppo.

Centcom: "Aperto fuoco contro 2 petroliere dirette verso porti Teheran"

Un jet militare statunitense avrebbe aperto il fuoco contro due petroliere battenti bandiera iraniana dirette verso porti dell’Iran. Lo riferisce il Comando Centrale dell’esercito statunitense (Centcom) in un post su X, precisando che un caccia F/A-18 Super Hornet ha colpito le petroliere con munizioni di precisione. Secondo quanto riferito dal Centcom, le due navi, entrambe vuote, sarebbero state fermate “prima che entrassero in un porto iraniano nel Golfo dell’Oman, in violazione del blocco navale statunitense in corso”.

 

Centcom, più di 70 petroliere bloccate

Il Centcom, il Comando Centrale degli Stati Uniti, dichiara che oltre 70 petroliere sono state bloccate in entrata o in uscita dai porti iraniani. “Attualmente le forze statunitensi stanno impedendo a più di 70 petroliere di entrare o uscire dai porti iraniani – si legge in un post su X -. Queste navi mercantili hanno la capacità di trasportare oltre 166 milioni di barili di petrolio iraniano, per un valore stimato di oltre 13 miliardi di dollari”.

 

In corso scontri a Hormuz

Da circa un’ora sarebbero in corso “scontri sporadici” tra le forze armate iraniane e navi statunitensi nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Fars. Inoltre, secondo l’agenzia di stampa Mehr, esplosioni – di origine al momento sconosciuta – sarebbero state udite a Sirik, città costiera iraniana.

Rubio: "Non si normalizzi il controllo di Teheran su Hormuz"

“L’Iran ora sostiene di avere il diritto di controllare una via d’acqua internazionale (il riferimento è allo Stretto di Hormuz, ndr). Il mondo dovrà decidere se è disposto a normalizzare questa situazione”. Lo sostiene il segretario di Stato americano Marco Rubio, sottolineando che una simile situazione rappresenterebbe “un precedente pericoloso” a livello globale.

 

Libano, negoziati con Israele: Aoun vede capo delegazione Beirut in partenza per Usa

Il presidente libanese Joseph Aoun ha incontrato Simon Karam, il capo della delegazione di Beirut incaricata di condurre i negoziati con Israele e in partenza per Washington. Lo ha reso noto l’ufficio di Aoun, spiegando che il presidente libanese ha dato all’ex ambasciatore le ultime indicazioni. Fonti citate da Mtv hanno spiegato che Karam partirà domani per gli Stati Uniti.

Libano, Rubio: "Hezbollah è il motivo per cui viene bombardato"

“Il motivo per cui il Libano viene bombardato è Hezbollah”. Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio, parlando ai giornalisti al termine della sua visita a Roma. “Hezbollah sta imponendo loro ciò – ha aggiunto – per cui abbiamo tutti lo stesso obiettivo: un governo libanese forte che non abbia un Hezbollah armato che opera nel suo territorio”.

Rubio: "Ci aspettiamo oggi offerta da Teheran, spero sia seria"
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha confermato di aspettarsi una risposta entro oggi dall’Iran. “Spero che sia un’offerta seria, lo spero davvero”, ha detto ai giornalisti da Roma.

Rubio ha affermato inoltre che, se le notizie secondo cui l’Iran starebbe cercando di istituire una nuova agenzia per controllare il traffico marittimo e riscuotere pedaggi nello Stretto di Hormuz fossero vere, ciò sarebbe “inaccettabile” per gli Stati Uniti.
Vertice Asean, blocco chiede 'stop ostilità' e punta a 'più coordinamento' su crisi future
Nelle Filippine vertice dei leader degli undici Paesi dell’Asean, l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico. Sul summit annuale pesano le ripercussioni legate alla situazione in Medio Oriente, a cominciare dai prezzi del petrolio. I Paesi dell’Asean, secondo dati riportati dai media della regione, dipendono molto dalle importazioni di oro nero dal Medio Oriente perché da qui arriva più del 55% dell’import di greggio della regione.

“Abbiamo espresso la forte preoccupazione per la situazione in rapida evoluzione in Medio Oriente, che rappresenta una minaccia grave per vita e sicurezza dei civili, così come per pace e stabilità nella regione e a livello globale”, si legge nella dichiarazione “adottata in risposta alla crisi in Medio Oriente” pubblicata sul sito dell’Asean, che manifesta sostegno per il “cessate il fuoco tra Usa e Iran” e “negoziati in buona fede per una soluzione duratura di questo conflitto”. L’invito a “tutte le parti” è a “mantenere condizioni favorevoli per la piena ed efficace attuazione del cessate il fuoco, esercitando massima moderazione, ponendo fine alle ostilità ed evitando azioni che possano aggravare la situazione”.
“Abbiamo sottolineato – si legge ancora – l’importanza di mantenere pace, stabilità e prosperità nella regione, rispettando il diritto internazionale e promuovendo un dialogo sincero e la diplomazia nell’affrontare conflitti e tensioni, compresa la necessità di una cessazione completa e immediata delle ostilità su tutti i fronti in Medio Oriente”. “Riaffermata l’importanza” della “sicurezza marittima” e della “libertà di navigazione” con “forte preoccupazione per misure discriminatorie o unilaterali che possano impedire o ostruire il transito di imbarcazioni nello Stretto di Hormuz o di qualsiasi altro Stretto usato per la navigazione internazionale”. La dichiarazione conferma l’accordo a “rafforzare” il “coordinamento” in caso di crisi, a “rafforzare la sicurezza energetica e la resilienza della regione”

Sulla sicurezza energetica dell’Asia sudorientale ha avuto un impatto significativo la situazione nello Stretto di Hormuz, da quando il 28 febbraio Usa e Israele hanno avviato operazioni militari contro l’Iran, a cui Teheran non ha mancato di ‘rispondere’, fermate dalla fragile tregua in atto. Dell’Asean fanno parte Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Singapore, Thailandia, Timor Est e Vietnam.
Nuovi droni intercettati dagli Emirati Arabi Uniti

Gli Emirati Arabi Uniti comunicano di aver intercettato due missili balistici e tre droni lanciati dall’Iran. Secondo il Ministero della Difesa emiratino, tre persone sarebbero rimaste lievemente ferite.

“In seguito ai palesi attacchi iraniani contro gli Emirati Arabi Uniti, le difese aeree hanno intercettato complessivamente 551 missili balistici, 29 missili da crociera e 2.263 droni”, si legge in un post del Ministero su X.

 

Sequestrata petroliera nel mare dell'Oman

L’Iran annuncia di aver dirottato verso le proprie coste una petroliera sanzionata dagli Stati Uniti che trasportava greggio iraniano, la Ocean Koi, nel mare dell’Oman. L’imbarcazione è accusata di aver tentato di “danneggiare e interrompere le esportazioni petrolifere iraniane”.

Secondo la nota, la nave, battente bandiera delle Isole Barbados, trasportava petrolio appartenente alla Repubblica islamica ed è stata intercettata nell’ambito di “un’operazione speciale pianificata” dalla Marina. Dopo l’abbordaggio, la petroliera è stata scortata verso la costa meridionale dell’Iran e consegnata alle autorità giudiziarie. Le autorità iraniane non hanno fornito ulteriori dettagli sulle accuse contestate all’equipaggio.

 

Araghchi: "Da USA rozza tattica di pressione"

“Ogni volta che una soluzione diplomatica è sul tavolo, gli Stati Uniti scelgono un’avventura militare irresponsabile”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, accusando gli Usa per quanto accaduto nelle scorse nello Stretto di Hormuz.

“Si tratta di una rozza tattica di pressione? O è il risultato di un sabotatore che ancora una volta sta ingannando il presidente degli Stati Uniti trascinandolo in un nuovo pantano? Il risultato è sempre lo stesso: gli iraniani non si piegano alle pressioni e la diplomazia è sempre la vittima”, ha scritto Araghchi in un messaggio pubblicato su X.

Il capo della diplomazia iraniana contesta anche le valutazioni attribuite alla Cia sulle capacità missilistiche della Repubblica islamica. “La Cia si sbaglia. Il nostro arsenale missilistico e la capacità di lancio non sono al 75% rispetto al 28 febbraio. La cifra corretta è il 120%“.

Due morti a Toura

Un attacco israeliano a Toura, Libano del Sud, uccide due persone e ne lascia ferite altre 5. Lo riporta la National News Agency libanese. Le forze militari israeliane avevano precedentemente emesso un ordine di evacuazione per i residenti dell’area e di diverse altre città del Libano meridionale.

Aerei, la Commissione europea sulle forniture e i voli a rischio

Se la guerra in Iran dovesse continuare, nell’Ue si potrebbero verificare “ritardi” e “cancellazioni” di aerei, oltre ai prezzi più alti a causa del caro carburante. Lo conferma la Commissione Europea, nelle linee guida diffuse oggi per il settore dei trasporti.

“Le esportazioni di energia dalla zona” del Golfo Persico “attraverso le rotte marittime si sono ridotte al minimo a causa della chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz. Di conseguenza, i prezzi del carburante per tutti i mezzi di trasporto sono aumentati vertiginosamente, con ripercussioni sia sulla competitività delle imprese che sull’accessibilità economica dei servizi di trasporto nell’Unione e oltre”, si legge nella nota.

Nonostante questi effetti, “le opzioni di viaggio all’interno e verso l’Ue non sono sostanzialmente influenzate. La situazione generale rimane stabile e, al momento, non vi sono prove concrete di carenze di carburante. Tuttavia, se il conflitto dovesse persistere, potrebbero verificarsi interruzioni delle forniture, in particolare per il carburante per aerei. I viaggiatori potrebbero subire disagi, tra cui ritardi, cancellazioni, tempi di percorrenza più lunghi e prezzi più elevati”.

“Sebbene al momento l’impatto complessivo del conflitto in Medio Oriente sul turismo rimanga limitato, la Commissione sta collaborando con gli Stati membri e le parti interessate per monitorare attentamente l’evoluzione della situazione”, conclude l’esecutivo Ue.

Tajani e la disponibilità verso gli USA

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani conferma – nel corso del bilaterale alla Farnesina con il segretario di Stato statunitense Marco Rubio – “la disponibilità dell’Italia di essere presente con la Marina militare una volta raggiunto il cessate il fuoco stabile, per lo sminamento e la garanzia della libertà di navigazione” nello Stretto di Hormuz.

 

Salvini: "Incontro Rubio-Meloni? Un bene"

Per il vicepremier Matteo Salvini “è sempre bene dialogare con la più grande democrazia del mondo”, quindi l’incontro tra la premier Giorgia Meloni e il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, dopo le tensioni Meloni-Trump delle scorse settimane, è positivo.

 

I prezzi della benzina e del gasolio

Con le tensioni internazionali in corso, i prezzi dei carburanti oscillano costantemente in Italia. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso noti gli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit: oggi, venerdì 8 maggio 2026, il prezzo medio dei carburanti in modalità “self service” lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,934 euro/l per la benzina e 2,026 euro/l per il gasolio.

Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,000 euro/l per la benzina e 2,093 euro/l per il gasolio.

 

La preoccupazione della Cina

Il Ministero degli Esteri della Cina si dice “estremamente preoccupato” per il numero di navi che subiscono giornalmente le conseguenze delle tensioni nello Stretto di Hormuz, nuovamente in aumento. Girano voci che una petroliera cinese sia stata attaccata. Fortunatamente non vi erano cittadini cinesi a bordo e pare che non vi siano feriti.

Soccorritore morto in Libano "per attacco di Israele"

Un attacco israeliano nel sud del Libano ha ucciso un membro della Protezione civile libanese. A dichiararlo, in una nota, è l’Ente, che spiega che il soccorritore è morto “a seguito di un attacco israeliano che lo ha preso di mira” sulla strada tra due città meridionali, nonostante la tregua in vigore.

Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato mercoledì di aver “verificato 152 attacchi all’assistenza sanitaria che hanno provocato 103 morti e 241 feriti” in Libano dal 2 marzo.

Trump: "L'Iran non può avere un'arma nucleare"

L’Iran non può avere un’arma nucleare“. Lo sostiene Donald Trump, riferendo ai giornalisti di aver detto al segretario di Stato Usa Marco Rubio che ieri ha avuto un incontro con il Papa. “Gli ho parlato, gli ho detto: ‘Di’ al Papa, molto gentilmente, con grande rispetto, che l’Iran non può avere un’arma nucleare” e “Di’ anche al Papa che l’Iran ha ucciso 42.000 manifestanti innocenti, disarmati, dillo al Papa”.

 

Trump: "Il cessate fuoco è in vigore, attacchi solo una carezza"

Il cessate il fuoco funziona, è in vigore”. Lo ha detto Donald Trump in dichiarazioni nelle ultime ore al telefono con Abc News. Il presidente degli Stati Uniti ha descritto operazioni Usa in risposta ad attacchi iraniani come “una carezza“. E parlando poi con i giornalisti, il tycoon ha detto che le forze Usa hanno colpito obiettivi iraniani dopo che “hanno scherzato con noi” e ha ribadito che la fragile tregua resta comunque in vigore.

Il Centcom ha comunicato nella notte che “forze Usa hanno intercettato attacchi iraniani ingiustificati e risposto con attacchi di autodifesa mentre cacciatorpediniere” Usa “erano in transito nello Stretto di Hormuz”. Trump, riporta la rete, ha anche ripetuto che “potrebbe non andare in porto”, ma anche accadere “da un giorno all’altro” che venga raggiunto un accordo con l’Iran.

Trump: "Tre cacciatorpediniere Usa oltre Hormuz sotto fuoco Teheran, firmino intesa in fretta"

Gli Stati Uniti colpiranno l’Iran “molto più forte” se Teheran non accetterà “in fretta” un accordo. Parola di Donald Trump. Su Truth il presidente degli Stati Uniti ha scritto nella notte che “tre cacciatorpediniere americani hanno attraversato, con grande successo, lo Stretto di Hormuz, sotto il fuoco”, senza conseguenze, “mentre” hanno subito “gravi danni gli aggressori iraniani”.

“Sono stati completamente distrutti, insieme a numerose piccole imbarcazioni, usate per sostituire la loro Marina completamente decapitata – ha aggiunto – Missili sono stati lanciati contro i nostri cacciatorpediniere e sono stati facilmente abbattuti. Droni sono stati inceneriti in volo”.

L’Iran, ha continuato, “non è un Paese normale”. “Un Paese normale avrebbe consentito il passaggio dei cacciatorpediniere, ma l’Iran non è un Paese normale. Sono guidati da pazzi e se avessero la possibilità di usare un’arma nucleare lo farebbero senza esitazione – ha scritto ancora – Ma non avranno mai questa occasione e proprio come li abbiamo messi ko ancora una volta oggi, li metteremo ko in modo molto più duro e violento, in futuro, se non firmeranno il loro accordo, in fretta”.

Emirati, difesa aerea risponde ad attacchi con missili e droni

Gli Emirati Arabi Uniti denunciano nuovi attacchi “dall’Iran” con missili e droni. Su X il ministero della Difesa emiratino ha comunicato che è stata attivata la difesa aerea in risposta a “operazioni con missili e droni”, ha invitato gli abitanti a mantenere la “calma” e a seguire le indicazioni delle autorità.

Nessun dettaglio sugli obiettivi che sarebbero finiti nel mirino, ma il ministero “conferma che quanto udito in diverse zone del Paese è da attribuire all’attività dei sistemi di difesa aerea per intercettare missili balistici, missili da crociera e droni”.

Il Pentagono nega l'uso di "delfini kamikaze" nello Stretto di Hormuz

Le forze armate degli Stati Uniti non stanno utilizzando delfini kamikaze per la rimozione delle mine nello Stretto di Hormuz. Una fonte al Pentagono, consultata da Adnkronos, ha negato tale ipotesi. Ma questo non significa che Washington non ne abbia. Le parole del funzionario seguono quelle del Segretario alla Difesa Pete Hegseth che, questa settimana, è stato costretto a smentire l’affermazione – a fronte delle crescenti preoccupazioni – secondo cui l’Iran avrebbe addestrato tali mammiferi per compiere attacchi suicidi contro le forze statunitensi e il traffico mercantile nell’importante via marittima.

Il possibile impiego dei delfini nelle operazioni militari solleva questioni complesse, secondo gli esperti: non solo se Paesi come l’Iran dispongano di animali marini addestrati, ma anche se abbiano sviluppato le competenze necessarie per operare efficacemente con essi.

Durante un briefing al Pentagono, martedì, a Pete Hegseth era stato chiesto conto delle “notizie su delfini kamikaze” apparse su alcuni organi di stampa, dopo che l’Iran ha sostenuto di poter impiegare armi finora inutilizzate nel conflitto in corso da due mesi. Nel 2000, la Bbc aveva riferito che Teheran aveva acquistato in passato dei delfini addestrati per operazioni militari. Hegseth ha quindi risposto alla domanda, che sembrava scaturire da un precedente articolo del ‘Wall Street Journal’ secondo cui l’Iran starebbe cercando il modo di infrangere il blocco dello stretto imposto da Trump e avrebbe potuto utilizzare “delfini armati di mine” per attaccare le navi da guerra statunitensi. “Non posso confermare né smentire se disponiamo di delfini kamikaze, ma posso confermare che loro (l’Iran, ndr) non ne hanno”, ha affermato il Segretario.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano, le ultime notizie

La richiesta degli Stati Uniti e dei suoi alleati del Golfo e del resto del mondo è univoca: la riapertura dello Stretto di Hormuz, fondamentale per il commercio del petrolio. Teheran etichetta la bozza risolutiva dell’Onu come “unilaterale”, contenente “narrazioni selettive e faziose”. Si va verso il no, quindi, almeno a questo accordo. Al vaglio di Teheran rimarrebbe, però, l’ultima proposta statunitense. La riapertura di Hormuz e una finestra di 30 giorni per discutere i termini della pace, in particolare la questione nucleare. Questi, secondo le prime indiscrezione, i punti principali della bozza.

Nel frattempo, quelle che il presidente statunitense Donald Trump ha minimizzato ed etichettato come “scaramucce” continuano. E rendono più difficile il successo dei colloqui. In Libano situazione praticamente immutata, se non per due eventi che hanno caratterizzato la scorsa giornata: l’uccisione di un militante di Hezbollah, Ahmed Ali Balout, comandante della Forza Radwan; e il razzo che ha colpito la base di Shama, sede del contingente italiano di Unifil Sector West. Pare che si sia trattato di un “missile che era nelle mani di Hezbollah“, spiega il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, aggiungendo: “Credo sia giusto tagliare sia i finanziamenti sia le armi che arrivano a Hezbollah”

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