Si chiude con una sconfitta la tournée in Australia del Palermo. I rosanero, infatti, si arrendono alla Juventus per 2-0 al termine di 90 minuti di discreto livello al cospetto di una formazione storicamente tra le favorite per lo scudetto. E con ben altro organico a disposizione.
All’Hbf Park di Perth, Inzaghi ha schierato nel primo tempo una formazione che dovrebbe essere simile a quella titolare che potrebbe scendere in campo anche con il Lecce lunedì prossimo (17 agosto) in casa per i trentaduesimi di finale di Coppa Italia, primo vero impegno ufficiale della nuova stagione dei siciliani che debutteranno in campionato il 23 agosto, sempre in casa, con la Juve Stabia.
Rosanero in campo nel primo tempo con Joronen; Cassandro, Magnani, Ceccaroni, Augello; Segre, Ranocchia, Gyasi, Hernani, Johnsen e Pohjanpalo, ossia con un 4-2-3-1 che dovrebbe essere il modulo di questa nuova stagione alla caccia della promozione in Serie A.
Ritmi ancora da rodare, ancora un po’ imballati, ma qualche buono spunto si è visto, soprattutto una qualità che è emersa contro un avversario nettamente superiore fa ben sperare per il campionato. Inoltre sprazzi di bel gioco da parte di Vavassori e di Strefezza che è entrato in campo per gli ultimi 10 minuti. Anche Cassandro e Ceccaroni hanno fatto vedere buone cose. Complessivamente si è vista una buona prova difensiva mentre in attacco le impressioni sembrano positive ma servono riscontro contro formazioni più abbordabili. Non è certo la Juve o questa partita il banco di prova ideale. Si ha, comunque, la sensazione, che il solo Pohjanpalo non possa bastare nonostante i suoi 25 gol la scorsa stagione.
Sono, comunque, più luci che ombre, benché si abbia una sensazione di agrodolce, perché già così la squadra di Inzaghi sembra molto solida. Se non altro dal punto di vista difensivo.
La partita
La sfida ha visto una supremazia, come è normale che fosse, dei bianconeri di Spalletti anche se, chiaramente, il ritmo è stato piuttosto basso all’inizio. Si pensi che la prima mezza emozione arriva a metà del primo tempo. Il Palermo pensa soprattutto a difendersi nei primi 45 minuti che sembrano chiudersi sullo 0-0 quando una difettosa respinta di Joronen su una conclusione tutt’altro che irresistibile di Celik da posizione defilata mette in condizione Yildiz di battere comodamente a rete dal centro dell’area.
Nella ripresa il portiere rosanero si riscatta (con gli interessi) salvando un gol fatto di Kolo Muani che da pochi passi batte a colpo sicuro trovando l’intervento miracoloso del numero 66 rosanero.
Il Palermo a quel punto prova a reagire e crea qualche grattacapo alla retroguardia juventina trovando, però, in Perin un baluardo insormontabile con tre interventi decisivi, uno su Le Douaron anche lui a botta sicura.
Nel finale la Juve ha legittimato il risultato con Milik che ha segnato due volte in pochi minuti: il primo annullato per evidente fuorigioco, il secondo arrivato da un’azione in solitaria culminata con una conclusione che ha spiazzato Fortin, subentrato nel corso della ripresa, al posto di Joronen.
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