La manovalanza di Cosa Nostra si muove senza sosta tra i negozi dello Zen per chiedere il pizzo. La cifra è sempre la stessa, 5mila euro “trattabili” con la possibilità di pagare a rate. Per alcune attività la cifra sarebbe anche superiore. Non vengono risparmiati nemmeno gli ambulanti del mercatino del giovedì allo Zen; da 5 a 10 euro è la richiesta a venditore. I “picciotti” del Mandamento San Lorenzo Tommaso Natale proseguono con le minacce e le intimidazioni per chi si rifiuta di pagare.
Il sopralluogo sospetto al distributore Q8 prima dell’incendio
Un’importante novità riguarda l’utilizzo di un’auto, una Jeep Renegade, fermata dai carabinieri il giorno dopo i colpi di kalashnikov contro il deposito di Sicily by Car in via San Lorenzo. A bordo c’erano quattro giovani, tutti con precedenti per rapina, furto e spaccio. Tra loro ci sarebbe stato anche un parente di Salvatore Calvaruso, uno dei ragazzi accusato di essere il responsabile della strage di Monreale, e di Salvatore Modica, il giovane arrestato lo scorso 11 giugno responsabile di avere rubato la Fiat Panda poi bruciata da un altro soggetto all’interno dell’autolavaggio Q8 di via Lanza di Scalea. Insieme a Modica per il furti dell’auto, intestata a una donna, avvenuto nel parcheggio del centro commerciale Conca d’Oro è finito in manette anche Samuel D’Acquisto. Entrambi oggi sono ai domiciliari.
Dalle indagini è emerso che la Q8 di via Lanza di Scalea è la stessa stazione di servizio dove la Sicily by Car di Tommaso Dragotto abitualmente fa lavare i suoi veicoli. L’attività dell’imprenditore è stata oggetto di diverse azioni intimidatorie nelle ultime settimane. Due giorni prima il raid, la stessa Jeep Renegade fermata qualche giorno prima fu vista al distributore di benzina con due pluripregiudicati a bordo. Probabilmente, con la scusa del lavaggio dell’auto, era stato fatto un sopralluogo prima dell’incendio avvenuto il giorno dopo. Chiaramente sono in corso degli accertamenti da parte degli inquirenti.
Investigatori sulle tracce di altre “giovani leve” di Cosa Nostra
Gli investigatori stanno stringendo il cerchio su altri “picciotti” che oltre a chiedere il pizzo ai commercianti, sarebbero gli autori materiali delle numerose intimidazioni che hanno colpito numerose attività tra San Lorenzo, Zen, Tommaso Natale, Sferracavallo, Isola delle Femmine. La banda si affiderebbe anche a gente “esperta” in rapine e furti, altri due punti di forza che ha sempre permesso al mandamento mafioso San Lorenzo-Tommaso Natale di fare “cassa”.
Le intimidazioni al bar Cherì
L’ultima attività presa di mira negli ultimi giorni è il bar Cherì alle porte dello Zen. Il locale, in pochi giorni ha subito tre atti intimidatori: prima, il 1u giugno, delle bottiglie con liquido infiammabile e petardi che hanno danneggiato il dehors e la pedana esterna; una settimana dopo l’incendio dei condizionatori esterni e infine sabato notte si è tornato a sparare: trenta colpi di kalashnikov contro la vetrata esterna. Proprio ieri, lunedì, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla si è recato al bar Cherì per mostrare vicinanza ai titolari: “Vi aiuteremo”. Gesto bello, ma adesso servono più che mai azioni concrete. I commercianti sono stanchi di vivere nel limbo ormai da un anno.

