“Noi abbiamo otto cacciamine adesso disponibili, sono alla base di La Spezia dentro la quinta divisione navale. La pianificazione prudenziale che ha fatto il Capo di Stato Maggiore della Difesa prevede un gruppo basato su due cacciamine con un’unità di scorta e con un’unità logistica che ci permette di aumentare il periodo e in tutto sarebbero 4 navi: due operative, una logistica e una di scorta”. Lo ha detto il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto a ‘Cinque Minuti’, condotto da Bruno Vespa e in onda su Rai1, in merito ad un’eventuale missione nello Stretto di Hormuz. “E ovviamente noi non andiamo da soli, andiamo all’interno di una coalizione internazionale. Anche le altre nazioni manderanno dei cacciamine – ha aggiunto Bergotto –. Oltre noi hanno cacciamine in Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l’Olanda e il Belgio. E dall’ordine ci impiegheranno circa quattro settimane. Perché i cacciamine hanno una velocità ridotta e hanno necessità di qualche sosta logistica”.
La condizione attuale
“Attualmente a Hormuz c’è una situazione conflittuale, quindi una situazione di crisi, nonostante la tregua, perché proprio nella giornata di ieri e oggi ci sono stati degli attacchi a due navi mercantili in transito. Pertanto, nonostante la tregua, c’è sempre un’attività importante nella zona. – ha spiegato Bergotto – È una zona minata. Non sappiamo bene qual è l’area che è stata minata, non è determinata. Si presuppone che l’area minata sia nella zona della linea di separazione del traffico in ingresso e uscita da Hormuz. Abbiamo la tipologia dei fondali perché questo ci aiuta a capire quali sono le mine che possono essere utilizzate e ci aiuta a capire quali sono le operazioni che noi dobbiamo attuare per bonificare queste mine. Vicino alla costa ci sono dei fondali rocciosi. Ci sono due tipi, principalmente di mine, quelle da fondo, che sono delle mine che stanno proprio sul fondo del mare, e ci sono delle mine che si chiamano ormeggiate. Sono delle mine che hanno una base sul fondo e sono semigalleggianti. Di solito sono messe ad alto fondale”.
Le tecnologie utilizzate
“Noi siamo una marina di riferimento nel campo dello sminamento, questo da sempre. Noi abbiamo sviluppato questa capacità fin dopo la Seconda Guerra Mondiale. Noi abbiamo la tecnologia, abbiamo delle navi che sono, costruite negli anni Novanta, però nel corso del periodo sono sempre state ammodernate alla recente tecnologia – ha precisato Bergotto –. Gli americani utilizzano un sistema di pilotaggio remoto o autonomi, che sono in dotazione delle nostre navi. Pertanto le nostre navi hanno una doppia capacità. Quella da scafo, quindi utilizzano il sonar della nave, e poi hanno quella capacità anche che viene data dall’utilizzo da mezzi a pilotaggio remoto”.
Inontre “noi siamo presenti nel Mar Rosso e nell’ambito di un’operazione europea che si chiama Aspides. Attualmente il comandante della forza in mare è un ammiraglio italiano e abbiamo presente una fregata, la nave Rizzo, che effettua la scorta e l’accompagnamento di tutti i mercantili in transito. E in questo momento l’unica nave assegnata è la nave italiana. Fino a poco tempo fa c’era una nave greca che non è stata ancora sostituita, credo che agli inizi di maggio ci sarà la presenza nuovamente di una nave greca. Siamo presenti nell’Oceano Indiano in un’altra operazione europea che si chiama Atalanta, che è un’operazione contro la pirateria dell’area ed è un’operazione che traguarda anche un’altra missione che è quella del traffico contro gli stupefacenti”.
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